Cittàcivile riparte dal basso e invita i cittadini a scendere in campo

La Redazione

Soddisfazione da parte dei responsabili dell’associazione politica per l’attenzione e la partecipazione della cittadinanza.

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«Abbiamo chiesto alla cittadinanza di scendere in campo, di non delegare la politica e l’amministrazione ai partiti, sempre più arroccati nelle stanze del potere e distanti dalle esigenze reali della gente. La risposta c’è stata: in termini di attenzione e di adesione».

Pasquale Vitagliano commenta così, con soddisfazione, l’esito del comizio tenuto domenica sera dall’associazione politica Cittàcivile all’imbocco del viale alberato che i terlizzesi chiamano Villa, luogo di passeggio e d’incontro.

«Questa volta le persone erano tante. La gente è convenuta, si è fermata, ha ascoltato con attenzione la nostra proposta, ha voluto dialogare nel dopo-comizio e in diversi hanno anche manifestato di condividere la nostra impostazione, rendendosi disponibili per le azioni future».

Riconfermando uno stile comunicativo ormai consolidato, Cittàcivile non si è limitata alle parole, ma ha proiettato immagini che documentano lo stato di degrado della città, richiamando temi e problematiche reali: pista ciclabile male impostata, comunità alloggio per disabili in fase di chiusura, strutture pubbliche non ancora fruibili (teatro Millico, pinacoteca De Napoli) o addirittura mai attivate, come il nuovo mercato dei fiori, i cui lavori di costruzione, cominciati nel 1986, hanno finora richiesto l’inutile investimento di 15 milioni di euro.

«Sindaco e Giunta costituiscono ormai un corpo separato: non dialogano con i cittadini, non attivano gli istituti di partecipazione, spesso non rispondono neppure alle istanze scritte che pervengono sulle loro scrivanie a palazzo di città. È difficile incontrarli per strada. Fanno i comizi solo per regolare i rapporti interni a una coalizione sempre più sfilacciata, e nulla più. Di fatto hanno diviso la città in due: quelli che la pensano come loro (tutelati) e gli altri (osteggiati). Manca un “sindaco dei cittadini”, cioè una figura rispettosa di chiunque, disposta all’ascolto e al servizio a prescindere dall’idea politica del proprio interlocutore».

«Gli amministratori gestiscono la città con assoluta discrezionalità e perfino con atteggiamento padronale. Si pensi al dato ambientale. Usano l’ecologia come “cosa loro”, mentre è “casa nostra” – incalza Renato Brucoli –. L’agenzia regionale per la tutela ambientale ha effettuato nel 2004 una rilevazione sulla qualità dell’aria e manifestato tutta la propria preoccupazione per il forte inquinamento atmosferico constatato a Terlizzi, ma il sindaco ha nascosto per mesi quella relazione nel proprio cassetto, senza parteciparla né ai cittadini né ai consiglieri, come avrebbe dovuto fare immediatamente per dovere istituzionale. Quando è stato costretto, sollecitato da Legambiente e della stampa periodica locale, ha minimizzato il fatto e impedito che si rinnovasse l’indagine a distanza di tempo. Oggi vorrebbe rifarsi la verginità ambientale con una pista ciclabile che per essere attivata ha comportato l’istituzione di un senso unico gigantesco e capace di costringe le auto a circumnavigare la città per raggiungere luoghi tra loro poco distanti, con forte accentuazione del fenomeno dell’inquinamento atmosferico».

Pietro Lusito commenta invece la politica schizofrenica in tema di tributi locali, e soprattutto di ICI, con particolare riferimento al tema delle aree edificabili. «Si ottengono oggi riconoscimenti che ieri sembravano impossibili, ma a farne le spese è ancora una volta il cittadino, che per recuperare quanto ha versato lo scorso anno perché costretto da amministratori incapaci e sprovveduti, deve oggi addossarsi l’onere d’intraprendere l’azione d’indebito arricchimento verso la pubblica amministrazione, cioè d’inaugurare un iter costoso e per nulla rapido».

Chi risarcirà il cittadino in termini economici, di tempo sprecato e di mancata qualità della vita? Chi lo solleverà da una condizione di sudditanza che la classe politica al potere vorrebbe perpetuare? Cittàcivile sta provando a imprimere una forte spinta al cambiamento. Questa volta partendo dal basso.

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