“La camicia insanguinata”: il nuovo romanzo di Paolo Vallarelli

La Redazione

Con grande umiltà ed emozione Paolo Vallarelli presenta al pubblico la sua preziosa creatura letteraria ed è con eleganza e singolare generosità che dona a ciascuno dei presenti una copia del suo libr

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Paolo Vallarelli, in data 27 aprile, ha presentato il suo nuovo lavoro letterario dal titolo “La camicia insanguinata”. Erano trascorsi appena due giorni dalla festa nazionale del 25 aprile ed è per questo che, tutt’altro che anacronistico, è risultato l’intervento di Robles, noto docente universitario di storia contemporanea.

Questi invita i presenti a rendersi conto innanzitutto del “prezzo umano di questa libertà” e a vivere la giornata del 25 aprile non come una festività insignificante (come semplice distrazione da tediose giornate lavorative) bensì con matura consapevolezza di tutti i sacrifici spesi per l’ottenimento di tale libertà. Va, pertanto, superato l’atteggiamento di semplici “cantori del passato” incapaci di comunicare con l’attuale generazione e, viceversa, va abbracciata e sposata appieno l’idea del “presentismo” di Benetto Croce. La libertà conquistata sessantadue (62) anni fa oggi è messa a dura prova da una società incline all’individualismo e alla cultura del privato.

“Chi non partecipa alla conquista della libertà ma la vive come un regalo non ne assaporerà mai l’essenza”. L’intervento di Robles culmina con l’accostamento di due grandi eventi storici simboleggiati da due nobili date: il 25 aprile e il 2 giugno. “Il 25 aprile è il punto di arrivo di una lotta iniziata venticinque anni prima; il 2 giugno è il punto di arrivo per radicare e fissare gli esiti del 25 aprile”.

Il preside Pietro Porfilio rammenta la grande personalità di Gioacchino Gesmundo, definendolo “formicone di Puglia”. Il grande talento di educatore, professore, pedagogista è, in maniera compendiosa, narrato nel testo di Vallarelli caratterizzato da una andamento prosaico, ridotto all’essenziale e alla brevità.

Maria Teresa De Scisciolo, moderatrice dell’incontro, così parla del libro di Vallarelli: “Fa vibrare le corde dell’anima La camicia insanguinata, romanzo che si legge tutto d’un fiato e tiene alta la tensione, lasciando presagire il doloroso finale. Gioacchino Gesmundo, terlizzese di nascita, ma docente in un liceo della Capitale è il professore che tutti vorrebbero avere e che instaura un rapporto con gli alunni tale da suscitarne curiosità, intuizione in nome della libertà di pensiero che vola alta su tutto. Paolo Vallarelli attraverso la narrazione degli eventi e la psicologica descrizione dei personaggi, esprime la sua profonda sensibilità, ma anche emozione e sofferenza nel ripercorrere con la memoria tragici eventi della storia d’Italia. Il romanzo è una toccante riflessione su una della pagine più tristi della storia moderna che ha come prologo ed epilogo l’affermazione del concetto di libertà”.

Con grande umiltà ed emozione Paolo Vallarelli presenta al pubblico la sua preziosa creatura letteraria ed è con eleganza e singolare generosità che dona a ciascuno dei presenti una copia del suo libro edito da Surico. Il libro di Vallarelli attesta che non servono tante parole né troppi sofismi per parlare di Gesmundo, basta un pizzico d’amore per la scrittura e per la libertà il cui valore è severamente bandito da una società che, troppo spesso, è incline ad un’acerba e immedicabile omologazione.

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