La Margherita verso il Partito Democratico

La Redazione

Dal Centro Studi Politici “Aldo Moro”, lettera aperta ai congressisti de La Margherita e dei Democratici di Sinistra.

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In occasione del prossimo congresso cittadino de La Margherita, che si svolgerà nei giorni 24 e 25 p.v. alla presenza degli onn. Giusi Servodio e Gero Grassi e che sicuramente vedrà riconfermato nella carica di coordinatore il commissario uscente Michele Berardi, in quanto espressione di una lista unitaria, il presidente del Centro Studi Politici “A.Moro”, Vito De Leo, ha inteso offrire un contributo di idee al dibattito in corso sulla politica locale e sul costruendo Partito democratico.

“Si tratta di dare una risposta chiara ad una serie di domande che gli iscritti e gli elettori del partito di maggioranza relativa cittadino rivolgeranno quasi sicuramente alla nuova classe dirigente che verrà eletta in questa tornata congressuale”. Quale dovrà essere dunque il profilo identitario del nuovo partito? La inequivocabile risposta è stata e sarà che il Partito Democratico dovrà essere plurale sia dal punto di vista della rappresentanza sociale, sia dal punto di vista culturale: in una parola dovrà essere l’alfiere della modernizzazione del paese. In questo processo di modernizzazione della politica e dell’amministrazione – ovviamente –  ci deve essere spazio per tutti e l’ unione sarà possibile nella misura in cui ci sarà rispetto per tutti e per ciascuno.

Dopo la costituzione del gruppo unico in Consiglio comunale da parte dei nove consiglieri comunali de La Margherita e dei Ds, che hanno eletto come portavoce, a rotazione, Santina Mastropasqua, la partecipazione, la democrazia, la riforma della politica  devono tradursi subito in un processo costituente, che conduca nei prossimi mesi alla fondazione del nuovo soggetto politico, che rappresenta una delle sfide culturali più ambiziose e complesse sullo scenario politico del nostro Paese e del nostro Comune. “Quindi, – è l’invito di Vito D eLeo –  basta con il caparbio attaccamento a rendite di posizione politica mascherato dietro l’appello retorico alle cosiddette identità; basta alle liti di condominio nel centrosinistra; basta alla guerra mediatica, che genera solo confusione negli elettori. È giunto finalmente il tempo di guardare con realismo al nuovo partito ed alle prossime scadenze elettorali e di superare reciproche arroganze ed esclusioni”.

“Dopo quattro anni di potere amministrativo – continua il presidente del sodalizio – resta ancora insoddisfatto il desiderio dei tanti militanti dei due partiti dell’Ulivo di assistere ad un confronto serrato ma sereno, fondato su tesi politiche che amalgamo e avvicinano le iniziali differenze, realizzando sintesi condivise, che ci si augura saranno impersonate nei nuovi dirigenti locali e nei delegati al congresso provinciale, tutti convintamente impegnati a realizzare la necessaria unità, il partito del programma, del pluralismo, delle istituzioni e dei corpi intermedi. Un partito, insomma, che si pone come amalgama tra culture diverse, che propone alla società terlizzese un’idea nuova di riformismo, un partito che rifiuti le stanche liturgie dei vecchi partiti e che sia capace d’intercettare le ansie e le esigenze dei giovani, delle famiglie, dello sviluppo economico e sociale. Un partito, insomma, che stia tra la gente: un partito non di eletti, ma di elettori”.

“Starà alla nuova classe dirigente dimostrare come è possibile costruire un partito aperto, dove tutti si sentono protagonisti, pur nella diversità delle storie personali e delle provenienze culturali, sociali e politiche. Spetterà ai neo-eletti guidare il partito con stile aperto, democratico, coinvolgente, unitario, evidenziando sempre una vivacità politica, una profondità di analisi dei bisogni della Città, un’insospettabile capacità di proposta, che è patrimonio di tutti e che nessuna divisione può incrinare”.

“Prima cosa da definire, -conclude Vito De Leo-  è la coerenza a portare avanti, anche a Terlizzi, la proposta di Prodi, smentendo qualsiasi recondito disegno di visione neocentrista, che qua e là sembra affiorare in alcune parti del territorio. In secondo luogo, bisogna ritrovare la necessaria unità della coalizione di centrosinistra per una sua efficace azione in Consiglio comunale e nella città e nelle non più tanto lontane elezioni amministrative del prossimo 2008″.

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