Le Passioni di Sinistra alla libreria Le Città Invisibili

La Redazione

All’incontro parteciperanno i componenti dello staff della rivista, tra i quali, il professore Alberto Altamura.

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Venerdì 20 Aprile alle ore 19.30, presso la Biblioteca comunale di Terlizzi in collaborazione con la libreria Le Città Invisibili sarà presentata la
rivista “Le passioni di sinistra”, periodico di approfondimento politico e culturale. All’incontro parteciperanno i componenti dello staff della rivista, tra i quali, il professore Alberto Altamura, che punteranno a rendere noti gli obiettivi culturali, l’attenzione e la valorizzazione delle diversità e, soprattutto, la capacità di rivalutare quel mondo prezioso che riguarda il nostro patrimonio culturale, ormai condannato alla scomparsa.

In particolare, si tratterà il tema della politica e dei movimenti, sperando che sia possibile ricostruire quel tessuto caro e delicato che si sta man mano perdendo, come ci fa notare Pasolini – “mancare di certezze culturali, e quindi della possibilità di riempire il proprio vuoto di alienati, se non altro per mezzo dell’autoanalisi e della coscienza, vuol dire, in termini banali, essere ignoranti”. Un progresso reale e civile nasce dalla consapevolezza, dalla conoscenza della storia, dal sapere chi eravamo per essere chi siamo.

Le passioni di sinistra è una rivista che esce con ritmi quadrimestrali, ed è stampata a Molfetta, la città dell’editor, il professore ingegnere Vito Copertino, editor nell’accezione anglosassone che vede una figura di responsabile editoriale e politico del prodotto stampato, il quale è qualcosa di più del direttore, e comprende in sé una molteplicità di funzioni e attribuzioni.

In un’epoca in cui “…tutto ciò che non corrisponde all’ordine dominante viene negato ed espulso più o meno violentemente…in cui si aboliscono tutte le singolarità e tutto ciò che resiste alla logica totalizzante…” (L’Espresso, colloquio con J. Beaudrillard di F. Gambaro, 2 settembre 2004 ), è importante remare verso le relazioni duali, l’alterità, la diversità, le infinite singolarità.

La città è diventata ostile, si cerca di passare da un luogo privato (la casa) ad un altro privato (la scuola, la palestra); questa continuità di luoghi privati e la scomparsa dei luoghi pubblici caratterizza una “non-città”.

Per questo i momenti di condivisione, di dibattito, di confronto, dovrebbero essere cercati e vissuti pienamente, cercando di evitare questo ormai vicino appiattimento del pensiero che sta, fondamentalmente, perdendo la sua criticità, e, ipnotizzato, si dirige lì dove gli è indicato, senza autonomia alcuna.
L’auspicio è che quel piccolo dubbio che una discussione può sollevare, possa permettere all’essere umano di tornare a lottare perché sia rispettata la sua realtà, per quanto diversa dalle altre.

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