Test di medicina ed Odontoiatria a Bari: «Sogno distrutto dalla corruzione»
Continua la ‘saga’ dei test di Medicina ed Odontoiatria a Bari. Il Tar stoppa la tanto discussa decisione del rettore Petrocelli. Abbiamo interpellato una ragazza che ha fatto la prova di ammissione n
Il 4 – 5 settembre scorso si sono tenuti in tutta Italia i test per l’ammissione alle facoltà di Medicina e Odontoiatria.
Ad Ancona, Chieti, Bari e Catanzaro però sono state rilevate delle irregolarità: a Catanzaro le buste contenenti i test sono state trovate già aperte mentre negli altri tre casi le irregolarità sono state circoscritte allo svolgimento vero e proprio delle prove.
19 Settembre: Corrado Petrocelli, magnifico rettore dell’Università di Bari ha deciso con decreto l’annullamento delle due prove, dopo che le indagini condotte sulla regolarità dei test hanno rilevato una vera e propria organizzazione articolata in due sale operative, con "staffette" che portavano fuori dalle aule i test in modo che qualche altro potesse poi inviare le soluzioni via sms ai candidati.
Agli studenti venivano chiesti fino a 8000 euro per frequentare un corso di preparazione con la garanzia di "assistenza" durante la prova e fino a 30.000 euro se poi l’esame veniva superato. Si è trattato secondo Petrocelli di «un fenomeno tendenzialmente diffusivo che sembra portare nel tempo a un allargamento del numero degli attuali soggetti indagati»: quindi “c’è il rischio di agevolare anche chi oggi non sembra essere coinvolto ma in realtà ha beneficiato di aiuti esterni.” Per tali motivi lo stesso rettorato ha deliberato di fissare la ripetizione dei test in data 17 e 18 ottobre 2007.
L’ultimo atto di questa saga di scandali, inefficienze e lerciume si è consumato il 10 Ottobre: a seguito dei ricorsi dei ragazzi penalizzati dal “decreto Petrocelli” il Tar della Puglia ha ordinato la sospensione delle nuove prove previste per il 17 e 18 ottobre, fino all’esito della Camera di consiglio del 26 ottobre 2007, giorno in cui il Tar si riunirà nuovamente per decidere sui ricorsi di oltre 200 studenti contro l’annullamento delle selezioni del 4 e 5 settembre.
Lo slittamento delle prove è dipeso da motivi tecnici e il Tar ha chiesto alla procura di Bari l’invio degli atti del sequestro probatorio relativi all’inchiesta in corso, nella quale sono indagate 50 persone, tra cui 41 studenti.
Abbiamo intervistato una ragazza, Giovanna, che ha sostenuto la prova di ammissione alla facoltà di medicina nel settembre scorso.
Com’è andato il test di ammissione alla facoltà di Medicina?
L’ho superato, ottenendo un punteggio superiore a 50, senza l’aiuto di nessuno.
Quanti come te sono passati al test?
Siamo stati in 324 su 1839 presenti circa.
Hai riscontrato stranezze o irregolarità nello svolgimento del test?
Ho sentito di ragazzi che hanno usato il cellulare o le auricolari durante la prova ma io non ho visto niente, dato che ero seduta avanti. C’era però un costante brusio di fondo.
Come pensi sia stata l’organizzazione della prova?
Non è stata proprio seria anche se siamo stati divisi in diverse aule in base all’età anagrafica. I controlli non sono stati molto severi; almeno nella mia aula.
Cosa hai provato quando hai saputo delle indagini, del team di staffette e suggeritori?
Sinceramente non me l’aspettavo. Però sono stata contenta delle misure che hanno adottato per evitare brogli e irregolarità durante la prova, come agenti in borghese tra i candidati e telecamere a circuito chiuso.
19 settembre, Decreto Petrocelli: tutto da rifare.
Non ci credevo. Soprattutto perché lo stesso Ministro dell’Università Mussi aveva parlato di penalizzazioni solo per i ragazzi che avevano barato, senza l’annullamento del test.
Come credi possa spiegarsi questa decisione del rettorato?
Petrocelli ha fatto indubbiamente una scelta di comodo, avendo timore di prendere una decisione impopolare. Probabilmente può aver subito pressioni. Questo provvedimento ha penalizzato solo noi, studenti ‘onesti’ a vantaggio dei disonesti e di persone che hanno goduto di aiuti. ‘Loro’ sanno benissimo chi ha barato durante le prove. Il problema è politico; il problema è la gente.
Come è stata la tua protesta contro quella decisione?
Ho incontrato subito altri ragazzi che come me avevano passato il test e siamo andati a protestare vivamente davanti al rettorato. Abbiamo contattato la stampa. Poi in Ateneo si è tenuta un’assemblea dei ragazzi con i propri genitori ed è nato il comitato dei genitori.
Quanti ricorsi sono stati presentati al Tar?
200 circa.
Anche tu hai fatto ricorso?
Si.
Veniamo dunque alla sentenza del Tar Puglia del 10 ottobre scorso.
In un certo senso il Tar ci ha dato ragione, decidendo la sospensiva del decreto di annullamento, dato che ha richiesto tutta la documentazione inerente alle indagini della Procura di Bari.
Il 26 ci sarà la sentenza definitiva; quindi almeno per ora i test fissati per il 17 – 18 ottobre saranno rimandati. Sei fiduciosa?
Non lo sò. Penso che di mezzo ci siano anche motivazioni di carattere politico e quindi è possibile che i nostri ricorsi non sortiranno l’effetto che tanto speriamo.
Cosa farai se non dovessi passare nel prossimo test?
Mi iscriverò a qualche corso di laurea complementare oppure sceglierò strade diverse. In ogni caso l’anno prossimo riproverò il test di medicina.
Telegramma su questa vicenda.
Sono schifata. Abbiamo scoperto il marcio e per coprirlo ci siamo seduti sopra. Mi rendo conto che l’onestà e la serietà che hanno spinto noi ragazzi ad affrontare il test non valgono assolutamente nulla.
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