Come fare ad essere un cittadino attivo? Ce lo spiegano le associazioni di Terlizzi

Francesca Tumolo

Sono emerse proposte rivole alle istituzioni, che devono tutelare i diritti del cittadino in ogni momento ed in qualsiasi modo, ed ai cittadini stessi che, dopo aver sviluppato una propria coscienza s

0 commenta

E’ un progetto iniziato il13 febbraio quello che ha visto L’Azione Cattolica Italiana, in collaborazione con l’Ufficio Diocesano per la pastorale sociale, impegnata nell’organizzazione di conferenze e cineforum tutti aventi come tema centrale “Il bene comune. Bene di tutti gli uomini e di tutto l’uomo” e che anche questa domenica ha cercato di dare uno scossone alla cittadinanza terlizzese.

Domenica 11 marzo, al liceo classico “Sylos” , si è tenuto un Seminario sulla Cittadinanza in collaborazione con le varie associazioni terlizzesi: l’ARCI (associazione di promozione sociale), la Caritas, Mediterrania (che si occupa dell’immigrazione e dell’intercultura), CLAD (combatte i disagi)  e Unitalsi (organizza viaggi a Lourdes per gli ammalati consentendo loro questa esperienza).

A Giovanni Cataldo è toccato il compito di aprire la serata con un piccolo discorso che illustrava i propositi di questo seminario. I ragazzi dell’Azione Cattolica e delle varie associazioni presenti hanno voluto specificare quanto per loro la partecipazione sia importante per essere cittadino attivo; e molto spesso non basta perché è necessario essere propositivi nei confronti delle istituzioni attraverso il dialogo e la mediazione. Tutto questo partendo dal piccolo. Esattamente lo spirito del seminario.

Sono state individuate 5 aree tematiche, l’alloggio, l’immigrazione, il lavoro, la ricreatività e il tempo libero e la solitudine dell’ammalato, e i cittadini, guidati da un capogruppo, si sono divisi in gruppi, scegliendo il tema che più li interessava. Dopodichè dovevano cercare, lavorando insieme, di creare delle proposte per cercare di migliorare la situazione del tema scelto. Proposte che, unite, avrebbero portato alla costituzione di un progetto da presentare alle istituzioni della Diocesi il 31 marzo, cioè la giornata mondiale della gioventù.

È stato costruttivo vedere tanti cittadini, giovanissimi e non, collaborare insieme per cercare risposte alle domande che ognuno di noi si pone. Peccato per la scarsa partecipazione della cittadinanza. Un progetto così meritava molte più adesioni di quante ce ne siano state.

Dopo circa un’ora dall’inizio dei vari laboratori i gruppi si sono ritrovati per confrontarsi ed esporre i loro progetti. Il gruppo che trattava l’alloggio ha scelto come parole chiave la comunicazione e le scelte etiche, chi ha analizzato l’immigrazione ha puntato su due obbiettivi, uno a breve termine, cioè il portare la figura del consigliere comunale aggiunto, e l’altro più a largo raggio cioè riprendere la consulta delle associazioni. Il gruppo focalizzato sul lavoro è stato quello meno popolato, scelta stranissima dati i problemi di precariato, e la soluzione, secondo loro, sarebbe creare spazi di “orientamento” nelle scuole superiori e valorizzare le imprese locali. Il gruppo sulla ricreatività non ha esposto un quadro distruttivo di terlizzi, ma si crede che le strutture, nonostante siano presenti, sono davvero mal utilizzate. Infine l’Unitalsi, che trattava la solitudine del malato, ha richiesto una collaborazione maggiore delle istituzioni comunali e han proposto un’ulteriore collaborazione con le istituzioni ecclesiastiche.

Ospite della serata è stato il dottor Francesco Fiore, il direttore dell’agenzia che si occupa dei segretari comunali, agenzia che dipende dal consiglio dei ministri, che, alla fine delle relazioni fatte dai vari capigruppo, ha cercato di trovare un punto di unione tra le tematiche affrontate.

Il dottor Fiore ha marcato ancora una volta la necessità di una partecipazione attiva da parte di tutti i cittadini ed il potenziamento di quegli strumenti “non visibili” che aiutano a smuovere le coscienze (educazione civica, ruolo dei mass media…). La sua proposta si rivolge ancora una volta alle istituzioni, che devono tutelare i diritti del cittadino in ogni momento ed in qualsiasi modo, ed ai cittadini stessi che, dopo aver sviluppato una propria coscienza sociale, devono organizzarsi ed allearsi (a questo proposito ha consigliato di visitare il sito internet www.cittadinanzaattiva.it). Conclusosi l’intervento del dottor Fiore la cittadinanza si è data appuntamento il 15, 18 e 22 marzo per dei cineforum e delle conferenze che tratteranno l’integrazione e il precariato.

La serata è proseguita con un momento musicale di alcuni gruppi terlizzesi provenienti dall’ARCI che hanno contribuito a confermare il clima disteso che ha contraddistinto questo appuntamento. Si spera che i piccoli passi che le associazioni terlizzesi sempre più attive stanno compiendo portino davvero a grandi risultati e ad una giornata mondiale della gioventù più proficua.

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!