Il Ministro Fioroni ricorda Aldo Moro nelle scuole

Nicolò Marino Ceci

Con una circolare giunta anche nelle scuole terlizzesi il Ministro Fioroni ha ricordato Moro

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Il 16 marzo scorso è ricorso il trentennale dal rapimento di Aldo Moro, che verrà poi ucciso dalle brigate Rosse il 9 maggio dello stesso anno – il 1978.
Comunemente i “55 giorni” rappresentano il rapimento dello statista DC Aldo Moro, il cui corpo sarà poi rinvenuto in quella altrettanto tristemente celebre Renault 4 rossa in Via Castani – emblematicamente a metà strada tra Piazza del Gesù, sede della DC e via delle Botteghe Oscure, sede del PCI.
Per onorare questo ricordo il Ministro della Pubblica Istruzione Giuseppe Fioroni ha fatto girare per le scuole di tutta Italia una circolare ad hoc, che è così giunta anche nelle scuole terlizzesi. Una circolare nella quale il Ministro Fioroni si rivolge ai docenti e ai dirigenti scolastici in una lettera aperta.
Ve ne riportiamo un emozionante e vibrante sunto.

“Cari Dirigenti scolastici e cari Docenti,
trenta anni fa, il 16 marzo 1978, ad opera di un gruppo di brigatisti, fu rapito Aldo Moro e barbaramente uccisi i cinque uomini della sua scorta.
[…]Credo che le nuove generazioni debbano essere consapevoli che c’è stato in Italia un periodo ricco di spunti, di innovazioni, di nuove mode e nuovi stili di vita, di partecipazione civile e allo stesso tempo di violenza e di dolore. E Moro fu uno dei personaggi più importanti di quel periodo, anzi il grande artefice e il garante dei nuovi equilibri politici. E sarebbe significativo se anche la scuola aiutasse i nostri giovani a non dimenticare questa straordinaria figura della politica italiana attraverso dibattiti, incontri e approfondimenti storici. “Devo riconoscere che qualche cosa da anni è guasto – disse Moro all’assemblea dei gruppi parlamentari della Dc del 28 febbraio 1978 – , è arrugginito nel normale meccanismo della vita politica italiana. C’è una crisi dell’ordine democratico. Temo il dato serpeggiante del rifiuto dell’autorità, della deformazione della libertà che non sappia accettare né vincoli né solidarietà”. Possiamo dire che Moro pagò con la vita questa “crisi dell’ordine democratico”.
[… ]Il 16 marzo è una giornata difficile da affrontare nelle classi: quando a scuola ci confrontiamo con i ragazzi su temi complessi di storia recente o di attualità lo facciamo con la coscienza di non possedere una verità e dunque consapevoli della necessità di esercitare gli strumenti dell’analisi storica nella direzione della ricerca; è in questo prezioso cammino e grazie ad esso che svolgiamo un servizio al Paese, educando le nuove generazioni al senso critico e alla profondità. L’eccidio della scorta, il rapimento, i cinquantacinque giorni di detenzione e l’assassinio di Moro, quella serie di fatti concitati e devastanti; richiedono l’umiltà di chi studia (il docente come lo studente) senza la quale ogni commemorazione, e questa in massimo grado, si risolve nel rito; quasi in una formalità.
Ricordare Moro, nella condanna incondizionata ad ogni forma di terrorismo è un’occasione per far sentire ai ragazzi […] la responsabilità alla quale siamo tutti chiamati quando si tratta di capire, trovare il senso e cooperare alla realizzazione del bene comune. La nostra battaglia contro la violenza, contro il terrorismo e per l’affermazione della democrazia può cominciare anche da questa cooperazione.
La difesa dei valori della nostra Costituzione non può prescindere dal rifiuto netto della violenza e quindi dal ricordo di personalità emblematiche per la nostra democrazia; che mediante l’esempio e il sacrificio, anche della propria vita, hanno segnato uno spartiacque tra visioni e prassi democratiche, da un lato, e arbitrio eversivo dall’altro.
Giuseppe Fioroni"

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