Bilancio di previsione 2007: per le associazioni un’altra occasione perduta
Bisogna fare della politica un’occasione d’incontro, ascolto, azione diretta, partecipazione autentica che consenta ai cittadini di suggerire democraticamente come e dove investire le risorse del prop
Come ogni anno, e con le solite proroghe, il 30 aprile p.v. il Consiglio comunale discuterà il bilancio di previsione 2007 proposto dall’Amministrazione di centro sinistra guidata dal sindaco Vincenzo Di Tria e predisposto dall’assessore alle finanze Pasquale Adamo. E come ha sempre fatto, la Consulta delle Associazioni ha chiesto, a norma di statuto, di essere convocata per ascoltare gli indirizzi programmatici e per formulare proposte. Al momento in cui scriviamo, nessun invito è ancora pervenuto da parte degli attori principali: amministratori, presidenza del consiglio comunale, capigruppo, partiti, nonostante le reiterate richieste formulate verbalmente e per iscritto, puntualmente pubblicate dalle Gazzetta del Mezzogiorno e da La Nuova Città.
Che cosa avremmo voluto ascoltare dai nostri amministratori in questo incontro, che, tra l’altro, è sancito dal regolamento della Consulta delle Associazioni, ancora vigente? Ci sarebbe piaciuto sapere che:
a) si continuerà a creare e mantenere uno stretto rapporto con il territorio, come si è fatto per la difesa dell’ospedale e la revisione del Piano di riordino sanitario, per le politiche ambientali, con particolare riferimento all’annosa “questione Scianatico”, con i Piani Sociali di Zona, con il Piano Commerciale, con il sito Web del Comune, con i Piani Integrati di Recupero delle Periferie (PIRP), e come ci auguriamo si continuerà a fare per il Piano Urbanistico Generale (PUG), la nuova Toponomastica, l’Educazione alla Legalità, i Progetti per i Minori, i Regolamenti per le Attività produttive nel Centro storico, per il Piano Urbano del Traffico, per il Consiglio Comunale dei Ragazzi, per il Difensore Civico e per le Pari opportunità;
b) gli sforzi ed i progetti dell’Assessorato alla Coesione sociale siano condivisi e sostenuti con adeguate risorse finanziarie, grazie anche al contributo del 5 per mille dell’Irpef dei cittadini terlizzesi, per migliorare la qualità dei servizi alla persona, in modo da poter valorizzare le potenzialità di tutte le risorse umane;
c) che si punterà al miglioramento della qualità delle relazioni tra le persone;
d) che s’introdurrà un nuovo modo d’intendere l’economia sociale, intesa sempre più come risposta efficace ai bisogni concreti della società;
e) che, così facendo, la nuova classe dirigente, ha finalmente deciso di passare dalla “repubblica dei partiti” alla “repubblica dei cittadini”.
Ci sarebbe piaciuto sapere che anche dal punto di vista finanziario, d’ora in poi si aprirà e si avvierà un percorso caratterizzato dal confronto e dalla riflessione comune, attraverso la messa a punto di obiettivi e strategie comuni; lo sviluppo della reciproca conoscenza e collaborazione; il riconoscimento della Consulta delle Associazioni come interlocutore effettivo nei rapporti con le istituzioni amministrative, politiche e sociali; l’attenzione costante a quei cittadini cui non interessa se il gatto è nero o bianco: l’importante è che acchiappi il topo.
Per quanto ci riguarda, siamo convinti, che la fase d’avvio dell’azione amministrativa abbia richiesto da parte di tutti un carico tale di impegni e di adempimenti che non escludono per il prossimo futuro, a partire dalla discussione del bilancio di previsione 2007 e del relativo rendiconto di gestione, la possibilità di “assicurare ai cittadini, attraverso le forme previste dai successivi articoli e dal regolamento, le condizioni per intervenire direttamente nei confronti degli organi elettivi (comma 2); e di “consentire ai cittadini di contribuire con le loro proposte, alla fase d’impostazione delle decisioni da assumere su temi d’interesse generale relativi alla programmazione delle attività amministrative o su tempi specifici aventi interesse rilevante per la comunità” (comma 3-art.43).
Si tratta, in sintesi, di mettere in atto una “cultura delle partecipazioni” ed uno “stile di presenza intelligente”. Come? Rendendo “produttive”, sul terreno loro proprio, alcune “affinità elettive” delle varie Organizzazioni e facendo prendere consapevolezza ai partiti ed alle istituzioni che le Associazioni sono un fattore importante per rispondere ai bisogni della comunità.
Se veramente dalla “Repubblica dei Partiti” si sta procedendo verso la “Repubblica dei Cittadini”, non possiamo restare alla finestra noi che abbiamo nei singoli statuti costitutivi elevati valori e impegni sociali.
Siamo consapevoli che ci troviamo alla vigilia di profondi cambiamenti, ma il nostro amore per Terlizzi non ci può trovare assenti, ma carichi di responsabilità: ognuno deve apportare il proprio contributo per realizzare una città più viva e creativa, guidata da una classe dirigente aperta, moderna ed all’altezza delle nuove sfide culturali, istituzionali, sociali, economiche e politiche. La nostra città possiede risorse umane, culturali ed economiche di tale spessore da poter recuperare quel primato che un nefasto sistema di relazioni interpartitiche ed un impoverimento culturale hanno gravemente compromesso in questi anni.
Eccoci quindi a testimoniare come sia possibile mobilitare forze vive e qualificate della realtà cittadina e come sia possibile dialogare sui problemi che sono all’attenzione della gente comune.
A chi gioverà tutto quest’impegno? Gioverà alla comunità, agli emarginati, ai giovani, alla politica, alle istituzioni ed a tutti coloro che nel silenzio delle associazioni operano contro il degrado della comunità e le inefficienze del sistema politico – amministrativo.
Ovviamente, ci troviamo di fronte ad un processo culturale che deve coinvolgere tutti: le agenzie educative, le parrocchie, il mondo della cultura, l’associazionismo. Su tutti il ruolo dei partiti e degli uomini che gestiscono la ”cosa pubblica”, che hanno il dovere inderogabile di stimolare, promuovere e coordinare tale processo culturale.
Come intervenire? Non parlare soltanto, ma agire e, soprattutto, aprire subito un tavolo permanente con le associazioni per stabilire i temi e le priorità. Bisogna puntare soprattutto sull’ascolto dei giovani, sulla capacità di leggere i nuovi linguaggi, sulla sensibilità dell’ambiente e sulla partecipazione alla vita della società. Il nostro auspicio è che il 2007, sia finalmente portatore anche di fatti concreti, recupero di valori e di senso civico da parte di tutti.
*Presidente della Consula delle Associazioni.
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