Nicola Berardi, un pianista per Adsum

Nicolò Marino Ceci

Intervista al performer musicale della nuova mostra di Adsum Artecontemporanea.

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L’ultima mostra organizzata da Adsum artecontemporanea, un’esposizione personale delle opere di Leo Morelli dal titolo “il tempio degli dei” ha visto la partecipazione di un pianista molfettese, Nicola Berardi. Berardi si è esibito in occasione dell’inaugurazione della mostra il 20 ottobre e in alcune altre serate fino alla sua chiusura, il 10 novembre scorso, allietando il pubblico presente con brani di musica classica.

Minuto e gracile di corporatura, si presenta come una persona gentile e squisita, precisa e disponibile. Con le sue piccole mani tocca i tasti del piano forte mentre con il suo sguardo attento fissa gli spartiti, concentrato su quei segni, su quelle note, su quei brani di sublime musica. Mentre pigia con dolcezza quei tasti bianchi e immacolati, il suo estro e la sua passione incorniciano le diverse opere di Leo Morelli. Maria Bonaduce lo ha definito “ormai come parte integrante del nostro gruppo”.
Gli abbiamo posto qualche domanda.

Nicola Berardi, come mai qui nella galleria di Adsum?
Conoscevo Maria Bonaduce che mi ha sentito suonare in altre occasioni e mi ha alloira voluto in questa mostra.

Come giudica questa esperienza appena giunta al termine?
Senz’altro positiva perché ha dato la possibilità a due linguaggi artistici diversi di poter esprimersi e dialogare in un poliedrico connubio di estro e creatività.

Crede che il suo accompagnamento musicale abbia distratto o aiutato il visitatore nel fruire attentamente le tele esposte?
L’accompagnamento musicale deve sempre essere soft; il piano non deve mai disperdere l’attenzione di chi guarda l’opera ma anzi dà un tocco di maggiore serenità e rende l’atmosfera più romantica, raffinata e piacevole per il fruitore.

A quali grandi compositori si è rifatto nel suo repertorio?
Ho suonato melodie di compositori come Ennio Morricone, Lucio Battisti, Burt Bacharach, Mina, Vanoni – Paoli.

Come le sono sembrate le reazioni delle persone nell’ascoltare le sue melodie?
La gente era attenta nel guardare le opere ma ascoltava contemporaneamente con attenzione le composizioni che riproducevo.

Ripeterebbe quest’esperienza?
Certo. Credo che sia molto utile, soprattutto per promuovere e dare sempre nuovi stimoli ai più giovani.

Suona per hobby o per lavoro?
Suono per hobby dato che un lavoro ce l’ho già, insegnando economia e commercio alla scuola superiore.

Allora per passione?
Certo.

Quando è sbocciato in lei l’amore per la musica e per il pianoforte?
Suonavo già da quando ero piccolo fino a quando sono riuscito dopo anni di studio a suonare anche a Molfetta in diverse occasioni, sia tenendo audizioni personali, sia durante serate in alcuni locali, al “pianobar”. Ho suonato anche in una compagnia teatrale del Cremasco. Intrattenevo il pubblico prima dell’inizio delle rappresentazioni teatrali.

La rivedremo presto in questa galleria?
Spero di sì.

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