Vincenzo di Tria: «Ci sono diritti violati? Noi siamo con i lavoratori»

Vincenzo di Tria

Risposta al comunicato diffuso dall’azienda Ciccolella.

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Avete mai visto dei lavoratori scioperare per nulla? Per il semplice gusto di farlo, quasi si trattasse di marinare la scuola come da bambini? Avete mai conosciuto un padre di famiglia che mette a repentaglio l’unico magro stipendio per il semplice gusto di sfilare in piazza sotto le bandiere del sindacato? Avete mai incontrato un sindacalista che è disposto a far licenziare decine di operai senza un motivo valido, importante?

Ciccolella vuol farci credere che esistano simili fenomeni e che l’attenzione che il sindacato, la politica terlizzese e i media hanno prestato alle rivendicazioni dei lavoratori sia strumentale a chi sa cos’altro. La verità è che certa imprenditoria non tollera intromissioni nella gestione della propria azienda, anche quando si ledono diritti tutelati dalle leggi ed acquisiti con decenni di lotte politiche e sindacali, non comprendendo che non esistono zone franche dove l’imprenditore è libero di plasmare a suo piacimento leggi e regolamenti.

Quelle degli scioperanti sono rivendicazioni infondate? Lo chiariranno gli organi preposti al controllo ed alla repressione delle violazioni che gli stessi lavoratori ed il sindacato vorranno denunciare.

Per quanto concerne il mio schierarmi accanto ai lavoratori, lo considero un dovere al quale l’istituzione che rappresento non può sottrarsi. Le reazioni scomposte dell’azienda non mi impensieriscono, abituato come sono a farmi carico delle mie responsabilità.

Oggi in Italia si gioca una partita importante sul versante dei diritti dei lavoratori, sul fronte della sicurezza sul lavoro e della precarietà</strong>; anche a Terlizzi si deve prendere posizione in maniera netta ed inequivocabile.

Ci sono diritti violati? Noi siamo con i lavoratori.

Nota di Terlizzilive. Vogliamo rendere noto ai nostri lettori che la lettera che avete letto è arrivata dalla mail personale del Sindaco di Terlizzi, ed è stata firmata semplicemente con il nome e cognome. Vuol dire che gli atti di solidarietà nei confronti dei lavoratori della Cgil devono investire prima di tutto il proprio essere uomini e, in seconda battuta, il ruolo di rappresentanti istituzionali. È stato così anche per noi di Terlizzilive. Prima come solidali con i nostri simili, poi come giornalisti abbiamo seguito le vertenze nell’azienda Ciccolella. Affronteremo la deriva giudiziaria in cui vuole trascinarci l’azienda Ciccolella, non mancando di stabilire -in quella sede- la legittimità dell’uso di parole come “terrorismo verbale” contenute nel comunicato dell’azienda sbattute contro la nostra dignità di uomini e di giornalisti.

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