La visita dell’on. d’Alema a Terlizzi

Nico Andriani

Nel pomeriggio visita alle aziende floricole, in serata sul palco insieme al Sindaco di Tria e all’on. Gero Grassi

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La visita di d’Alema è stato un evento molto atteso in questa campagna elettorale.
All’arrivo, nel pomeriggio del 3 aprile, la visita alle aziende floricole dei Fratelli Bisceglia e Agriflor insieme al Sindaco Di Tria a una delegazione di imprenditori agricoli locali e ai floricoltori che hanno illustrato le varie qualità di fiori e piante trattate nelle nostre serre con attenzione agli strumenti e ai consumi, a cominciare della rose di Terlizzi rinomate in tutto il mondo, a richiamare il motto "partendo da Sud", uno degli slogan del primo candidato nelle liste del PD alla Camera, con una politica di rilancio delle regioni del Sud appunto, a partire dalla sue imprese e puntando sulle peculiarità dei singoli territori.
In serata poi, ad accogliere d’Alema sul palco, il Sindaco di Tria che ha presentato il vicepremier come “un concreto esempio dei rapporti che questo centro-sinistra Terlizzi coltiva a vari livelli.
In questi anni ci siamo distinti non solo perchè Nichi Vendola è di Terlizzi, ma ci siamo distinti per la rete di rapporti in grado di garantire per questa città.”
L’accento viene posto sui finanziamenti di cui ha goduto Terlizzi in questi anni: “abbiamo ottenuto finanziamenti importanti, questa sera è anche presente Mario Loizzo, una delle pedine fondamentali per la realizzazione di opere pubbliche importanti per questa città e lo ringrazio pubblicamente per un finanziamento importante per le rete infrastrutturali: sono arrivati a Terlizzi 7milioni e mezzo di euro per realizzare un cavalcavia e un sottopasso in un ambito delicatissimo che è quella della nostra circonvallazione che taglia la zona artigianale dall’abitato.”
Questa rete di rapporti virtuosa per la città viene presentata di controtendenza alla linea amministrativa della gestione del centro-destra e rispetto a ciò che alcuni esponenti del centrodestra stanno dimostrando dal Palco in piazza: “ricorderete nel 2000-01 cosa è successo, quando il centro-destra governava questa città, quando il centro-destra governava negli enti e in Regione, quando è stato compiuto lo sfregio più indegno per questa comunità, ricorderete cosa è successo in epoca Fitto al nostro ospedale, ricorderete quanto è stato compiuto per smontare un sistema efficace di assistenza sanitaria e prevenzione.
Oggi le cose sono cambiate notevolmente, l’ospedale di Terlizzi viaggia verso mete importanti e non vogliamo ritornare a quella destra retrograda chiusa che ha fatto la povertà di questa città, non vogliamo ritornare perchè stiamo avendo in queste sere plasticamente la sensazione di quello che porterebbe a questa comunità: chi ha seguito i comizi di queste sere del gruppo di Bonaduce è stato colpito dalla veemenza dei termini, i termini scurrili, le invettive violentissime verso gli avversari e probabilmente è stato colpito anche per i temi e la scarsità di argomenti
”.
I 46 alloggi di via Firenze, il restauro delle opere del De Napoli e i passi del PRG rappresentano un sistema di progettualità, “noi vogliamo che questa città continui a lavorare alla sua crescita, a dei progetti seri, che portino sviluppo negli ambiti dell’economia, della socialità.
Vogliamo che questa città cresca insieme al nostro Sud, noi vogliamo che il Sud continui a crescere, a colmare il suo divario con il resto d’Italia, l’esatto contrario di quello che vuole il centro-destra, il nostro PdL che ha spostato pericolosamente il suo baricentro a destra e al nord; noi dobbiamo votare per continuare lo sviluppo della nostra comunità, nella nostra città, alla Camera e al Senato
”.
L’analisi dell’on. Grassi invece è incentrata sul concetto di sanità tra PD e PdL: “mentre noi rappresentiamo la possibilità di raccorciare le distanze tra nord e sud, il centrodestra propone le assicurazioni.
Noi riteniamo che il sistema sanitario nazionale, secondo sistema al mondo,debba essere rafforzato e si debba fare in modo che l’attuale distanza si colmi a vantaggio del mezzogiorno.
La regione Puglia è stata la prima regione a sottoscrivere un contratto con i medici di medicina generale, invidiato da tutte le regioni d’Italia, la Puglia è stata la prima regione d’Italia a sottoscrivere un accordo contro lo spreco economico nella farmaceutica e dando la possibilità ai medici e ai pazienti di utilizzare medicine a costo più basso, la Asl di bari è la prima regione per vaccinazione e medicina preventiva in Italia
”.
La partita si gioca in poche regioni e la Puglia è una di queste: “non abbiamo bisogno di urlatori, strillatori, nè tantomeno di rispondere a insulti e polemiche che i nostri competitori fanno dal palco, noi siamo un partito classe di governo, abbiamo il dovere di indicare futuro speranza, e soprattutto di governare in comune una provincia, una regione, una nazione.
