De Leo (Centro studi A. Moro): «Democratici davvero, cittadini protagonisti»
Lettera aperta al popolo delle primarie, ai futuri dirigenti del PD e ai candidati sindaci
Siamo donne e uomini che desiderano contribuire “dal basso” alla nascita del Partito Democratico, affinché possa essere una forza di vero rinnovamento.
Tra noi siamo diversi per esperienza politica, ispirazione culturale, età e condizione sociale. Ma ci accomuna la propensione a metterci in gioco, per la prima o per l’ennesima volta, nell’impegno politico diretto, in un partito.
Lo facciamo sulla base di alcuni obiettivi condivisi, definiti in un percorso che parte dal basso, aperto, creativo e centrato sul dialogo.
Perciò vogliamo dire e fare ciò che siamo: essere la parola che comunichiamo.
Dedicarci al bene pubblico significa ricercare anche per noi stessi un futuro vivibile e felice. Perciò abbiamo costruito assieme un documento che sia la sintesi del viaggio che ci prefiggiamo, come cercatori di una politica nuova.
Il 14 ottobre è nato anche a Terlizzi un partito che propone un nuovo patto sociale tra Politica e Società Civile, ispirato al cuore autentico della Costituzione Repubblicana, di cui, purtroppo, nessuno si è ricordato di celebrarne nella nostra città il sessantesimo anniversario della promulgazione.
Questo nuovo patto richiede soprattutto nuova linfa vitale. E necessario che molte persone, anche e esterne e marginali ai partiti attuali, collaborino alla costruzione di un soggetto nuovo, sentendosi protagonisti di un grande progetto che parte dalla comunità locale.
Noi ci proviamo e vorremmo essere in tanti, senza preclusioni, attraverso la sperimentazione di forme nuove di partecipazione democratica.
Al popolo delle primarie, che ci auguriamo torni ancora più numeroso nel momento in cui si dovesse decidere di indirle per la designazione del candidato sindaco del centrosinistra, ricordiamo che la democrazia non è solo espressione di una delega: richiede la partecipazione attiva.
La dimensione politica e l’impegno civile ci riguardano tutti da vicino, toccano i nostri progetti più intimi, le nostre vite. Per questo è fondamentale ricercare forme molteplici e sempre più efficaci di partecipazione(forum democratici). Solo così la democrazia non si trasforma in “tirannide dei molti” o in massa informe manovrata da pochi.
La diffidenza che molti nutrono per la politica è assai pericolosa: quando i cittadini non si occupano di essa, non viene esercitato alcun controllo su chi governa il paese; così il potere degli amministratori, dei consiglieri comunali e delle consorterie partitiche si accresce, mentre i cittadini sono di fatto ridotti al ruolo di sudditi
Agli amici che si apprestano a candidarsi negli organi direttivi del partito, chiediamo che si lavori perché il PD sia un partito realmente diverso, protagonista, determinante e a misura delle peculiarità del nostro territorio, ancorché “federato” con il PD a livello provinciale, regionale e nazionale.
Chiediamo che nella segreteria siano rappresentati entrambi i generi (uomo/donna); ci sia una significativa presenza di giovani e di nuovi cittadini; che sia dato ampio spazio alle attività di educazione alla politica e di formazione, che sia favorito al massimo il ricambio nei ruoli di dirigenza; sia evitato il cumulo delle cariche; sia introdotto il limite dei mandati nello stesso organo istituzionale; siano dati segnali concreti e immediati di voler contribuire seriamente al contenimento dei costi della politica.
Siamo convinti che un Partito così improntato, sarebbe di esempio anche per la riforma degli altri partiti; renderebbe più credibile la propria piattaforma programmatica per le prossime elezioni amministrative; sarebbe maggiormente in grado di attrarre consensi e di competere elettoralmente.
Ai candidati sindaci e a tutti gli altri contendenti alle cariche amministrative esprimiamo il nostro desiderio di una cultura, di una società e di una politica che valorizzino la persona, nella sua peculiarità e creatività, nei suoi talenti e bisogni; e che ad un tempo tendano, con l’apporto di ognuno, a far crescere e migliorare la comunità di appartenenza nella sua interezza.
Comunità di uomini e donne differenti capacità di dialogo e di confronto tra punti di vista e culture diverse. Solo il dialogo tra diversi supera sia il vuoto relativismo – mascherato da tolleranza – sia il fondamentalismo allergico alle differenze.
Nessuna vera riforma è possibile senza un salto di qualità etico, sia in chi detiene responsabilità istituzionali che da parte dell’intera società civile. In un sistema così interrelato, l’effetto di ogni comportamento si ripercuote sull’intera comunità, fino a ritornare su chi lo ha messo in atto.
Maggioranza e opposizione hanno il dovere morale di rispettarsi come uomini (innanzitutto) e come concittadini, e devono ricordarsi che il loro compito è quello di risolvere i problemi della collettività e non alimentare sterili dispute personali e partitiche.
Infine, un messaggio a chi accoglie le nostre riflessioni: fare politica non è governare a tutti i costi, non è essere capaci di allearsi in modo mercenario, non è cambiare bandiera per opportunismo personale. Fare politica significa, principalmente, programmare e lottare per i programmi in cui si crede.
Crediamo che essere persone umane significhi nutrire una spinta ideale, una passione per ogni essere, tesa al futuro. Sentiamo il dolore delle giovani generazioni dal lavoro precario, delle famiglie in difficoltà, degli anziani, di chi non arriva alla fine del mese.
Avvertiamo il dolore esistenziale, il dilatarsi del senso di vuoto e la ricerca di una convivenza più a misura d’uomo, di donna, di anziano, di bambino, di ogni cultura o provenienza. Affinché il mondo che un giorno lasceremo sia migliore di quello che abbiamo trovato.
*Presidente Centro Studi Politici “Aldo Moro”.
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