Echi e ritmi di poesia

Valeria De Ceglia

La poesia di Francesco Salamina e di Nicola Maselli entusiasma il piccolo pubblico terlizzese.

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Sono stati davvero molto pochi a prender parte alla serata di poesia organizzata presso la Galleria “Ra ComunicazioneTotale”. Un pubblico ristretto ma così caloroso da ottenere la stima dei due poeti, Francesco Salamina e Nicola Maselli.

Diversi tra loro eppure accomunati da un’unica grande passione: la poesia. Una poesia che non si limitano a scrivere ma continuano, in varie occasioni, a declamare. La poesia va recitata ed è per questo che il poeta è tale solo se è poeta-attore.

Non esiste la poesia mentale: la poesia nasce all’interno dell’espressione orale e l’attualità non può di certo scardinare e rompere quel patto ancestrale che la poesia ha stipulato con la sonorità. La metrica e la sonorità sono l’essenza stessa della poesia.

Francesco Salamina recita poesie raccolte in tutte le antologie scolastiche e, di conseguenza, etichettate come appartenenti alla tradizione. Opta per Baudelaire, Apollinaire, Leopardi, D’Annunzio, Neruda e Lorca. Ripercorre brevemente le note poetiche più entusiasmanti del patrimonio europeo.

Diversa è la poesia offertaci da Nicola Maselli. La sua è una poesia dialettale, che mette al bando la lingua ufficiale per trasformare se stessa in voce del popolo. A parlare è il popolo barese. Il poeta sceglie di prestare la sua voce e le sue qualità artistiche in favore di una città splendida e temibile: Bari; una città, verso la quale, il poeta confida di avere un rapporto di odio e amore.

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