Pista ciclabile? Dalla Confcommercio un secco “no, grazie!”
I responsabili dell’Associazione, finora unici nello studio della problematica accompagnata da deduzioni, sono stati deliberatamente esclusi dall’incontro indetto dall’amministrazione comunale per far
Dura presa di posizione della Confcommercio sulla pista ciclabile che attraversa il centro urbano di Terlizzi. L’Associazione ritiene che l’iniziativa comunale presenti molti punti critici e molte conflittualità con il codice della strada, tanto da dover essere azzerata.
L’istituzione del senso obbligatorio di marcia su corso Dante e corso Garibaldi, in particolare, non favorisce la fluidità del traffico e accentua gli effetti nocivi dell’inquinamento acustico e dell’aria, scoraggiando quanti avevano cominciato a frequentare il cosiddetto “stradone” a seguito delle precedenti azioni di valorizzazione.
La pista ciclabile è insicura perché non opportunamente separa dal traffico automobilistico, perché il restringimento al minimo consentito della carreggiata destinata alle auto non ammette vie di fuga in caso di pericolo incombente, e perché il fondo stradale riservato ai ciclisti è precario al punto da favorire rovinose cadute a causa di buche e dislivelli presenti sul percorso.
Inoltre l’area destinata a parcheggio è progettata in maniera non idonea. Configurata a spina di pesce, dovrebbe essere di orientamento inverso rispetto a quello attuale. Così com’è, la manovra di abbandono del parcheggio, da effettuarsi in retromarcia, dunque in condizioni di precaria visibilità e controllo del mezzo, favorisce l’invasione della stessa pista ciclabile.
Il codice della strada, poi, richiede che nelle vicinanze di aree destinate a parcheggio a pagamento, ve ne siano obbligatoriamente altre a uso gratuito, che nel nostro caso mancano. Come manca la vigilanza sul tracciato ciclabile, che spesso presenta pericolosi ostacoli (peraltro inevitabili per le frequenti esigenze di scarico dei negozianti). Sarebbe infine da prevedere il ripristino di abbonamenti-parcheggio a tariffa ridotta per i cittadini residenti, gli operatori commerciali e i professionisti costretti a frequentare i luoghi inclusi nel percorso istituito.
Su ogni altro aspetto, la Confcommercio non manca di ribadire che allo stato attuale è previsto il senso unico su tutto lo “stradone”, fatto che obbliga a circumnavigare la città ogni volta che s’intende raggiungere un luogo su esso collocato. Motivo per cui chiude il documento con toni fra l’ironico e il preoccupato: «Coloro che non intendono rimanere in trappola, non frequentino quel percorso».
La reazione al Palazzo di Città è stata stizzita, tanto che i responsabili dell’Associazione, finora unici nello studio della problematica accompagnata da deduzioni, sono stati deliberatamente esclusi dall’incontro indetto dall’amministrazione comunale per far fronte al caso. Segno di indisponibilità al confronto.
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