Vertenza Ciccolella: raggiunto l’accordo, anzi no
Sindacato e azienda arrivano ad un’intesa per il reintegro degli operai licenziati. Ma Ciccolella fa di nuovo un passo indietro. La colpa? Un articolo su un quotidiano della Basilicata.
L’accordo tra Flai Cgil e Ciccolella Holding era stato raggiunto il 29 ottobre scorso e la sua applicazione sarebbe dovuta partire dal 5 novembre. Ma una intervista antecedente all’Accordo rilasciata da Giuseppe Deleonardis per la FLAI di Bari e da Vincenzo Lorusso della CGIL di Melfi, nell’ambito di un servizio giornalistico sulla “Storia della Ciccolella” e pubblicata la mattina del 30 ottobre sul Quotidiano della Basilicata, ha fatto retrocedere di nuovo l’azienda floricola, la quale conferma la sua linea da vittima di persecuzione mediatica.
L’accordo era stato siglato nella tarda serata del 29 ottobre scorso e prevedeva la riassunzione di 4 lavoratori dal 5 novembre 2007, a cui si aggiunge il percorso di stabilizzazione occupazionale per 6 lavoratori, e la volontà di definire altri 11 contenziosi individuali, nonché di procedere a definire tutte le controversie di natura collettiva. Ma il giorno 5 novembre agli operai interessati è stata negato di ricominciare a lavorare così come era previsto nell’Accordo. Situazione che si è ripetuta anche il 6 novembre, nonostante le garanzie formulate dal legale dell’azienda che gli stessi lavoratori dovevano presentarsi alle 7 del mattino negli uffici amministrativi per sottoscrivere copia dell’assunzione e riprendere il lavoro.
Scelta aziendale, quella di non assumere i lavoratori, subordinata alla ritrattazione di quanto riportato nell’intervista.
«Una cosa deve essere certa -dichiarano perentori dal Sindacato- la FLAI-CGIL non si piega ai ricatti! Che l’intervista, fatta prima della sottoscrizione dell’Accordo, rientra nelle legittime prerogative di ognuno e non può essere oggetto di censura e meno che mai essere sottoposta a visti di legittimità da parte dell’Azienda».
Si apprende anche che sull’accordo era pronto un comunicato stampa congiunto che valorizzava l’Accordo e la scelta delle parti di costruire un nuovo percorso di relazioni industriali, di eliminare e smussare la conflittualità esistenti.
Ma il comunicato -con l’accordo rimasto sospeso- non è stato più diffuso. «Non comprendiamo -fanno sapere dalla Flai Cgil- se c‘è un tentativo di sottrarsi al comunicato congiunto o se, implicitamente, ci stavano chiedendo una abiura. Questo metterebbe in evidenza la non condivisibile concezione di relazioni industriali da parte di Ciccolella».
Intanto pende presso il Tribunale di Trani l’azione sindacale che richiama l’art. 28 legge 300/70 (Statuto dei Lavoratori). L’udienza si terrà il 22 novembre prossimo.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro