Ciccolella informa: «Abbiamo fatto l’accordo con Cisl e Uil»

Mario Lamanuzzi

Che ne sarà dell’accordo siglato lo scorso marzo.

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È stato stipulato ieri a Roma presso la sede del Conaflor, Consorzio nazionale di filiera florovivaistica, un accordo sindacale tra il gruppo florovivaistico Ciccolella rappresentato da Vincenzo Ciccolella, la Uila-Uil rappresentata dal Dott. Pasquale Papiccio e la Fai-Cisl rappresentata dal Dott. Stefano Faiotto.

Secondo la nota diffusa dalla Ciccolella Holding, quello stipulato è il primo accordo applicativo del CCNL per operai agricoli e florovivaisti con validità in tutti i siti produttivi del gruppo.

«Consideriamo l’intesa altamente positiva – dicono la Uila-Uil e Fai-Cisl – sia perché rappresenta il primo accordo di gruppo nel settore agricolo, sia perché documenta come una iniziativa sindacale basata sul dialogo e sul confronto, anziché sul conflitto preconcetto, rappresenti la strada maestra per garantire la tutela dei lavoratori. L’applicazione dei contenuti innanzi richiamati sarà garantita e monitorata da un sistema di relazioni di tipo partecipativo che coinvolge insieme azienda e sindacato in una “cabina di regia” nazionale e prevede la costituzione di un Coordinamento di delegati a livello di gruppo, oltre alle rappresentazioni sindacali nei posti di lavoro».

«Tale accordo – fanno sapere dal Gruppo Ciccolella – assume particolare importanza perché è il primo firmato a livello nazionale per il settore florovivaistico da due tra le maggiori OO.SS. nazionali, rappresentative del 97% dei lavoratori del Gruppo Ciccolella».

Non è dato di sapere come Ciccolella abbia calcolato questa percentuale, visto che gran parte della forza lavoro nelle serre dell’azienda fa capo allaCAT (Cooperativa Agricola Terlizzese), così come aveva riferito Terlizzilive alcuni mesi fa. Per uno strano paradosso, il sindacato confederale nazionale escluso da questo accordo, la Flai-Cgil, è quello più rappresentativo in azienda con i suoi 21 iscritti al netto di quelli licenziati senza alcuna motivazione. A proposito di questi, è notizia delle ultime ore che l’ispettore del lavoro ha disposto la diffida accertativa nei confronti dell’azienda, dopo l’ennesima trattativa attraverso l’Ufficio provinciale del Lavoro inspiegabilmente disattesa da Ciccolella. E il 27 dicembre c’è l’udienza per il reintegro dei lavoratori licenziati.

C’è da chiedersi, dopo questa intesa “romana”, che cosa ne sarà dell’accordo raggiunto a marzo di quest’anno a seguito dello sciopero che fu indetto dalla Flai-Cgil. Una schizofrenia dell’azienda nelle proprie relazioni industriali forse dovuta al nervosismo per aver sensibilmente perduto da quel 9 marzo, il valore delle azioni quotate in borsa fino ad allora salito ad un ritmo vertiginoso.

Ecco il resto del comunicato di Ciccolella sull’accordo con i due sindacati.

«La prima holding agricola europea quotata in borsa e prima nella produzione e nella commercializzazione di fiori recisi in Europa con oltre 60 ettari attualmente coltivati nei suoi stabilimenti destinati entro la fine del 2008 a raggiungere un estensione complessiva pari a 110 ha.

Si tratta di un intesa innovativa che non ha precedenti nella contrattualistica agricola italiana e con la quale si centrano due fondamentali obiettivi costruire a livello nazionale, in pieno accordo con le organizzazioni sindacali, un percorso di stabilizzazione dell’occupazione, favorendo la formazione per la crescita professionale dei lavoratori e la qualificazione delle capacità produttive dell’azienda; istituire uno strumento bilaterale di trasparenza e regolarizzazione a sostegno delle tutele sociali, delle pari opportunità e della sicurezza dei lavoratori.

Il Gruppo Ciccolella ribadendo la centralità della risorsa umana nei propri processi aziendali quale patrimonio e fattore fondamentale di crescita e sviluppo, conferma il proprio interesse a creare tutte le condizioni necessarie al raggiungimento e al miglioramento degli obiettivi a sostegno del lavoro dei suoi dipendenti.

Il Gruppo Ciccolella conferma altresì le proprie prospettive di crescita a livello nazionale e internazionale a favore del lavoro stabile e qualificato e del complessivo sviluppo economico del comparto florovivaistico, ribadendo il concreto impegno a favore del corretto andamento delle relazioni sindacali sostenute da uno spirito di coinvolgimento e da un “sistema partecipativo” fondato su trasparenza, coinvolgimento e costruttività
».

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