“Fino a quando le stelle”, un romanzo oltre l’Alzheimer

Nicolò Marino Ceci

Venerdì 4 presso la libreria “Le città invisibili” in Largo La Ginestra c’è stata la presentazione del libro “Fino a quando le stelle” di Maria Gabriella Genisi, patrocinata dalla F.I.D.A.P.A..

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Ancora Maria Gabriella Genisi, ancora lei, la scrittrice appassionata di ricette e di introspezione, che dopo aver scritto il suo primo libro “come quando fuori piove” non si è fermata ed è andata avanti, scrivendo un nuovo romanzo. “Fino a quando le stelle” è la nuova creazione letteraria della decisa scrittrice di Mola di Bari, presentata nella serata di venerdì 4 Maggio presso la libreria “Le città invisibili”. Piglio deciso della scrittrice vissuta, tono di voce caldo, gestualità sicura; per niente timida ma molto disponibile, si lascia subito ‘interrogare’ dalle mie domande in una interessante intervista. Ha presentato la serata Giustina De Bartolo.

Di cosa tratta il suo nuovo libro “Fino a quando le stelle”?
E’ la storia di una famiglia dilaniata dal dramma della Sindrome di Alzheimer. Racconto da vicino il dramma della malattia, l’approccio del malato alla sindrome, le reazioni dei suoi familiari che se ne palleggiano impegni e responsabilità.

Come viene affrontata la malattia nel romanzo?
La donna colpita dall’Alzheimer non si scoraggia ma anzi si fa forza e cerca di combatterlo.

Come?
Lei riguarda le foto di famiglia e cerca di ricordare, di rievocare alla mente ricordi sbiaditi per non perdere la memoria: affronta la malattia in modo combattivo e speranzoso.

Il ricordo allora svolge un ruolo cruciale nel romanzo?
Ovviamente: per combattere la progressiva perdita di memoria, questa donna rimembra i tempi andati. Personalmente credo che sia impossibile vivere senza ricordi e peggio, morire senza di essi. Sarebbe pazzesco: non si può vivere senza ricordi.

C’è un lieto fine come nelle favole?
La donna muore ma la malattia ne esce comunque sconfitta.

Perché?
Perché la protagonista del romanzo, madre, prima di morire dice ai suoi figli che fino a quando ci saranno le stelle nel cielo, ci sarà anche lei nei loro ricordi dei momenti vissuti insieme. Ecco perché quel particolare titolo.

Quindi la speranza di sconfiggere l’Alzheimer emerge anche dal titolo?
Certo. Io poi credo molto nel cielo e nelle stelle.

C’è qualcosa di autobiografico in questo libro?
La storia e i personaggi sono tutta fantasia. Tuttavia ho avuto uno zio con questa sindrome ma anche se non ho vissuto questo dramma direttamente, ne sono stata molto colpita.

Cosa ti aspetti da questo libro?
Che vada direttamente al cuore delle persone. Poi sinceramente ho avuto un riconoscimento che è andato al di là di ogni mia possibile aspettativa.

Cioè?
Innanzitutto ho deciso di dare il diritto d’autore di questo romanzo alla Federazione Nazionale Alzheimer. Sono stata premiata: il 25 c.m. a Massacra diverrò testimonial ufficiale di tale federazione in quanto il mio libro è stato ritenuto “idoneo alla sensibilizzazione” di questo grande male.

Grosso riconoscimento.
Si. Non me l’aspettavo assolutamente; questo per me è già tanto ma spero comunque che il libro riscuota grande successo per aiutare la ricerca. Amo da sempre aiutare il prossimo e infatti ho fatto per anni molte e interessanti esperienze di volontariato.

Cosa è cambiato rispetto al suo primo libro “come quando fuori piove”?
Bisogna dire che dal primo al secondo libro ho sviluppato una maggiore sensibilità e c’è di conseguenza stata una certa maturazione interiore  e anche nello scrivere. Ho acquisito maggiore sicurezza e se in “come quando fuori piove” sono stata più introspettiva, focalizzando l’attenzione sulla mia persona, in “fino a quando le stelle” mi sono scoperta ‘cantastorie’, volendo raccontare una vicenda umana, lasciando ampio spazio all’aspetto emozionale e sentimentale della storia.

E le ricette di cucina?
Quelle di certo non mancano: esse sono funzionali anche per ricostruire i luoghi in cui la storia del secondo romanzo è ambientata; un modo per ricostruire anche la cultura popolare dato che l’arte culinaria è strettamente connessa alla cultura di un popolo.

Quindi un libro per sensibilizzare?
Si. Nei miei libri cerco sempre di sensibilizzare.

C’è qualche altra opera in cantiere?
Si, un saggio di scritture femminili “l’inchiostro rosa”.

Quando uscirà?
Entro fine 2007.

Verrai a presentarlo presso “Le città invisibili”?
Certo!

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