Flai-Cgil: «Se questa non è una condanna…»
Il segretario provinciale del sindacato illustra la recente sentenza del Giudice di Lavoro presso il Tribunale di Trani.
Presso il Chiostro delle Clarisse il segretario provinciale della Flai-Cgil, Giuseppe Deleonardis, legge alla presenza degli iscritti al sindacato la sentenza del tribunale di Trani in base all’articolo 28 della legge 300 del 1970 (Statuto dei Lavoratori) attraverso la quale il giudice dichiara, come si legge, «l’antisindacalità della condotta tenuta, nei termini indicati in motivazione, della Holding Ciccolella S.r.l. volta a scoraggiare l’adesione dei propri dipendenti all’organizzazione sindacale Flai-Cgil; ordina alla Ciccolella Holding e alla Floricola Ciccolella di non reiterare in futuro i medesimi comportamenti».
In una nota, la Camera del Lavoro di Terlizzi faceva notare «a seguito della condanna inflitta all’azienda, ancora una volta la tempestiva e innaturale convergenza tra UILA-UIL e la Holding Ciccolella, oltre a superare i limiti dell’indecenza, supera qualsiasi limite nella polemica sindacale, schierandosi la UILA-UIL con l’azienda mettendo in ridicolo un provvedimento perentorio del giudice sull’antisindacalità».
La Camera del Lavoro di Terlizzi si era unita alle manifestazioni di solidarietà nei confronti dei lavoratori, ed in particolare del Segretario Provinciale della Flai-Cgil Giuseppe Deleonardis che commenta riguardo alla sentenza:
«La sentenza è sostanzialmente positiva. In primo luogo è da sottolineare che non si tratta né di un invito né di una raccomandazione come qualcun altro ha affermato.
Il giudice ha ordinato all’azienda di non mettere in atto comportamenti antisindacali in base all’articolo 28 dello Statuto dei Lavoratori.
Il giudice è partito dall’istruttoria attraverso la quale abbiamo individuato capi e capetti riconducibili direttamente alla direzione aziendale, riconoscendo che va ricondotta a loro tutta l’attività, contrariamente a quanto affermato dall’azienda e rigettando l’impostazione che puntava al venir meno dell’art. 28 in quanto c’era un impegno a ritirare tale articolo, subordinato alla reintegra di alcuni lavoratori comunque non attuata dall’azienda.
La sentenza, attenendosi specificatamente all’articolo28, non si è espressa su altre questioni come la richiesta di reintegra di alcuni lavoratori licenziati dall’azienda per via di quegli stessi comportamenti anti-sindacali; questi avevano maturato i requisiti per il passaggio da tempo determinato a tempo indeterminato.
Per tali questioni presso il giudizio ordinario è stato presentato infatti una procedura d’urgenza per ottemperare all’accordo sindacale mai disdetto, più altre iniziative come l’allargamento dei requisiti per il passaggio del tempo determinato a quello indeterminato per i dipendenti non rientranti nell’accordo siglato al 29 ottobre.
Dal mese di marzo fino a giugno partiranno i giudizi per una ventina di cause attivate mentre intanto abbiamo mandato una lettera all’azienda per rispettare la ex-dipendenza (un diritto di precedenza all’assunzione richiedta dai lavoratori).
Nel momento in cui l’azienda non farà seguito alla sentenza, incorrerà nell’articolo 650 del codice penale.
Nel frattempo chiediamo la convocazione di un tavolo di concertazione con l’azienda».
Il segretario ha infine denunciato, riguardo gli atteggiamenti della UILA-UIL («neanche i sindacati di destra come l’UGL si sono tirati indietro riguardo la questione dell’articolo 28») e di alcuna stampa volutamente schierata a favore dell’azienda, una condizione di sudditanza dei poteri forti da parte della comunità anche politica locale, mentre tornando sugli attacchi personali che lo hanno visto vittima, ha rilasciato un piccolo commento all’indirizzo dell’azienda: «L’azienda tenga conto che nessuna minaccia mi fa paura perchè opero a difesa dei lavoratori, mentre dovrebbe preoccuparsi di alcuni “sporcaccioni”; non siamo sui libri paga di nessuno. Auspico un confronto ma rispettando le condizioni di civiltà, le intimidazioni non mi preoccupano».
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