Furto sacrilego alla Chiesa dei Cappuccini. Sottratte dieci preziose tele
Tra le opere trafugate quelle poste sull’altare maggiore raffiguranti i santi cappuccini Giuseppe da Leonessa e Fedele da Sigmaringen.
«Un senso profondo di tristezza. Uno scempio per la cultura e la storia di Terlizzi e della Puglia». Sono le parole con cui Vincenzo di Tria, sindaco di Terlizzi ha commentato la notizia del furto sacrilego, avvenuto presumibilmente nel tardo pomeriggio di ieri 15 gennaio, nella chiesa della Madonna delle Grazie, dai terlizzesi conosciuta come “dei Cappuccini”. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Terlizzi che hanno avviato le indagini per risalire ai malfattori penetrati nel tempio, una vera e propria galleria d’arte, da una piccola apertura sulla facciata.
Ben dieci le tele trafugate che sono state brutalmente staccate dalle pareti e dai raffinati “alloggi” in stucco che risultano in più parti danneggiati.
Di particolare interesse le tele che affiancavano la pala dell’altare maggiore, raffiguranti i santi cappuccini Giuseppe da Leonessa e Fedele da Sigmaringen. Dalla navata centrale sono stati sottratti sei ovali di grandi dimensioni con rappresentazioni degli evangelisti Luca, Matteo, Marco e Giovanni e dei santi dottori della Chiesa Gregorio Magno e Agostino d’Ippona. Manca all’appello anche una piccola tela, posta all’ingresso del tempio, raffigurante Gesù bambino che reca i simboli della passione e una tela posta sotto la volta in sacrestia.
Danni ad altre tele di cui si è tentato inutilmente il distacco dalle pareti cui erano più solidamente ancorate. I ladri, nonostante la chiesa si trovi nelle immediate vicinanze dell’ospedale e di due istituti religiosi, hanno agito indisturbati portando probabilmente anche una scala per raggiungere le parti alte dell’edificio.
I dipinti ovali, di pregevole fattura e notevole interesse storico e artistico, possono essere attribuiti al pittore martinese Domenico Antonio Carella (1721-1813) autore, nella stessa chiesa, della grande pala raffigurante la Vergine in Gloria, Padre Eterno e Santi.
I dipinti dell’altare maggiore, anch’essi di notevole pregio, sono stati attribuiti al noto pittore Carlo Rosa (1613-1678) autore del dipinto raffigurante la Vergine che offre il bambino Gesù a S. Felice da Cantalice.
La notizia del furto ha suscitato grande emozione nella comunità che ricorda ancora il trafugamento dalla chiesa del Cimitero, di preziose tele del Seicento, non più recuperate, raffiguranti soggetti biblici.
Apertissimo il problema della tutela dei beni culturali ecclesiastici che costituiscono la parte più significativa e preziosa, per numero e qualità, delle nostre comunità.
*Si ringrazia Francesco Di Palo.
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