La Consulta delle Associazioni sul Difensore Civico
Subito, autorevole, indipendente e scelto dai cittadini.
Il 9 gennaio 2006, a nome della Consulta delle Associazioni, mi facevo latore, ancora una volta, di una lettera con la quale rinnovavo la richiesta di regolamentazione dell’istituto del Difensore civico previsto all’art. 52 dello Statuto comunale. Redatto anche con il mio personale contributo in qualità di membro della commissione preposta e quindi deliberato con atto n. 67 del 27/11/2001, sono trascorsi quasi 16 anni, ma dell’argomento nessuno parla o vuole parlare, senza distinzione di colore politico.
Nessuna Amministrazione comunale avvicendatasi nel tempo ha voluto dare attuazione attuazione alla disposizione statutaria. Inspiegabilmente, analogo atteggiamento negativo sta avendo l’attuale Amministrazione di centrosinistra, sebbene la norma imponga l’elezione del Difensore civico nel termine di 90 giorni dall’insediamento del Consiglio comunale.
E’ giunto il momento di venire allo scoperto. Se non si vuole il Difensore civico, si abbia il coraggio di modificare lo Statuto comunale. In mancanza, non provvedere alla nomina di una figura espressamente prevista dalla normativa in vigore rappresenta un’omissione di atti d’ufficio. Tale omissione forse non è sanzionabile penalmente, ma è sicuramente deprecabile sul piano politico. Vale la pena di ricordare, infatti, che, secondo molti cultori della politica, la lenta e lunga crisi che da tempo i partiti stanno attraversando è determinata soprattutto dal fatto che il cittadino si vede sempre più estraniato da qualsiasi attività politico – amministrativa.
Nel nostro Comune per favorire la partecipazione e dar corpo all’autonomia locale non è stato ancora fatto alcun passo significativo. Finora è evidente che il rispetto delle regole stabilite dallo Statuto comunale, peraltro bisognoso di una revisione, è passato in secondo piano. Molti regolamenti attuativi non sono stati nemmeno formulati, per altri, invece, è necessario l’aggiornamento.
Non si potrà continuare a rimandare, per fare solo due esempi, l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi e l’elezione del Difensore civico, che deve essere garante della tempestività e della correttezza dell’azione amministrativa.
Per rendere operante la figura del Consiglio Comunale dei Ragazzi e del Difensore civico basterebbe redigere un regolamento. Purtroppo, in questi ultimi anni è mancata la volontà politica per adottare provvedimenti di questo tipo, distratta da altre faccende, ben distanti dagli interessi collettivi.
Ma non finisce qui. L’elezione del Difensore civico, di fatto, non potrà avvenire con l’attuale consiliatura, ma con la prossima Amministrazione comunale che verrà eletta nel 2008, sempre che abbia voglia di rispettare le leggi 8 giugno 1990 n. 142, 7 agosto 1990 n. 241, e n. 267 del 18 agosto 2000. Leggi che hanno apportato innovazioni assai significative non solo nell’Ordinamento strutturale e funzionale dei Comuni, ma anche nello svolgimento dell’attività amministrativa, tanto da comportare, come effetto, una profonda trasformazione del rapporto fra pubblica amministrazione e cittadino.
In questo quadro (che non tutti conoscono o ricordano) finalizzato a fornire un’efficace risposta alle esigenze dei cittadini, entrano per la prima volta in scena concetti, quali principio di legalità, buona amministrazione, imparzialità, trasparenza, efficacia ed efficienza della pubblica amministrazione, partecipazione dei cittadini al procedimento amministrativo, responsabilizzazione dei dirigenti e dei funzionari,
E affinché tali concetti non restino mere affermazioni di principi o mere norme programmatiche, ma costituiscano, invece, ulteriori strumenti di effettive garanzie e di tutela dei diritti e degli interessi del cittadino, che ancor oggi, nonostante gli accennati principi di legalità, sono talvolta vittime di abusi, di carenze e ritardi della pubblica amministrazione e dei burocrati, occorre ricordare che qualora lo Statuto lo abbia previsto – ed è il caso del nostro Comune – la sua nomina non costituisce più un “atto facoltativo”, ma un “atto obbligatorio per legge”, con la conseguenza che la mancata nomina rende applicabile il potere sostitutivo del Difensore civico regionale, previsto dall’art. 136 del T.U. citato, il quale dispone che, qualora gli Organi comunali ritardino o omettano di compiere atti obbligatori per legge, si provvede a mezzo commissario ad acta, nominato dal Difensore civico regionale.
E’ opportuno rilevare, infine, che il Difensore civico rappresenta il completamento degli istituti di partecipazione previsti dallo Statuto comunale e costituisce, comunque, una finestra permanente di osservazione, di controllo generale sull’attività amministrativa e di stimolo e sollecitazione alla “trasparenza e imparzialità” dal momento che può chiamare i responsabili degli uffici a dare spiegazioni e a fornire ogni notizia, nonché punto di riferimento certo per i cittadini.
Sarebbe auspicabile, in conclusione, che i Comuni che non hanno ancora previsto nei propri statuti la figura del Difensore civico e quegli Enti che, pur avendolo statutariamente previsto, ne ritardano la nomina, siano per legge obbligati a farlo entro termini perentori, quanto meno per assicurare su tutto il territorio nazionale la pari opportunità di ogni cittadino di rivolgersi al Difensore civico; il che, fra l’altro, contribuirebbe anche a ridurre il contenzioso.
Pertanto, congiuntamente al Centro Studi Politici “A. Moro” e alle altre associazioni che accoglieranno l’invito a partecipare, animato da leale spirito di collaborazione, rivolgo un sereno invito al Consiglio comunale affinché si proceda al più presto a rimuovere le cause che impediscono una serena ed intelligente discussione sul regolamento istitutivo del Difensore civico e del Consiglio Comunale dei Ragazzi e, contemporaneamente, esprimo l’impegno formale a promuovere e sostenere presso la cittadinanza terlizzese, attraverso concrete ed opportune iniziative, questa nuova “battaglia” al servizio del cittadino, interpretando come sempre in modo dinamico il concetto di cittadinanza, nella convinzione che “fare i cittadini” sia anche il modo migliore di esserlo”.
*Presidente della Consulta delle Associazioni
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