Oggi si ricorda il martire Gioacchino Gesmundo
Il martire terlizzese fu trucidato alle Fosse Ardeatine
Il terlizzese Gioacchino Gesmundo è fra i 335 martiri dell’eccidio consumato alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944. Alla vigilia del 63° anniversario della più efferata e inaudita rappresaglia compiuta in Europa durante la seconda guerra mondiale.
Questa sera, alle ore 19, presso la Biblioteca comunale si farà memoria con un evento culturale promosso dalla locale Associazione Pro Loco. Si tratta della presentazione di un libro veramente speciale, i cui contenuti verranno illustrati dal preside Giuseppe Pomponio con l’ausilio dell’attore Francesco Tammacco e della ricercatrice Mara Virno. Il fatto straordinario è che il volume è postumo.
Ha, cioè, proprio Gioacchino Gesmundo per autore. La sua figura di intellettuale, di formatore e di politico è stata alquanto studiata nel tempo. Finora sono stati veramente pochi, invece, gli elementi offerti per inquadrarne l’umanità. Il vuoto è colmato. Il volume Lettere ai familiari, curato da Michele De Santis e Renato Brucoli, e pubblicato da Ed Insieme, riproduce l’epistolario intercorso fra Gioacchino, Isabella e Maria Gesmundo tra il 1930 e il 1943.
I documenti sono stati rinvenuti presso il Fondo manoscritti della Biblioteca Nazionale Sagarriga Visconti di Bari e pubblicati, fedelmente trascritti, con l’aggiunta di apparati e immagini. Gli scritti – tutti inediti – hanno appunto il pregio di rivelare l’interiorità del martire, oltre che il suo orizzonte culturale.
Evidenziano il carattere forte, lineare e orgoglioso del professore. Offrono la chiave d’accesso alla sua sfera affettiva e perfino a quella sentimentale e spirituale.
E consentono di entrare nella vicenda familiare, in quella legata agli studi e orientata alla professionale, vista come un modo per affermarsi e per sottrarsi, insieme alla propria famiglia, alle ristrettezze economiche imposte dalla precarietà dei tempi e dal destino avverso. L’epistolario, insomma, ci fa recuperare l’immagine a tutto tondo dell’autore.
Il martirio aveva elevato e per certi aspetti allontanato la figura del professore. Il carteggio la ricolloca sulla terra, tra di noi, nel quotidiano, restituendocela impastata di cedevolezza e di tempra, di esperienza e di saggezza, di poesia e di finezza. Quasi un afflato di vita nuova.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro