I Giovani de La Margherita sulla caduta del governo Prodi
Riceviamo e volentieri pubblichiamo la nota fattaci pervenire dai Giovani de La Margherita di Terlizzi inmerito alla crisi del Governo nazionale di questi giorni.
Nel giorno 21 Febbraio il Governo Prodi è caduto sulla politica estera: 158 voti a favore, 136 voti contrari, 24 astenuti; totale: l’Unione viene superata di 2 voti dalla CdL.
Una sconfitta dal sapore amaro, amarissimo, laddove ci si accorge che la maggioranza si è sgretolata per un mezzo pugno di senatori proprio sulla politica estera, tema importante di qualsiasi governo. L’oggetto era il ri-finanziamento della missione in Afghanistan ma, al di là dell’opinabilità o meno di questa decisione, al di là del fatto che è in chiara contraddizione sulla linea di Pace che il Governo Prodi ha dichiarato di seguire nel programma dell’Unione, la maggioranza di governo è diventata minoranza – opposizione, dovendo prendere atto di una sconfitta politica e facendo una magra figura davanti alla nazione intera. Ebbene sì, dopo neanche un anno dalle elezioni politiche del 2006, la squadra di maggioranza non è riuscita a mantenere in piedi il governo per neanche 12 mesi.
Ma di chi potrebbe essere la colpa? Di chi è il merito e l’onore di aver mandato a casa il Governo Prodi? Di una destra prorompente e imbrigliante? Di un Berlusconi scatenato? Di una CdL straripante? No, amici, assolutamente. Ciò è dimostrato in primis dal referendum costituzionale dell’anno scorso, che la Lega ha clamorosamente perso in tutta Italia.
La vera responsabilità di questo disastro politico è di ben altri partiti, di ben altri onorevoli, di ben altri personaggi e di ben altre ideologie. La vera opposizione il Governo Prodi l’ha trovata sul suo cammino, nella propria casa, tra le fila dei suoi stessi soldati, in alcuni partiti dell’ala più estremista e massimalista che, già dal principio non hanno fatto altro che affannarsi a farsi propaganda, autopubblicizzandosi tra marce e manifestazioni, striscioni e contestazioni, cercando di ottenere sempre più visibilità sul piano nazionale. Abbiamo assistito ad uno spettacolo indecente in cui i partiti minori erano in grado e di fatto lo facevano, di ricattare i partiti maggiori, quelli con un più grande elettorato e con più parlamentari e ministri. Il merito di questa figuraccia è di tutti quei parlamentari che per ‘coscienza’ hanno sempre protestato ed alzato la voce su ogni questione, non ricordandosi però che quando si è parlamentari, si è parlamentari non solo dei propri elettori, ma di tutti: non si può stare la mattina seduti in Parlamento e il pomeriggio in corteo, essendo sempre pronti ad essere in disaccordo o dissidenti o peggio ancora disobbedienti.
La libertà di pensiero e di critica è sacra e costituzionalmente tutelata e guai se così non fosse, ma una certa maturità politica dice anche che il fine ultimo è il bene della coalizione. E’ ora di finirla con questi teatrini e concentrarci tutti sul far stare in piedi questo Governo che si andrà a costituire, cercando di parare i colpi dei nostri avversari e non dei nostri stessi alleati, che da tali, si dimostrano poi dei traditori della Patria: un soldato non abbandona mai i ‘compagni’ in difficoltà ma è pronto ad aiutarli sempre e comunque. Quando si mette la fiducia su un particolare tema non ci si può prendere il lusso di dichiararsi indipendenti o di dimettersi secondo quanto dice la propria in – coscienza. Se non avete voglia di rappresentare gli elettori di centro sinistra, rimanete a casa e date la possibilità di occupare quei posti a giovani che ne abbiano veramente voglia ed entusiasmo.
A monte manca la volontà e la coscienza di tener fede agli impegni che l’essere un istituzione appartenente ad un Governo rappresenta; e a tutti i Senatori Rossi che hanno osteggiato questo governo e lo hanno fatto cadere diciamo che ora, soprattutto grazie a loro, potremmo finalmente lasciare la nazione intera in balia della banda Berlusconi per molti altri anni.
Complimenti! Questo vuole essere un invito ad una critica riflessione che i Giovani della Margherita di Terlizzi vogliono fare, “senza se e senza ma”.
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