Alla Biblioteca comunale un recital su Luigi Tenco

Il testo è una riflessione che, nonostante risalga a circa una quarantina di anni fa, è attuale, una riflessione sull’arte, sulla musica, sulla società, sulla politica, sull’amore.

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«L’idea di uno spettacolo su Luigi Tenco mi frullava nella mente da circa 10 anni, anche con abbozzi di spettacolo abortiti. Mi ha sempre affascinato Tenco ed ho sentito il dovere di approfondire la sua conoscenza, non solo attraverso le sue canzoni ma anche e soprattutto con la scoperta delle sue interviste e più approfondivo la sua conoscenza e più mi accorgevo di essere di fronte ad un artista anti-litteram, di fronte ad un melodico-rivoluzionario, di fronte ad un anarcoide decontestualizzato dell’Italia del boom economico e dei sorrisi sanremesi». 

È Giulio Bufo a parlare, spiegando com’è nato il suo spettacolo teatrale sotto forma di recital su Luigi Tenco che si terrà venerdì 28 dicembre presso la Biblioteca Comunale a Terlizzi.

Lo spettacolo cerca di portare in scena gli ultimi momenti del cantautore Tenco, nel camerino del Festival di Sanremo, prima di salire sul palco, un immagine che viene trasposta da un lato attraverso un scenografia essenziale, ispirata alla medesima che compare in fonti fotografiche di Tenco nei camerini sanremesi, e dall’altro con un testo composto dalle canzoni del cantautore e dalle interviste che Tenco ha rilasciato in vita.

Il testo è una riflessione che, nonostante risalga a circa una quarantina di anni fa, è attuale, una riflessione sull’arte, sulla musica, sulla società, sulla politica, sull’amore; un riflessione dell’artista/uomo Tenco.

Se grazie al testo si porta in scena il pensiero di Tenco grazie alla recitazione di Giulio Bufo si cerca di portare in scena l’uomo Tenco, un uomo che sapeva di trovarsi in un posto per lui scomodo qual’era il Festival di Sanremo.
Nello spettacolo parte fondamentale è riservata alle musiche eseguite dal musicista/chittarista Roberto D’Elia. Uno spettacolo da vedere più che da raccontare.

«Io sono considerato un rompipalle perché quando vado in una trasmissione televisiva dove tutti parlano di musica, io mi metto a parlare della polizia che arresta i cappelloni». Luigi Tenco.

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