“I due diversi blu” tra guerra, amicizia e belle donne.
Presso la libreria “Le città invisibili”, nella serata di giovedì 15 si è tenuta la presentazione del libro “I due diversi blu – avventure tra cielo e mare”, dello scrittore Marco Colombini. Era prese
“Eros, amore e guerra in un avvincente intreccio di emozioni e sensazioni. Un linguaggio spontaneo, vero. Questo è un libro – verità, il diario, la cronaca di una vita vissuta: un mix concentrato di esperienze, di giovinezza e di belle donne, trattate sempre con rispetto. Ci sono anche pagine cruente di guerra vera.”
Così esordisce Viviana Bruno, giornalista di “Repubblica”, il secondo quotidiano nazionale per importanza, che in poche parole tinteggia il libro “I due diversi blu – avventure tra cielo e mare” agli ospiti presenti, nella libreria “Le città invisibili”.
Il pubblico ascolta silente e attento; nel colorato ambiente echeggia solenne solo la voce dell’avvenente giornalista che parla entusiasta di questo libro – diario. Lo scrittore Colombini, apparentemente timido, ascolta. La Bruno continua e precisa: ”questo libro può essere diviso in 3 tempi, quasi fosse un film, dai quali emerge la figura del protagonista, Cristian Corsini, che proviene da un contesto sociale d’èlite, stile di vita esclusivo e una figura materna cui egli molto legato. Presto però Corsini conosce il suo primo amore, il mare, poi il cielo, diventando così sia esperto sub che paracadutista. Poi le pagine forti della guerra: missioni contro il terrorismo e in Vietnam. Un libro attualissimo con un linguaggio diretto e spietato. Se questo fosse davvero un diario romanzato, il filo rosso del ricordo di tutti gli eventi, sarebbe il sentimento – sensibilità.
È un libro parlante, un libro denso di storia.” L’autoritario autore Marco Colombini è stato un militare italiano e ha acquisito notevoli esperienze nel reparto dei paracadutisti della Folgore, dimostrando una fortissima attrazione per il volo ma anche per il mare, diventando anche un esperto sub: ecco dunque l’amore incontenibile per i due diversi blu, il cielo e il mare, l’infinità degli spazi aerei e l’immensità degli spazi marini, tra tinte di azzurro e blu venate di grande malinconia ma anche di squisita poeticità, tanto da ispirare lo stesso Colombini nel scrivere questo poliedrico romanzo, dopo aver appunto dedicato a questi due amori tutta la sua vita, seguendo quasi una mistica vocazione totalizzante. In seguito la presentazione di questo libro, presto si trasforma in un vero e proprio dibattito – interrogazione a questo loquace e arzillo ex combattente sessantenne, il quale, con grande sensibilità e disponibilità, risponde e soddisfa ogni minima richiesta di conoscenza e ogni curiosità della giovane giornalista e del pubblico presente. “Ma quanto c’è di autobiografico in questo libro?”, chiede la Bruno.
Comincia allora l’autore: ”al 90 % si tratta di un racconto autobiografico; non si può scrivere un libro di questo tipo senza esservi partecipe in qualche modo. Infatti ci sono particolari tecnici che non si possono improvvisare. Ci sono capitato davvero per caso in queste avventure assurde e impensabili. Ho combattuto anche al fianco degli americani, che talvolta sono dei nazisti travestiti da preti. Sono l’esercito più forte del mondo.” Ecco allora che questo paracadutista con addirittura 1600 lanci sulle spalle, realizza una ‘full immersion’ di guerra, parlando di missioni, episodi, aneddoti e molti dettagli dettati da esperienze che solo chi ha combattuto può conoscere e raccontare. “In guerra dovrebbero esistere solo uomini normali che fanno cose eccezionali: quelli sono infatti i veri professionisti. C’è sempre paura, ma non panico; il rischio è razionalmente calcolato; poi gli imprevisti non si possono mai sapere. In questo libro sono così riuscito a descrivere perfettamente ciò che ho vissuto diversi anni fa. Tuttavia in queste pagine non c’è solo la guerra ma anche molta amicizia e tanto amore. Tante belle donne, tutte trattate con sensibilità.” Una signora del pubblico allora domanda: ”come è possibile che un paracadutista si metta a scrivere un libro?” Colombini risponde: ”l’idea è nata dal voler dedicare un libro ad un mio caro amico, che chiamavamo “lupo”, un guascone, simpatico e che combinava casini immondi. Da qui poi sono partito per raccontare tutte le mie esperienze.
Questa è la sua idea di guerra, ma anche il protagonista del suo romanzo, Corsini ripudia la guerra?
Certamente anche il protagonista ripudia la guerra: ho scritto questo libro contro la guerra, riferendomi molto al Vietnam: io odio la guerra e non la sopporto affatto.
Perché?
Ogni guerra non è mai giusta, è ‘sporca’; non necessaria ma sempre voluta e spesso ha luogo per motivi economici. Tuttavia non sono un ‘rambo’ in guerra; i super uomini non esistono e anzi, coloro che si esaltano sono i primi che ci lasciano la pelle. A me non piace vessare altra gente o altri popoli. Ho un equilibrio interiore che in guerra ti permette di salvare la vita. Il karma è importante in queste cose.
Questo libro quindi offre uno spaccato della vita di guerra e della vita dei soldati in battaglia?
Si, assolutamente.
In che modo la guerra ha formato/trasformato la sua persona?
La guerra mi ha formato insegnandomi a non tirarmi mai indietro. D’altronde, se sei a 15000 metri d’altezza e non vuoi lanciarti da un aereo, non lo faresti mai se non lo volessi fare. Lo senti dentro. Inoltre la guerra mi ha insegnato che esiste solo una regola: chi vince si adagia sugli allori: è il vincitore bravo e leale, mentre chi perde è il ‘traditore’ ed è visto sotto una chiara luce negativa.
Una simpatica discussione informale, molto simile a quelle che solitamente i ‘nonni’ hanno con i propri giovani e inconsapevoli nipotini, raccontando aneddoti e lunghe esperienze di anni di giovinezza che sono ormai solo un ricordo. Come un saggio ‘nonno’ vissuto, lo scrittore Colombini così ha raccontato ed insegnato cose nuove ma soprattutto inedite e genuine ai suoi ascoltatori, attenti e curiosi nello sguardo come piccoli nipotini.
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