La scommessa del Partito Democratico
Vito De Leo punta sul cambio generazionale per la costituzione del nuovo PD.
Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta ai costituenti del Partito Democratico di Vito De Leo – Presidente del Centro Studi Politici “Aldo Moro”
L’entrata nel vivo del processo di costituzione del Partito Democratico si sta facendo sempre più interessante. E il fermento politico che si sta sviluppando in questa caldissima estate, in previsione delle primarie di ottobre, è un sintomo inequivocabile della volontà dei partiti fondatori di voltare pagina ed offrire al Paese una proposta nuova; senza dimenticare il passato e l’identità autentica del proprio impegno politico.
Terlizzi, più che mai, ha bisogno di un Partito Democratico forte e unito, con una guida autorevole e collegiale, in grado di non arroccarsi sulla difesa dell’oligarchia privilegiata dei soliti eletti e di assurgere al ruolo di leadership dell’intera coalizione di Centrosinistra. Non solo per la forza dei numeri, ma soprattutto per le idee e per una proposta politica in grado di determinare e di supportare al meglio le grandi scelte che i cittadini si attendono dall’Amministrazione comunale. Soprattutto in questo momento di grandi attese da parte della cittadinanza alle risposte che la politica e l’Amministrazione, per vari motivi, non sempre riescono a dare.
Si è decantata più volte la voglia di non perpetrare una fusione a freddo tra DS e Margherita, ma se alle parole non seguono i fatti rischiamo di partire con il piede sbagliato. Il PD per essere novità deve mostrare novità, scommettendo seriamente sul ricambio generazionale, su volti nuovi e freschi, sulle donne che vorranno dare il loro contributo attivo, sul mondo dell’associazionismo di area che già si sente escluso da questo processo costituente.
A Terlizzi esiste un fermento associazionistico che si riconoscerebbe nel progetto del PD, che è più forte di quello che appare, che discute sul web, che utilizza la rete e i blog come strumento orizzontale di scambio di idee. E’ questo quello che bisognerà coinvolgere per rappresentare una vera e propria novità.
Novità da affiancare, ovviamente, all’esperienza e al contributo di tutti. La campagna di adesioni al Comitato Promotore Cittadino, che in tutte le città della Regione è stata avviata il 14 luglio scorso per favorire lo scambio, la raccolta di idee e di proposte, anche attraverso la sottoscrizione di un modulo di adesione, a Terlizzi non ha avuto luogo. Si è persa, ancora una volta, l’occasione di fare un primo valido ed opportuno passo nella direzione di un processo costituente autenticamente partecipato che fa del rinnovamento della politica la sua “mission”.
I partiti de La Margherita e dei DS devono mettere la propria forza organizzata al servizio di questa costruzione. Per questo i due mesi che restano non devono disperdere un patrimonio necessario ad un soggetto politico più grande, più forte e più radicato. La loro coesione è condizione per quella più ampia tra le forze che faranno crescere il progetto.
Il Partito Democratico va pensato come protagonista di una nuova democrazia dei partiti: popolare e partecipato, che fa del radicamento la sua forza. Composto da iscritti, forte di regole rigorose, e non fatto di tessere distribuite a notabili locali e da questi a gruppi di clienti da schierare ai congressi.
Adesso che ci sono le regole, diamoci da fare. Abbiamo voluto la bicicletta, pedaliamo. Una proposta, per riuscire ad eleggere il 50% di donne e far partecipare la società civile potrebbe essere quella di attivare strumenti come il “forum di collegio”, per selezionare le candidature senza rigidezze di appartenenze partitiche. Il 14 ottobre il PD celebrerà le primarie per scegliere il suo leader nazionale e il suo segretario regionale: quale occasione migliore, allora, qui, per il Centrosinistra di scegliere anche il candidato sindaco alle elezioni amministrative del 2008?
Le primarie possono attivare un processo di partecipazione democratica capace di rigenerare l’Unione e di rivitalizzarne la politica, mettendo insieme i cocci delle divisioni e ritessendo la tela dell’unità, sapendo soprattutto che in gioco non sono soltanto i destini del Centrosinistra, ma anche il futuro della Città. Occorre, pertanto, darsi un metodo di lavoro ed elaborare un’ipotesi di progetto per l’istituzione delle Consulte territoriali o di quartiere come strumenti d’informazione, di dialogo e di partecipazione.
Si tratta di costituire dei canali di ascolto e di comunicazione della coalizione con la realtà della società civile organizzata, gli operatori economici, sociali, culturali, i singoli cittadini e le famiglie. Ma possono essere anche uno degli strumenti attraverso i quali si vuole formare una nuova classe dirigente politica a livello locale. Sono, insomma, una specie di “fabbrica del Programma” di prodiana memoria, che può essere organizzata dalla coalizione di centrosinistra all’insegna del motto ”Una Terlizzi migliore è possibile”.
Una grande sfida e una grande responsabilità: dobbiamo esserne all’altezza e, soprattutto, credere sino in fondo che un’altra politica è possibile.
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