Il randagismo va risolto con un pizzico di razionalità

Valeria De Ceglia

Piuttosto che cadere nel vuoto allarmismo, Terlizzi può vincere il problema del randagismo accogliendo le soluzioni proposte dal WWF.

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Anche Terlizzi, alla stregua dei paesi limitrofi, è esasperata dal problema del randagismo. Sono davvero tanti i cani che si aggirano per le nostre strade e, di contro, sono davvero pochi- o forse nulli- gli interventi presi per risolvere tale problema. Si cade, piuttosto, in uno sterile allarmismo che pare accecarci e privarci di quel minimo di razionalità- perché tale ne serve- per risolvere questa triste problematica. Contro l’allarmismo improduttivo continua ad esprimersi lo stesso WWF il quale sostiene che “per uscire definitivamente da questo cul de sac bastano due soluzioni: canili comunali o randagismo controllato”.

La prima soluzione, canile comunale, è nitidamente spiegata dal WWF. Consiste nell’istituire un canile comunale “con un numero massimo di 200 ospiti, dotato di una sezione che funga da canile sanitario e di una da canile-rifugio”. Secondo il parere del WWF sarebbe preferibile affidare la gestione del canile a una cooperativa preferibilmente giovanile. Imperativa dovrà essere la funzione di controllo per esaminare l’efficienza dello stesso canile e per valutare che lo stesso non prenda le sembianze di un vero proprio lager. Parallelamente dovrà essere avviata un’attività di monitoraggio tesa a misurare la situazione demografica canina in tutto il territorio comunale. Non dovrà altresì mancare una campagna di sensibilizzazione volta a invitare la cittadinanza ad adottare un cane.

La seconda soluzione razionalmente ipotizzata dal WWF consiste nel randagismo controllato. Trattasi di una efficace “previsione della figura del “cane libero accudito” e del “cane libero di quartiere” contestualmente all’avvio di una campagna di adozioni degnamente promossa e pubblicizzata”. Si lavorerà, inoltre, per l’inasprimento delle “azioni mirate al rispetto delle normative circa il maltrattamento (ad esempio l’omessa cura, la violenza, l’abbandono e la detenzione forzata), l’anagrafe canina e felina, l’applicazione di microchip e l’igiene pubblica (deiezioni)”. In ultimo, non mancherà una campagna di sterilizzazione dei randagi nel rispetto delle indicazioni delle associazioni animaliste.

Non ci resta che ringraziare queste soluzioni tutt’altro che utopiche ideate dal WWF e sperare che la nostra amministrazione (assieme a quelle dei paesi limitrofi) possano nutrirsi di tale razionalità piuttosto che cader vittima di ciechi allarmismi che non appartengono al buon politico ma solo a grossolani ottentotti.

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