La Flai-Cgil alla Regione: «Revocate i finanziamenti a Ciccolella»

La Redazione

Una lettera inviata al presidente della Regione Puglia e all’Assessore Regionale al Lavoro.

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Precedente all’accordo stipulato a Roma con Cisl e Uil, la Flai Cgil aveva inviato una lettera al Presidente della REgione Puglia, Nichi Vendola, e all’assessore regionale al Lavoro, Marco BArbieri, con cui si chiede il blocco dei cospicui finanziamenti pubblici ricevuti dalla Ciccolella Holding spa. Finanziamenti vincolati al rispetto dei diritti dei lavoratori che, secondo quanto scrivono i responsabili regionali della Flai-Cgil, la Ciccolella non persegue.

Le scriventi Segreterie Sindacali, a seguito della scelta aziendale della Holding Ciccolella S.p.A.di Molfetta – Terlizzi di rimettere, per l’ennesima volta, in discussione Accordi sindacali sottoscritti tra le parti, di cui l’ultimo del 29 ottobre u.s., che prevedeva la riassunzione parziale di lavoratori licenziati, un percorso di stabilizzazione occupazionale per chi aveva maturato i requisiti per il rapporto a tempo indeterminato, e un percorso di definizione di tutte le controversie individuali e collettive, con la cessazione della controversia collettiva e dell’art. 28, con la presente, denunciano il persistere di pesanti violazioni contrattuali e contributive, oggetto, in questi mesi, di una vertenza sindacale e di varie iniziative di lotta.

Le motivazioni alla base della vertenza sindacale, alla data odierna, riguardano la pesante condizione di molti dipendenti stagionali che, nonostante abbiano lavorato, in media, 26 giorni al mese, senza interruzione da Gennaio ad oggi, raggiungendo così, già dal mese di Luglio, il requisito contrattuale dell’art. 20 del C.C.N.L. (che prevede la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato superate le 181 giornate lavorative), vedono negato, questo diritto dall’Azienda Ciccolella riservando agli stessi solo precarietà ed instabilità.

Infatti, ad oggi, alle richieste di trasformazione dei rapporti di lavoro da O.T.D. a O.T.I., avanzate anche presso l’Ufficio Provinciale del Lavoro, l’Azienda ha risposto con i licenziamenti di 10 lavoratori nel periodo Luglio – Ottobre c.a..

Gli operai floricoli dell’Azienda Ciccolella, pur lavorando per l’intero anno, vengono assunti impropriamente per “fasi lavorative” non previste e non disciplinate per il settore floricolo dal C.C.P.L. della Provincia di Bari (vedi Art.3) e come lavoratori stagionali, pur non rientranti le attività floricole nella disciplina del DPR del 7.10.63 n. 1525; dovendosi, contrariamente, riferire, come fonte prevalente, alla normativa contrattuale (art. 19 del CCNL lavoratori agricoli e florovivaisti) e più in generale alla disciplina del rapporto di lavoro riveniente dal D.to L.vo n. 368/01.

Assunzioni improprie che, a nostro avviso, non dovrebbero essere accettate dall’INPS in quanto consentono all’azienda di denunciare numero di giornate di lavoro parziali rispetto a quelle lavorate.
Attraverso tale meccanismo, oltre ad evadere i contributi ed il fisco, l’Azienda pratica il sottosalario, con retribuzioni di circa € 30,00 giornalieri, anche se in busta paga appare il salario contrattuale. Il netto dichiarato in busta paga, infatti, viene calcolato sulla corretta retribuzione contrattuale, solo che il numero di giornate indicate, è circa la metà di quelle effettivamente svolte.

Il meccanismo di cui sopra, permette all’Azienda, non solo di evadere la contribuzione ed il salario contrattuale, ma, essendo la stessa “formalmente in regola”, di godere anche, impropriamente, della fiscalizzazione degli oneri sociali.

L’Azienda Ciccolella, inoltre, ha affidato a corpo, intere serre e lavoratori, ad una cooperativa, la C.A.T., costituita nel Maggio 2007, facendole assumere circa 100 lavoratori “stagionali” dipendenti, fino ad allora, di società facenti parte dello stesso Gruppo Holding Ciccolella quali la Floricola Ciccolella e G.C.Impianti, riducendo di fatto, il numero di lavoratori occupati presso la Holding, in contrasto con le finalità delle agevolazioni finanziarie che hanno alla base l’incremento occupazionale.

Molti operai, ex dipendenti, che hanno fatto valere il diritto alla riassunzione, previsto dal contratto, ad oggi, non sono stati riassunti, poiché colpevoli di portare avanti, con la CGIL, la battaglia per l’affermazione dei propri diritti, quali:

– lotta al lavoro grigio e registrazione di tutte le giornate effettivamente lavorate;
– stabilità occupazionale e trasformazione dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato;
– diritto alla riassunzione;
– saldo delle differenze paga e retribuzioni contrattuali;
– riconoscimento salariale delle professionalità e delle mansioni espletate;
– rispetto degli orari contrattuali, a partire dall’applicazione dell’Art.11 del C.C.P.L. che prevede un orario di 4,10 ore giornaliere, per i lavoratori adibiti ai lavori in serra e nocivi in luogo delle 6,30 giornaliere;
– l’applicazione delle norme contrattuali e di legge in materia di versamento delle quote di T.F.R al fondo previdenziale di categoria, mai effettuato da codesta azienda, nonostante, le richieste e solleciti di adesione ad Agrifondo;
– Diritti e libertà sindacali negate;

Punti questi, oggetto di azione legale ai sensi dell’Art.28 Legge 300, pendente presso il Tribunale di Trani, nella seconda udienza del 22 novembre 2007, unitamente alle 10 denunce di diffide accertative ai sensi della Legge.124 / 2004 e conciliazione monocratica, pendente in seconda audizione per il giorno 11 dicembre 2007 presso l’Ispettorato del Lavoro di Bari, 1 denuncia alla Guardia di Finanza di Molfetta e 9 vertenze individuali di altri lavoratori, pendenti presso il Tribunale di Trani.

Pertanto alla luce di quanto finora denunciato, siamo a chiedervi la revoca dei finanziamenti pubblici o, quantomeno, la loro sospensione, fino alla chiusura degli accertamenti ispettivi, unitamente alla revoca ed al recupero, da parte dell’I.N.P.S., della fiscalizzazione degli oneri sociali, usufruiti e beneficiati fino ad oggi dalla stessa azienda.

Il Segretario Generale CGIL – Puglia Il Segretario Generale FLAI-CGIL di Bari
Mimmo Pantaleo Giuseppe Deleonardis

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