Consiglio comunale dei ragazzi: la Consulta delle Associazioni torna alla carica
Il presidente Vito De Leo: “Se vogliamo la vita democratica, – è la conclusione – dobbiamo impegnarci a prepararla, credendo nella possibilità e nella volontà dell’incontro, del dialogo, della collabo
Con una lettera indirizzata agli amministratori comunali, alle forze politiche, alle associazioni, alle scuole dell’obbligo e agli organi di stampa, il presidente della Consulta delle Associazioni, Vito De Leo, ha rinnovato, ancora una volta, la proposta d’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi.
“Considerata la necessità per il Comune di Terlizzi di realizzare un’efficace politica di prevenzione contro la dispersione scolastica, l’illegalità, la devianza e il disagio sociale e visto che il nostro Comune è notoriamente un paese a rischio, spetta a tutta la comunità realizzare un progetto educativo che tenga insieme tutte le agenzie educative, anche alla luce del Piano intercomunale in corso di realizzazione ai sensi della legge 285/97 “Promozione di diritti e di opportunità per l’infanzia e l’adolescenza”.
“La proposta d’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi da noi avanzata sin dal 1996, ricorda il presidente – illustrata in vari articoli pubblicati sulla stampa e fatta propria dall’Amministrazione comunale di centrodestra con nota inviata alle scuole elementari e medie (prot. n.5883 del 26/3/99 Settore AA.GG.SS.SS), dopo oltre 11 anni non ha trovato ancora modo di realizzarsi nell’ambito dei progetti di educazione alla legalità delle scuole dell’obbligo, né di essere prevista nel bilancio di previsione e tantomeno di essere regolamentata, dopo essere stata inserita su nostra proposta nello Statuto comunale”.
“Alla nostra richiesta formulata all’indomani dell’insediamento della prima Amministrazione Amendolagine di “convocare uno dei primi Consigli comunali con un apposito ordine del giorno sui problemi dell’infanzia e dell’adolescenza a Terlizzi, per poi procedere, alla presenza di bambini e ragazzi, alla nomina del Sindaco “Difensore dell’Infanzia” e quindi a promuovere l’istituzione del Consiglio comunale dei Ragazzi, il sindaco si dichiarò “ben lieto di accogliere l’invito, considerato che, questa Amministrazione intende riservare grande attenzione al mondo giovanile e alle sue esigenze. Appena in grado e comunque dopo le prime sedute che vedranno impegnato su questioni di rilevante urgenza, sarà mia premura mettere a punto quanto sopra auspicato(prot.n.7796 del 29/4/96-Ufficio Gabinetto).Dall’Amministrazione Di Tria, nonostante le ripetute sollecitazioni, invece, neanche una risposta”.
“A questo punto, sarebbe facile pensare che – al di là di mere assicurazioni formali o di incomprensibili silenzi – continua Vito De Leo – ogni proposta da noi avanzata ai vari assessori succedutisi nel corso degli ultimi quattro anni, intesa a potenziare gli istituti di partecipazione (Consiglio Comunale dei Ragazzi, Statuto Comunale, Difensore Civico) è destinata a cadere nell’indifferenza e nell’oblio da parte delle istituzioni preposte: Ente locale, Scuole dell’obbligo, Famiglie.La speranza, tuttavia, di trovare ancora ascolto e sensibilità democratica non ci ha abbandonati. Siamo certi, infatti, che è comune convinzione che i problemi dei giovani, del disagio sociale, della tossicodipendenza, della microcriminalità, del vandalismo, del bullismo, della prevenzione, dell’educazione alla legalità vanno affrontati insieme, sinergicamente ed ognuno per quanto di competenza”.
Seguono, a questo punto, una serie di richieste: “Chiediamo, pertanto, agli Amministratori comunali di deliberare: a) la regolamentazione Consiglio comunale dei Ragazzi così come prevista nello Statuto comunale, b) inserire adeguate risorse finanziarie nel prossimo bilancio di previsione, c) di patrocinare l’iniziativa che le scuole dell’obbligo potrebbero eventualmente assumere, se opportunamente coinvolte e coordinate in un progetto in rete”.
Rivolgendosi a queste ultime il presidente della Consulta – chiede d’inserire nei rispettivi Piani dell’Offerta Formativa un progetto di educazione alla partecipazione e alla democrazia, un percorso di educazione civica “pratica” che, partendo dalle attese adolescenziali, nonché dall’analisi delle risorse offerte dall’ambiente scuola, chiami i ragazzi ad un’esperienza iniziale di democrazia, che porti alla elezione di un sindaco – ragazzo, affiancato da assessori e da consiglieri, che si occupano dei vari settori della vita scolastica e del territorio, entrando anche in diretto collegamento con gli organi collegiali della Scuola e con gli organi di governo del Comune.
“Se vogliamo la vita democratica, – è la conclusione – dobbiamo impegnarci a prepararla, credendo nella possibilità e nella volontà dell’incontro, del dialogo, della collaborazione, disponendoci al cambiamento e alle novità”.
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