La Cgil: l’ultimo abuso di Ciccolella? L’appalto illecito di manodopera
Alla conferenza stampa presente il sindaco di Terlizzi, Vincenzo Di Tria. Solidarietà anche da Rifondazione Comunista.
Alla vigilia dello sciopero, i coordinatori della Cgil, presso la loro sede, hanno tenuto un’assemblea per discutere sui motivi dello sciopero dei lavoratori della holding floricola Ciccollela. Si è potuto contare sulla presenza del sindaco Vincenzo Di Tria, sui tanti lavoratori dipendenti della nota holding quotata in borsa e su parte della stampa locale.
I coordinatori dello storico movimento sindacale hanno rammentato la violazione dei diritti cui sono condannati i vari lavoratori. Evasione, sottosalario e mancanza di pari opportunità (le donne sono ulteriormente sottopagate) sono i temi scottanti che, senza inutili perifrasi, sono stati discussi sin dall’incipit dell’incontro. È parso doveroso ai coordinatori ripercorrere i momenti salienti della battaglia intrapresa dalla Cgil iniziata lo scorso dicembre. A ridosso di tale periodo, dopo biasimi e minacce di scioperi, la holding ha favorito qualche sensibile cambiamento che, in realtà, è suonato come un semplice contentino e come un accorto intervento apologetico nonché volto a ridare una buona immagine all’azienda. Ma i lavoratori e la stessa Cgil hanno fatto presente che permangono le vecchie e cattive maniere.
Nulla si è fatto per favorire la stabilità del lavoro contro la precarietà; volutamente sono stati creati dissensi e differenze tra i lavoratori stessi; permane la cattiva abitudine di non elargire assegni familiari né di retribuire gli straordinari; continuano le segnalazioni di mobbing da parte dei lavoratori; altresì ad essere denunciata è la scarsa tutela della salute dei lavoratori (sovente durante le ore di lavoro si irrora ai danni della salute del lavoratore); molti lavoratori confidano di essere stati minacciati e spronati ad abbandonare l’iscrizione alla Cgil; eludendo e prescindendo dal diritto del lavoro, si incorre, a detta dei lavoratori, in facili e frequenti licenziamenti (durante il periodo estivo sono stati ben 6 i licenziamenti senza giusta causa).
Nonostante queste nitide illegalità, l’azienda continua a godere di finanziamenti pubblici e a ideare esternalizzazioni ad hoc. L’ultima porta il nome CAT (cooperativa agricola terlizzese) definita dalla Cgil “appalto illecito di manodopera”.
Flavio Omobono sintetizza ulteriormente i motivi dello sciopero, ribadendo che «esso è un momento della lotta». Ad essere denunciato da Omobono è anche il distorto atteggiamento della Coldiretti, Confagricoltura e Cia che troppo spesso sonnecchiano invece di lavorare per un reale cambiamento dell’imprenditoria.
In ultimo, ad intervenire è il sindaco Di Tria: «La mia presenza non è simbolica. L’amministrazione comunale è molto vicina ai lavoratori di Terlizzi. È gravissimo ciò che sta accadendo». Purtroppo non si tratta di un problema isolato, molte aziende floricole si comportano alla stregua della holding Ciccolella ed è questa constatazione che porta il primo cittadino a dire che «il fiore può continuare a produrre ricchezza senza che vengano calpestate le leggi e i diritti dei tanti esseri umani che hanno permesso il progresso di un settore divenuto vitale per l’economia di questo territorio».
In tarda serata è arrivata anche la solidarietà espressa dal partito della Rifondazione Comunista e dai Giovani Comunisti. «Restiamo vicini ai lavoratori e alle loro famiglie -si legge nel comunicato- in un momento in cui il disagio lavorativo è forte, esprimendo uno sdegno enorme nei confronti di chi per anni ha usufruito di finanziamenti europei in larga misura, riuscendo ad avere ebormi guadagni a discapito di chi ha ricevuto e continua a ricevere un sottosalario».
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