In questi anni l’abbiamo fatto ridando dignità, autorevolezza e senso dello stato ad un Italia che avevamo raccolto 2 anni fa completamente deligittimata nell’intelligenza, nella prospettiva e nella nazione
”.
La parola perciò passa all’on. D’Alema, attessissimo da un Osservatorio gremito anche all’esterno della sala: “sono 15 anni che l’Italia non riesce a produrre ricchezza, deve ritrovare slancio, mettersi in grado di offrire una speranza alle nuove generazioni, c’è bisogno innanzitutto di tornare a sentirci parte di una nazione, un destino, una comunità.
Di fronte a una destra “una sommatoria di interessi particolari avendo in comune una sola cosa, il rifiuto dell’unità d’Italia, il PD può restituire coesione al paese che può ripartire dal mezzogiorno dove ci sono le più grandi risorse non valorizzate del nostro paese
.
L’on. Fitto da una parte vuole fare un patto con le lega nord per il governo nazionale, dall’altra vuole fare un patto con noi per salvare il sud, chi sceglie un’alleanza con le lega sceglie una prospettiva assolutamente negativa per il mezzogiorno.
Per la prima volta la lega nord sarebbe la forza determinante del governo e noi meridionali saremmo governati da un partito che non ci rappresenta, una forza politica totalmente estranea, come le colonie
.
Partire dal mezzogiorno prevede una rete di investimenti stigmatizzati da 12 disegni di legge che il PD ha già depositato in Parlamento, “abbiamo individuato le grandi infrastrutture, una politica di sostegno alle imprese, credito d’imposta: assumi un giovane, ti detrai gli oneri dalle tasse per 3 anni, lo stato ti diventa socio; trasformi un lavoro precario in stabile, per tre anni ti togli 10000euro dalle tasse, da solo, senza favori politici.
Investi nella ricerca e nell’innovazione, lo Stato ti aiuta e ti sostiene.
Il ’99 è stato presentato a tal proposito come “l’anno della punta più alta degli investimenti nel mezzogiorno d’Italia dal dopoguerra, gli investimenti per il sud sono stati del 36% degli investimenti globali, nel 2004 arrivarono al 31%, il che vuol dire meno lavoro, meno prospettive di futuro”.
“Ed è di qui che vogliamo riprendere il cammino”, continua d’Alema, “con un programma di sviluppo che unisca il mondo dell’impresa, grande, piccola, con credito per le piccole imprese al sud, con il mondo del lavoro, della cultura, ma anche un mondo dell’agricoltura che in questa regione ha raggiunto punte d’eccellenza straordinaria che tuttavia adesso attraverso difficoltà di crescita dei costi di produzione che mette di fronte a una difficoltà competitiva per cui c’è bisogno di un sostegno per un miglioramento qualitativo, per arrivare sui mercati internazionali, abbattere costi di produzione”.
Lavoro significa anche sicurezza sul lavoro, controllo, formazione, lotta alla precarietà del lavoro: “abbiamo fatto un accordo nazionale per stabilizzare i lavoratori dei call center, 20.000giovani assunti con una qualità del servizio enormemente migliorata, perchè se un giovane ha nel lavoro una certezza da il meglio di se, se invece vive un’esperienza difficile, non soltanto su questo non può costruire una vita ma è anche difficile chiedergli la qualità del lavoro, che è la condizione per vincere la sfida”.
Uno dei drammi del paese è stato anche rappresentato dall’aumento della distanza tra ricchi e poveri e l’impoverimento delle classi medie del mondo del lavoro: “vogliamo ridurre la distanza sociale: negli ultimi 15 i salari sono cresciuti dello 0,9% i redditi e profitti del 13%, questo significa un enorme allargamento del divario sociale, e la più grande questione del paese è ridurre questa forbice con una politica fiscale che riduca la fiscalità su salari, stipendi e pensioni, e che sostenga anche i redditi degli incapienti, attraverso una politica di buoni acquisto.
Se noi non fossimo in campagna elettorale in questo momento saremmo a un tavolo di trattative con i sindacati e confindustria, per la produttività e l’aumento dei salari ed eravamo pronti a mettere sul tavolo dai 6 ai 10miliardi di euro, a fronte anche delle tasse pagate dagli evasori fiscali
”.
Conclude così il suo discorso il Ministro degli Esteri, parlando delle elezioni ormai ad un passo, prospettando quel processo comune di crescita del paese e di crescita del lavoro, non dimenticando la sua appartenenza al Mezzogiorno: “vogliamo costruire un governo non formato dalla sommatoria di tanti partitini ma da un grande progetto, vogliamo coinvolgere una nuova classe dirigente e i cittadini con le primarie e la partecipazione dal basso.
Man mano che la campagna elettorale va avanti sentiamo ridursi la distanza e accrescere le possibilità di un risultato che segni una vera svolta per la vita del paese, molto dipenderà dalla mobilitazione e dalla partecipazione dei cittadini che ha caratterizzato le primarie del 14 ottobre.
Sono monogamo in politica, sono sempre stato da una parte e ho sempre rappresentato una parte del paese,
con il cuore a sinistra e dalla parte del mezzogiorno.
E voglio continuare, con il PD, con la speranza e la possibilità di ottenere nuovi risultati per la nostra terra
”.

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