Il video: Associazione Giovanni Paolo II, l’orgoglio e la serenità dei “nati prima”
L’Associazione è nata nell’aprile del 2005, quasi in concomitanza con la scomparsa di Giovanni Paolo II, e non ha mai fatto affidamento sulle provvidenze di Comune o altri enti.
Il mons. Gino Martella, vescovo della nostra Diocesi, ne ha offerto la definizione più appropriata: le donne e gli uomini dell’Associazione Giovanni Paolo II sono “nati prima“.
Quella precedenza che una società che si dice civile poche volte riconosce a chi ha esperienza, vita vissuta, saggezza da offrire alle generazioni più giovani. Si ignora così l’esortazione del compianto Pontefice che vedeva nei rappresentanti della cosiddetta “terza età” non un peso e una fascia di popolazione da tenere ai margini, ma una risorsa che ha nell’accumulo di passato l’elemento più prezioso per far guardare al futuro con maggiore serenità e minore inquietudine.
L’Associazione Giovanni Paolo II a Terlizzi è un esempio di autorganizzazione, di persone con un’età dai 60 ai 92 anni che hanno deciso di istituire un luogo dove incontrarsi, socializzare, svolgere delle attività ludiche e promuovere iniziative culturali. Un luogo dove sentirsi vivi e vitali, attraverso il quale i circa 70 partecipanti che si incontrano ogni sera nell’ampio e accogliente locale di via Carignano 21, si sono dati l’occasione per vincere la solitudine, ovvero lo spettro più temuto nel tramonto di un’esistenza.
L’Associazione è nata nell’aprile del 2005, quasi in concomitanza con la scomparsa di Giovanni Paolo II, e non ha mai fatto affidamento sulle provvidenze di Comune o altri enti. Questi “ragazzi nati prima” devolvono un piccolo contributo per pagare l’affitto del locale e per sostenere le spese necessarie per le attività. Qualche sollecitazione al Comune era stata rivolta in passato. Ma da Palazzo di Città non è arrivata nessuna risposta. Così ci ha raccontato Franca Maria Lorusso, che “sovrintende” ai piccoli e grandi adempimenti per il funzionamento dell’associazione.
Il video girato dalla Morpheus Ego è il documento più eloquente di un’esperienza di cui la città di Terlizzi può andare orgogliosa e a cui deve far sentire la propria vicinanza. A cominciare dalle istituzioni.
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