Grande soddisfazione per il premio al giornalino della scuola “Pappagallo”

Nicolò Marino Ceci

Martedì 27 Marzo il Giornalino Scolastico della Scuola Pappagallo è stato premiato a conclusione del Concorso Nazionale “Fare il Giornale nelle Scuole”, strumento di promozione del giornalino scolasti

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Martedì 27 Marzo, in occasione della cerimonia di premiazione del Concorso ideato e realizzato dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti “fare il giornale nelle scuole”, è stato premiato anche il giornalino “Appunti di Viaggio”della Scuola Elementare “Don Pietro Pappagallo”. Un concorso al quale hanno partecipato ben 1000 scuole, primarie e secondarie, delle quali sono stati premiati i primi 20 migliori giornali scolastici per ciascun ordine di scuola. Ecco allora alcune domande al Dirigente Scolastico Giuseppe Pomponio della Scuola Pappagallo, circa questo importante successo. 

Com’è andata la cerimonia di premiazione a Roma?
Benissimo. I nostri bambini sono stati anche intervistati e fotografati da giornalisti di emittenti private.

Chi si è occupato personalmente della premiazione?
Lorenzo Del Boca, Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, visibilmente contento ed entusiasta.

Com’è stata la partecipazione delle scuole?
La partecipazione delle scuole è stata notevole e i bambini erano così tanti che la sala, dove è avvenuta la premiazione, non riusciva a contenerli tutti. Il successo di questa partecipazione è stato enorme rispetto agli altri anni: le scuole partecipanti all’edizione di quest’anno sono infatti state 918, mentre gli scorsi anni sono oscillate tra le 400 e 500. Un successo oltre qualsiasi aspettativa.

Qual è, secondo lei, lo spirito di questo concorso “fare il giornale nelle scuole”?
Non è solo importante avviare progetti di lettura di quotidiani nelle classi di tutta Italia, per stimolare l’attenzione dei ragazzi per i giornali, dato che poi molti dei quotidiani distribuiti rimangono non letti, sedimentandosi così ai margini dell’insegnamento nelle scuole.

E quindi?
E’ appunto importante “fare il giornale”: cioè dare la possibilità ai bambini, fin dalla più tenera età di approcciare la notizia, nella sua più totale genuinità – ingenuità. Bisogna dunque costruire il giornale passo dopo passo, notizia dopo notizia, cominciando proprio dagli alunni.

Com’è stata la reazione dei vostri alunni a questo importante traguardo?
Sono stati tutti molto emozionati. Tanta gioia e gaiezza. Credo che questa iniziativa sia essenziale per loro in quanto così essi imparano già da piccoli ad assaporare la spirito di un giornale, di una redazione, transitando poi alla Scuola Media già preparati. Così facendo diamo loro la possibilità di sviluppare future passioni, che non necessariamente devono sfociare nel giornalismo. I nostri alunni infatti usano per esempio il computer per scrivere e quindi imparano così anche ad usare bene il pc.

E gli insegnanti impegnati nel giornalino?
C’è indubbiamente stata grande soddisfazione, anche se il premio non è consistito propriamente in denaro.

Qual è infine il suo parere su questo premio e su questo concorso?
Ritengo che i bambini debbano sviluppare tutte le loro qualità e abilità. Credo inoltre che la lezione tradizionale, cioè quella che si tiene in classe, rischi di penalizzare una parte del gruppo classe, cioè quella meno incline allo studio tradizionale: è in quel momento che deve intervenire la scuola con il suo ruolo di educatrice.

Sarebbe?
La scuola deve offrire un insegnamento integrale così da dare la possibilità all’alunno di scoprire se stesso e conoscere meglio le sue attitudini e passioni, ritrovando poi anche maggiori motivazioni per lo studio. Dobbiamo stuzzicare le sensibilità e la curiosità verso la conoscenza in ogni bambino, attraverso tante diverse attività extradidattiche e extracurriculari. Alla base c’è un grande progetto pedagogico.

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