La storia della Chiesa di Santa Maria della Stella raccontata da Francesco Di Palo
Il volume ci fa comprendere cosa fosse in origine il luogo che oggi tutti conosciamo come santuario della Madonna della Stella.
Nella straordinaria cornice della Chiesa “Madonna della Stella” si è tenuta, nella serata di ieri, la presentazione del libro di Francesco Di Palo: La Chiesa, la Confraternita, la Parrocchia di Santa Maria della Stella in Terlizzi.
Nonostante sia noto ai più come il responsabile dell’ufficio comunicazione del comune di Terlizzi, Francesco Di Palo vanta numerose pubblicazioni originate da studi meticolosi e puntuali nel campo della storia dell’arte. Non a caso, quindi, il collega storico don Luigi Michele De Palma, archivista generale della diocesi e docente presso la Pontificia Università Lateranense, nel corso della presentazione del volume ha esortato l’autore a raccogliere e aggiornare tutti i suoi scritti in una sorta di opera omnia.
La Chiesa, la Confraternita, la Parrocchia di Santa Maria della Stella in Terlizzi è un libro non facile e lo stesso autore, a conclusione dell’incontro, si chiede quanto il suo studio possa davvero coinvolgere e destare l’interesse di potenziali lettori. Qui siamo alla solita querelle tra libri di qualità e libri commerciali il cui esito è svelato a priori: una larga tiratura se l’aggiudica il libro commerciale. Sarà il libro commerciale a conquistare il top delle classifiche, a ostentare il premio strega e a conquistarsi il ruolo di libro-manichino nella lucida vetrina della Feltrinelli. Ma riuscirà a proporsi come mezzo per inseguire la bellezza, per distinguere ciò che è bello da ciò che deturpa e aliena? Recuperando il celebre e apocalittico interrogativo di Dostoevskij – la bellezza salverà il mondo – , Francesco Di Palo confida al pubblico presente che il suo volume nasce come un libro non commerciale volto ad educare alla bellezza. Il richiamo al passato nonché ogni studio storico è una promessa per il presente e per il futuro: un efficace antidoto a una società ammalata di bellezza.
Al professore don Luigi Michele De Palma va il gran merito di aver percorso a mo’ di sintesi i punti salienti del testo e, in ogni punto, avere incoraggiato la sensibilità di culturale di Francesco Di Palo. Il punto di partenza è l’intitolazione dell’attuale santuario alla Madonna della Stella. Maria è la stella che, nel nostro cammino notturno, ci indica la via portando luce laddove sembrano prevalere le tenebre. Maria, essendo stella, è foriera di speranza: la speranza del sole, ovvero di Cristo, che sorgerà nuovamente sulla terra senza lo spreco del crepuscolo.
Spiegata l’intitolazione, resta da comprendere cosa fosse in origine il luogo che oggi tutti conosciamo come santuario della Madonna della Stella. Molto probabilmente nasce come una semplice edicola posta su un crocevia. Da edicola si evolve in cappella grazie anche agli aiuti economici elargiti dalla famiglia terlizzese De Paù.
L’attuale statua custodita nel santuario della Madonna della Stella è stata realizzata da Giuseppe Volpe su reiterata e insistente richiesta dei fedeli. Bella da guardare ed efficace per contemplare, la statua finisce, nella metà dell’Ottocento, per essere talmente apprezzata dai terlizzesi da dimenticare la precedente effige affrescata della Madonna della Stella. L’errore dei nostri avi – purtroppo divenuto una pratica ricorrente – è stato distruggere l’antica effige.
Così tu rimani in mezzo ai discepoli come la loro Madre, come Madre della speranza. Santa Maria, Madre di Dio, Madre nostra, insegnaci a credere, sperare ed amare con te. Indicaci la via verso il suo regno! Stella del mare, brilla su di noi e guidaci nel nostro cammino! Dall’ultima enciclica (Spe Salvi) di papa Benedetto XVI.
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