Querela Scianatico contro Vendola, la Consulta: «Decida il giudice, non la Camera»

La Redazione

La Consulta si è pronunciata a favore del ricorso presentato per conto della Procura da Antonio Lovecchio, allora Gip a Trani, attualmente in servizio al Tribunale di Bari, ravvisando il conflitto di

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Michele e Caio Scianatico, quelli del Laterificio Pugliese, quelli della Fantini Scianatico, nel 2001 querelarono l’allora deputato di Rifondazione Comunista Nichi Vendola che a Terlizzi avrebbe rilasciato dichiarazioni diffamatorie in un’assemblea della sezione cittadina di partito.

Fu poi la giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati, come si riteneva fino a ieri, ad avere la competenza per decidere se le dichiarazioni rilasciate rientravano nell’alveo dell’immunità garantita ai deputati nell’esercizio delle proprie funzioni.

Ma la Procura della Repubblica di Trani, a cui gli Scianatico si erano rivolti per sporgere la denuncia, presentò ricorso alla Consulta della Corte Costituzionale, ravvisando il conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

La Consulta si è pronunciata a favore del ricorso presentato per conto della Procura da Antonio Lovecchio, allora Gip a Trani, attualmente in servizio al Tribunale di Bari. Lovecchio non ritenne che le dichiarazioni di Vendola in quella circostanza rientrassero nelle funzioni di parlamentare.

La Consulta ha dato ragione al magistrato, affermando che non deve essere la Camera dei Deputati ad esprimersi sulla insindacabilità del procedimento, così come fece, ma devono essere i “normali” organi giudiziari.

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