La vertenza Ciccolella non è finita: la Cgil proclama lo sciopero

Mario Lamanuzzi

Per il sindacato si sta operando un’azione discriminatoria da parte dell’azienda nei confronti dei propri iscritti.

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“Atteggiamenti antisindacali tendenti a colpire ed intimorire i lavoratori iscritti alla FLAI-CGIL”. L’accusa lanciata nei confronti della Holding Ciccolella dal segretario generale della Flai-Cgil, Giuseppe De Leonardis, è dura e perentoria.

Dopo l’accordo raggiunto due mesi fa preceduto da iniziative di lotta, il sindacato aveva avanzato delle rivendicazioni in materia di applicazione di norme legislative e contrattuali concernenti aspetti retributivi, normativi e di sicurezza sul lavoro che l’azienda non avrebbe rispettato.

“L’azienda per rappresaglia, in data 05/05/2007 ha licenziato con comunicazione verbale e decorrenza dal 07/05/2007, 3 lavoratori nostri iscritti in modo del tutto illegittimo ed arbitrario, in assenza di qualsivoglia giusta causa e/o giustificato motivo -racconta De Leonardis-. Solo a seguito della protesta dei lavoratori iscritti alla FLAI-CGIL, tenutasi nella mattina del 07/05/2007, l’azienda ha provveduto a riassumere detti lavoratori illegittimamente licenziati”.

Ma secondo la Flai Cgil, l’azienda prosegue la propria azione discriminatoria ai danni dei propri iscritti. “Molti lavoratori iscritti alla FLAI-CGIL sono stati demansionati ed assegnati a lavori pesanti, giustificando strumentalmente detti demansianomenti come rientranti in una presunta riorganizzazione aziendale del lavoro, riorganizzazione di fatto inesistente che in ogni caso sarebbe stata attuata senza darne informazione né aprire una trattativa con la RSA”. E sul fronte della sicurezza, De Leonardis denuncia: “L’azienda suole assegnare i propri lavoratori alle mansioni del taglio delle rose in serra subito dopo aver praticato trattamenti fito-sanitari</STRONG>; ciò determina una gravissima lesione delle norme sulla sicurezza del lavoro“.

Preoccupante anche la situazione della tutela di alcuni lavoratori: “L’azienda, dopo anni di attività, ha cominciato recentemente e solo nei confronti degli iscritti alla FLAI-CGIL, a comminare sanzioni disciplinari del tutto strumentali senza neppure osservare le procedure in materia di provvedimenti disciplinari previste dalla normativa vigente. Inoltre, pur ricorrendo normalmente allo straordinario, in quanto effettivamente necessario, l’azienda ha unilateralmente deciso di non consentire ai lavoratori iscritti alla FLAI-CGIL di espletare un’ora giornaliera di straordinario oltre al lavoro festivo, ciò nonostante detta ora sia stata sempre espletata anche dai nostri iscritti, ancorché senza retribuzione alcuna. Infatti, a seguito della contestazione operata dal nostro sindacato per la mancata corresponsione ai lavoratori dei compensi orari e delle relative maggiorazioni previste dal Contratto nazionale in materia di straordinario e festivo, l’azienda ha deciso di non far più effettuare questa ora di straordinario giornaliera agli iscritti FLAI, viceversa, chiedendo due ore in più agli altri lavoratori non iscritti“.

Una decisione che violerebbe alcuni punti dell’accordo stipulato con le rappresentanze sindacali aziendali rompendo nei fatti le relazioni con la Flai, ad ogni livello.

E seguendo la regola del dividi et impera, la Ciccolella ha inoltre stipulato un accordo “separato” con un altro sindacato con il quale l’azienda ha riconosciuto una somma una tantum, a titolo di premio, in favore di tutti i lavoratori dell’azienda, con esclusione dei soli lavoratori iscritti alla FLAI-CGIL. “Questo Accordo “separato”, oltre a violare l’art. 7 dell’Accordo Sindacale del 9 marzo, palesa una volta di più, l’atteggiamento discriminatorio ed antisindacale posto in essere dall’azienda nei nostri confronti”.

La FLAI-CGIL decide dunque di passare all’azione: “Preso atto dell’impossibilità di ripristinare corrette relazioni sindacali attesa la gravità dei fatti descritti; considerate anche le ripetute inadempienze aziendali agli accordi sindacali già sottoscritti in data 09/03/2007 e 27/04/2007; ritenuto infine di non poter più rischiare di sottoscrivere accordi sistematicamente inficiati e/o violati, proclamiamo per il giorno 19 maggio, una giornata di sciopero dei lavoratori interessati, con presidio presso la Prefettura di Bari, provvedendo in detta sede, ad esporre le doglianze e le ragioni della vertenza alle competenti autorità”.

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