Verso il trentennale del rapimento di Aldo Moro. Il dovere della memoria
Le iniziative del Centro Studi Politici “Aldo Moro” e della neonata Associazione “Quarta fase”.
Nel trentesimo anniversario del rapimento e della barbara uccisione di Aldo Moro e della sua scorta, abbiamo avvertito l’esigenza di testimoniare la nostra fedeltà al suo pensiero e al suo insegnamento, attraverso l’impegno sentito ed entusiasta, di un “gruppo di ricerca” ritrovatosi nella Centro Studi “A. Moro” e nella neonata Associazione “Quarta fase”. Associazioni formate da giovani e da meno giovani, che, attraverso una meditata lettura dei suoi scritti, hanno colto i brani e i concetti che maggiormente li hanno affascinati e che, raccolti in modo semplice ed organico in un’agevole pubblicazione, ci auguriamo possa costituire un utile strumento per consentire un concreto approccio alla figura e al pensiero di Aldo Moro da parte di tanti giovani, di ricercatori e uomini di buona volontà desiderosi d’impegnarsi nel sociale, attingendo ad una fonte purissima le ragioni più vere che rendono bella ed amabile la vita sociale.
Un Paese senza memoria è un paese senza grandezza. E nella storia di ogni Paese vi sono personaggi, eventi, parole, che ne testimoniano per sempre l’identità e il cui ricordo sfida il trascorrere dei decenni, travalica le grandi svolte della storia.
Il Parlamento, con la legge n. 56 del 4/5/2007, ha individuato nel 9 maggio “Il giorno della memoria” dedicato alle vittime del terrorismo. Con questa legge il legislatore ha fornito nuova linfa ed un significato complessivo alla giornata del 9 maggio in cui ricorrerà, nel 2008, il trentesimo anniversario dell’uccisione di Aldo Moro.
Con questa decisione le Istituzioni colmano un vuoto incomprensibile nei confronti di colui che per il proprio impegno a servizio di una democrazia più vasta e per cancellare le ostilità, figlie del secolo delle ideologie, ha perso la vita.
Non fu soltanto il suo tragico destino a rendere per sempre indimenticabile la sua figura. Fu la sua visione e azione di statista a segnare in modo indelebile la crescita della democrazia italiana in anni difficili, di aspro conflitto ideologico e politico in Italia, in Europa e nel mondo.
La scelta stessa di Moro come vittima sacrificale del terrorismo fu riconoscimento della sua grandezza, del suo prestigio. Un terrorismo infame e senza avvenire riconobbe in lui il maggiore protagonista di quella politica di ravvicinamento fra i partiti, di riunificazione della Nazione, che consentì l’allargamento delle basi della democrazia, aprendo all’Italia un futuro più sereno e più sicuro.
Ogni faziosità fu estranea al suo temperamento, e più ancora alla sua idea dell’Italia. Diede, all’Italia di quegli anni, pagandola con la sua stessa vita, un’altissima lezione di saggezza politica. Ancora oggi la parola di Moro – la sua filosofia politica – conserva, in un quadro storico e politico pur tanto mutato, tutta la sua validità.
Il senso del rispetto dell’altro, la logica dell’inclusione, del “noi” e non solo dell’”io”, una concezione “mite” della politica sono i valori che Moro ci ha trasmessi e che occorre salvaguardare e valorizzare.
In un tempo in cui la memoria rischia di perire sotto i colpi della velocità che annienta il passato per esaltare le piccole vicende quotidiane, tocca alle Istituzioni conservare il ricordo di coloro che si sono battuti per la democrazia e per la pace.
Il Centro Studi Politici, intitolato alla memoria dello statista pugliese rapito il 16 marzo ed ucciso dalle brigate rosse il 9 maggio 1978, nell’ambito delle iniziative che mirano alla maggiore e migliore conoscenza della vita e del pensiero dell’illustre politico, ed a favorire la crescita culturale, civile e democratica della nostra comunità, anche alla luce della testimonianza di vita dello statista, abilmente descritta nel romanzo “Il mare, una storia, un destino” dal giovane scrittore Paolo Vallarelli, che sarà presto presentato grazie anche al promesso patrocinio dell’Amministrazione Comunale, intende contribuire ad educare le nuove generazioni ad una sensibilità politica e civile attraverso la consapevolezza che la democrazia non è mai stata solo un atto dovuto, ma un traguardo raggiungibile dopo una lunga fatica.
Ricordare Aldo Moro, infatti, è dunque un segnale preciso verso i giovani a cui il Maestro parlava con facilità cercando sempre di interpretarne idee e bisogni.
Il compito che ci spetta è dunque non meno grande di quello che Moro indicava ai suoi studenti e colleghi. Le testimonianze e le considerazioni raccolte nel romanzo di Paolo Vallarelli, testimoniano di quanto ricca sia stata la vicenda umana di Aldo Moro e, dunque, quante sfaccettature del suo eclettico essere siano da rivisitare e cogliere.
Questo volume dunque non ci aiuta solo a conoscere meglio Moro. Ci consente di trovare nelle sue parole di allora la stessa tensione e la stessa passione per la formazione culturale, morale, civile e scientifica delle nuove generazioni.
Ecco dunque un’altra ragione per essere grati a quanti, con amore e affetto, hanno voluto quest’opera. Costoro hanno fatto una cosa utile per tutti noi.
Onorando la memoria di un grande uomo politico, aiutano tutti noi a capire l’importanza e il ruolo della politica nella storia.
Onorando un grande uomo di studi e di pensiero, aiutano tutti noi, e soprattutto i giovani, a capire l’importanza dello studio, della conoscenza e della formazione.
Onorando Aldo Moro, aiutano tutti noi ad avere fiducia nel nostro Paese e a sentire l’orgoglio di essere italiani.
*Presidente del Centro Studi Politici “Aldo Moro”.
Nessun commento ancora. Scrivi il primo!








Usura ed estorsioni, tre persone in carcere e una ai domiciliari. Sequestrati beni per oltre 700mila euro