Pirp: la Consulta delle Associazioni chiede un locale
Uno spazio da utilizzare per le attività statutarie, gli incontri con i cittadini residenti e per pubbliche assemblee.
Facendo seguito all’incontro tenuto il giorno 18 aprile dall’Assessore alla Partecipazione e dall’equipe del Pirp con le associazioni di volontariato al fine di definire progetti di riqualificazione del territorio condivisi, dichiara la propria disponibilità a fornire suggerimenti.
Come opportunamente è stato fatto notare, non si tratta solo di creare servizi, verde, negozi, di condurre a compimento strutture sportive e infrastrutture già iniziate, ma di restituire centralità e dignità a luoghi che non sono “dipendenti” ma parte attiva e integrante della nostra città e, pertanto, occorre progettare anche luoghi d’incontro e di aggregazione.
Considerato che nell’ambito del Pirp possono essere previsti anche interventi intesi a favorire miglioramenti sociali ed economici del quartiere, creando a tal fine sinergie fra gli interventi previsti dal Pirp ed altri strumenti, la Consulta delle Associazioni, coerentemente con le finalità indicate nell’art. 45 dello Statuto comunale. “La partecipazione di cittadini attraverso le loro libere associazioni assume rilevanza in relazione alla loro effettiva rappresentatività di interessi generali o diffusi ed alla loro organizzazione” e le funzioni indicate nell’art. 4 del regolamento. “La Consulta deve essere preventivamente interpellata per atti a carattere generale, di pertinenza del Consiglio comunale relativi a: regolamenti, revisione dello Statuto, bilancio, conto consuntivo, strumenti urbanistici”, chiede che venga posto a disposizione della Consulta delle Associazioni un apposito locale da utilizzare per le attività statutarie, gli incontri con i cittadini residenti e per pubbliche assemblee.
La richiesta è motivata non solo dall’oggettiva carenza di spazi pubblici attrezzati per lo svolgimento per le attività sociali e culturali di qualsiasi genere, ma anche dalla comune volontà di mostrare con atti concreti che democrazia e partecipazione non sono concetti astratti, ma strumenti per cambiare e migliorare concretamente le condizioni di vita nella città e nei quartieri.
Non si tratta, dunque, di individuare e intervenire esclusivamente sugli elementi di degrado fisico delle strade, degli spazi pubblici o delle abitazioni, ma di tendere, attraverso la riqualificazione dei luoghi basata sull’emersione e la condivisione dei bisogni reali di chi li abita, al miglioramento delle regole e delle condizioni di convivenza del quartiere.
(*Presidente della Consulta delle Associazioni)
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