Incontri, film, momenti di riflessione. Il programma di eventi della pastorale giovanile

Valeria De Ceglia

Il trait d’union del programma è la Speranza che, indubbiamente, rima con affettività, lavoro, festa, cura della fragilità.

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La pastorale giovanile della nostra diocesi ha dato il via ad una serie di iniziative rivolte non unicamente ai giovani ma a tutta la cittadinanza. Il trait d’union del programma (che presentiamo di seguito) è la Speranza che, indubbiamente, rima con affettività, lavoro, festa, cura della fragilità. L’affettività deve lasciarsi vaccinare dalla speranza affinché si superi la logica di relazioni precarie o a breve scadenza. Il lavoro – solo se illuminato dalla speranza – può recuperare i suoi ingredienti principali quali la dignità e la solidarietà. La speranza, pertanto, diventa fonte principale di festa e il suo valore taumaturgico è chiaramente riconoscibile nel suo principale “diletto”: la cura delle anime.

15 marzo, ore 19.30: incontro sul tema Festa e Lavoro con interventi di Padre Francesco Rutigliano e della Prof.ssa Rosa Serrone presso la ludoteca Macondo.

18 marzo, ore 20.00: Proiezione di un cortometraggio sull’integrazione: “Dio è zingaro” con intervento dell’autore Giuseppe Amoroso e del gruppo Municipale Balcanica presso parrocchia Immacolata.

22 marzo, ore 19 e ore 21: Proiezione di cortometraggi sul tema del precariato “I am calabrese” e altri… presso Circolo Arci Corso Dante 79.

25 marzo, ore 19.30: Via Crucis animata dai Giovani.

29 marzo, ore 21.00: Veglia di preghiera presso la tenda della preghiera sotto la Torre dell’orologio.

Il programma è chiaramente militante e dà prova di una Diocesi che non ama relegarsi in confessionali e sacrestie ma che scende in piazza e esibisce quel calice di cui non conosciamo più neanche la forma; quel calice che troppo spesso è violato e abusato da coloro che direttamente amministrano i sacramenti; quel calice che, a torto eppure troppo spesso, viene bandito come la causa di un rallentamento del progresso.

Forse dobbiamo iniziare a orientare il nostro sguardo all’interno del calice e lasciarci sorprendere da ciò che, di conseguenza riusciremmo a vedere. Vedremmo solo vino, ebbrezza di vita, fonte di lotta sana e- chissà- riusciremmo (forse nel fondo di esso) a intravedere due personaggi nell’atto di confrontare le loro idee…forse, superando la nostra miopia, riusciremmo anche a identificare quei personaggi e a chiamarli per nome: Cristo e Marx.

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