CittàCivile analizza il fare impresa tra esperti e buoni esempi
Grande successo del convegno tenutosi al Chiostro delle Clarisse.
Fare impresa e creare lavoro a Terlizzi, si può? Ancora una volta Cittàcivile ha fatto centro: Terlizzi langue economicamente e c’è una grande sete di risposte a quello che è il bisogno primario di una comunità. “Cittàcivile ormai scrive l’agenda politica di Terlizzi”, ha introdotto così la serata Lucia D’Amato, di fronte a relatori di grande profilo. Il Chiostro delle Clarisse è ricolmo di persone. Il convegno si sarebbe dovuto tenere all’aperto. Ma il tempo non lo ha permesso. Eppure anche l’atrio si è riempito di persone che non hanno potuto trovare posto all’interno.
“Si può fare impresa e creare lavoro a Terlizzi? L’interrogativo andava tolto”, suggerisce Domenico Urbano, commerciante, uno dei buoni esempi chiamati a portare la propria testimonianza nel corso della serata. Questo è stato, sotto traccia, nei capannelli che si formavano a margine degli interventi ufficiali, lo spunto di discussione, lo stimolo critico che ha fatto discutere veramente, fuori dalla retorica e dalle cerimonie. La città ha bisogno di risposte. Di interrogativi è piena e non solo sul tema del lavoro e dello sviluppo economico.
Qualche risposta è arrivata da Nicola Rossi e da Andrea Buonfiglio: due economisti illustri, prima di essere anche parlamentari della Repubblica. “Dobbiamo tutti rassegnarci ad accettare un nuovo e diverso stato sociale”, dice Nicola Rossi. “Lavorare di più in cambio di una protezione sociale più efficiente ed efficace: questa è la formula per rimettere in moto l’economia”.
“Dobbiamo proprio rassegnarci ad accettare che chi investe al sud è un santo?”, gli fa eco Andrea Buonfiglio. “Abbiamo, invece, bisogno di intereventi concreti: riduzione della burocrazia; servizi efficaci; infrastrutture efficienti; formazione permanente”. Ai due onorevoli non è stato permesso di fare una relazione classica, buona per ogni conferenza. Sono stati, invece, stimolati e continuamente “provocati” dalle domande di Renato Brucoli. E si è partiti da una provocazione diretta a tutti i presenti: la prima regola per trovare lavoro è non piangersi addosso. La formula di Cittàcivile – superata qualche diffidenza iniziale da parte dei relatori – ha avuto successo: l’interesse del pubblico è stato continuamente solleticato. E non sono mancati momenti di ironia, con la proiezione del corto Io sono un Calabrese, gentilmente messo a disposizione dall’azione cattolica cittadina.
Dunque, è intervenuto Andrea Vernaleone, direttore generale di Sviluppo Italia Puglia, il quale ha presentato la mission dell’istituto: aiutare i giovani a mettersi in proprio, attraverso la formula del microcredito, che ha fatto nascere nuovi imprenditori e favorito l’auto-impiego. Strumenti questi che hanno ottenuto fino ad oggi buoni risultati per combattere la disoccupazione e far emergere il lavoro nero. La presenza di Vernaleone è stata particolarmente apprezzata per competenza e cortesia – primo relatore ad arrivare ed ultimo ad andare via – e viva attenzione ha suscitato nell’esporre la nuova mission di Sviluppo Italia: ricercare risorse economiche e non più soltanto distribuirle. Ed ha saputo anche accettare gli spunti critici venuti dagli altri intervenuti. Così Oronzo Amorosini, consulente aziendale, ha posto l’accento sulla necessità di criteri più oggettivi nella selezione dei progetti da finanziare. “Resta il dato di fatto che oggi la più importante risorsa economica è il sapere e la formazione”, ha concluso quqest’ultimo.
Dopo gli esperti, Pietro Lusito ha introdotto i buoni esempi. Appassionata è stata la testimonianza di Armando D’Elia, ex lavoratore del Gruppo Tessile Gianfrancesco. “Senza volontà politica, che supporti con servizi e infrastrutture, le aziende muoiono, nell’indifferenza di tutti. Cento famiglie possono restare di colpo senza reddito. Ed allora bisogna veramente darsi da fare”.
Volontà, dunque. Ma anche creatività. La forza di volontà di D’Elia, del giovane imprenditore alimentare Alessandro Albanese o del ristoratore, Ciccio delle Fontane. La creatività di livenetwork.it. “Quello che abbiamo imparato alla Bocconi o nelle aziende di Milano perché non possiamo sperimentarlo nella nostra terra?”, questa è stata la scommessa vincente di Vincenzo Cifarelli e del team manager che ha “inventato” il network on-line che produce, tra gli altri, Telizzilive. Ed infine la famiglia. Sì, la famiglia che può essere anche risorsa, incubatrice di impresa, dopo essere stata freno e limite. Questo è stato il ribaltamento di concetti che offerto la testimonianza di Pasquale Vendola, docente, imprenditore e padre, principalmente.
Le conclusioni della serata sono state affidate ad una presenza ormai abituale per Cittàcivile, Gaetano Piepoli, docente universitario, già presidente della Fiera del Levante. “La strada dello sviluppo economico attraverso il merito è ancora lunga. Merito, creatività, risorse umane, sono ancora formule retoriche in molti ambienti – vedi l’Università stessa o la politica – di questa Italia che stenta a diventare sistema e resta ancora paese ripiegato su stesso”. Gli ha fatto eco, infine, Pasquale Vitagliano, portavoce di Cittàcivile. “Perché l’Italia e Terlizzi possano diventare finalmente moderni si devono superare due vecchie culture, quella della scarsità e quella della dipendenza. Al contrario, valorizzo le risorse che ho; sviluppo a pieno la mia autonomia: queste devono essere le parole d’ordine”.
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