La Cgil dichiara sciopero al Gruppo Floricolo Ciccolella
La Flai Cgil ribadisce la validità e le motivazioni alla base dello sciopero, tendenti a far applicare le leggi, i contratti e le norme in materia di sicurezza.
È mobilitazione. Il sindacato scende in campo contro la Holding Gruppo Floricolo Ciccolella di Molfetta – Terlizzi. In realtà è la Flai Cgil che ha dichiarato sciopero, iniziativa a cui una sigla come la Uila non ha aderito contestando, anzi, le ragioni dell’astensione dal lavoro in quanto l’azienda “non si è mai sottratta al confronto con i sindacati”.
Dal canto suo, la Flai Cgil ribadisce la validità e le motivazioni alla base dello sciopero, tendenti a far applicare le leggi, i contratti e le norme in materia di sicurezza, «in una azienda che, pur in presenza di enormi finanziamenti pubblici, paga salari di circa il 50% inferiori a quelli contrattuali, con orari di lavoro ben al di sopra di quelli previsti contrattualmente e senza una stabilità occupazionale. Queste le motivazioni dello sciopero, per le quali avremmo preferito una presa di posizione da parte della Uila – Uil a sostegno dei diritti e delle rivendicazioni dei lavoratori».
Intanto questa sera, martedì 6 marzo alle ore 18, ci sarà un comizio in piazza Cavour a cui interverranno il segretario generale della Flai Cgil di Bari, Peppino De Leonardis, il segretario generale della Cgil Puglia, Mimmo Pantaleo, e Flavio Omobono, segretario della Camera del Lavoro Cgil di Terlizzi.
Nel comunicato che annuncia la protesta, la Flai Cgil dichiara di aver aperto la vertenza aziendale per ottenere «la stabilità occupazionale e la trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, il rispetto dei contratti di lavoro, il rispetto delle norme sulla sicurezza sul lavoro, il rispetto delle libertà sindacali. Contro il lavoro nero e grigio, le evasioni contrattuali e contributive, il sottosalario, praticati dall’azienda. La Flai Cgil, invita i cittadini, le forze politiche e istituzionali, a solidarizzare con i lavoratori impegnati in una dura lotta contro pratiche e rapporti di lavoro “feudali” presenti in questa azienda».
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