Castel del Monte e Federico II: messaggio di dialogo tra culture e religioni
Pino Picciariello ha presentato presso la libreria “le città invisibili” in Largo La ginestra venerdì 16 Febbraio, il suo ultimo libro “Da Oriente ad Occidente – La leggenda del Sacro Graal”
Nella serata di venerdì scorso, presso la libreria “le città invisibili” ha avuto luogo la presentazione del libro “da Oriente ad Occidente – la leggenda del Sacro Graal” di Pino Picciariello, collaboratore di periodici locali e riviste con saggi di storia medioevale, archeo-astronomia e tradizione pugliese; socio fondatore dell’Accademia Federico II in Bari, luogo di incontro di poeti, artisti, scrittori; Senatore dell’Accademia dei “Micenei” di Reggio Calabria e Membro dell’Istituto per la Storia del Risorgimento.
Una presentazione che si è subito trasformata in un interessante dibattito sul Castel del Monte, sulla sua componente mistico – esoterica e sul ruolo diplomatico di Federico II, simbolo di apertura verso le altre culture, pur non rinnegando la propria. Dunque esordisce Picciariello:”questo è un romanzo nato anche da felici intuizioni che ho avuto da piccolo, quando andavo a visitare il Castel del Monte e mi emozionava: quel castello è tutto un simbolo; la ricerca del particolare matematico, la sua perfezione è unica. Pare anche che ci fosse, in passato, un muro che ne dovesse nascondere la vista a chi vi transitava davanti; addirittura si dice anche che la collina sulla quale si trova il Castello sia artificiale, una sorta di enorme terrapieno: c’è un mistero nel mistero. E’ un posto studiato anche da professori.”Mentre poi sposta l’attenzione sulla figura di Federico II:”Federico è figlio di genitori provenienti da zone europee differenti e rappresenta già lui il sunto di una nuova era per il mondo, un’eredità che però è andata persa. Quello coevo di Federico di Svevia era un periodo ricco di fermenti e di scambi culturali: egli è il punto di partenza del dialogo tra culture. E’ una figura con molto fascino.” Poi parla del suo romanzo:”inventarsi una storia romanzata non è facile ma io ci ho messo anche l’amore per mia figlia, Anthea, che ne è la protagonista principale: per me lei è la nuova Eva, simbolo della nuova umanità che nasce dal Castel del Monte. Nel corso della storia, mi rifaccio anche alla teoria della relatività di Einstein, dato che nel Castello si perde la cognizione del tempo; mi riferisco anche a Sovereto, del quale denuncio lo scempio urbanistico che ne è stato fatto.” Poi ne è seguito un dibattito durante il quale abbiamo posto allo scrittore alcune domande:
Perché ha scritto questo romanzo?
Perché mi piacerebbe poter fare un film, partendo dalla storia che qui narro; poi ho sempre avuto voglia di vedere le cose con il mio personale e affascinato punto di vista e questo romanzo è il modo di come io vedo il Castel del Monte la storia che rappresenta.
Cosa pensa del fatto che, rimanendo sempre in ambito mistico – esoterico, il numero 8, che ricorre spesso nell’architettura del Castello, sia anche la somma dei numeri dell’anno della morte dello stesso Federico II (1250)?
Il filone esoterico del Castel del Monte è evidente: pare infatti che Federico II conducesse con i suoi alchimisti esperimenti esoterici; infatti gli studiosi hanno rinvenuto tracce di sostanze chimiche sui muri che non sono ancora però riusciti a riconoscere. Per quanto riguarda l’8 non so che dire, so solo però che l’8 è anche il mio numero esoterico.
Pensa che il Castel del Monte, come tutte le ricchezze che abbiamo qui in Puglia e nel Meridione sia giustamente valorizzato dai cittadini e dalle istituzioni?
Purtroppo noi meridionali siamo molto bravi a non saper custodire le nostre ricchezze e il nostro patrimonio culturale ed archeologico..
C’è la necessità di persone come me per valorizzare questo castello; farci venire turisti, realizzarci rappresentazioni teatrali, organizzare summit di scienze e arti tra i migliori nostri scienziati e filosofi e i luminari del vicino oriente. Ma le istituzioni non sembrano voler mettersi a disposizione per questi importanti progetti.
Infine, rispetto all’ingente letteratura che viene tutt’ora prodotta sul Santo Graal, cosa ha di particolare/speciale/nuovo il suo romanzo?
Penso che la risposta debba ricercarsi nel fatto che nel mio romanzo intreccio la trama con il grande Castel del Monte, con la sua magia e con la sua storia, dando un po’ di lustro alle nostre ricchezze locali. Poi sinceramente credo nell’avvento di una nuova umanità, che parta dal dialogo con le altre religioni e culture, prendendo proprio spunto dalla figura di Federico II, mediatore tra 2 mondi molto diversi tra loro, l’Oriente e l’Occidente. Se avessimo già cominciato a dialogare 8 secoli fa, ora saremmo 8 secoli più avanti.
Cosa pensa dell’integralismo delle culture e delle religioni?
Mi documento e provo a discutere e confrontarmi con chi ha una cultura diversa dalla mia.
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