“Questa storia è scritta nella pietra”
La chiusura della campagna elettorale del candidato Sindaco Pasquale Vitagliano
La chiusura della campagna elettorale di Pasquale Vitagliano viene presentata con la convinzione di diventare “la nuova classe dirigente di questo paese”.
Argomento che ha tenuto banco contro il candidato di Città Civile, Forza Terlizzi, UDC e DC è stato un famoso manifesto circa le sue appartenenze politiche in vent’anni di politica: “Per cercare di sfondarci, come si fa in una battaglia, ma io che sono un guerriero vi dico che sono a testuggine, hanno detto <<guardate i partiti che ha girato in 20anni>>.
Quel manifesto può farlo solo qualcuno che a vent’anni mi conosceva, e io vi potrei raccontare cosa facevano tanti di quelli che hanno attaccato il manifesto, ma non facevano politica.
Volete che la politica si riduca a questo? Cosa volete che vi dica quanto avete preso alla scuola superiore? Io ho l’onore di avere avuto un partito che ha cambiato il nome per appoggiare questa coalizione, Forza Terlizzi.
Esistono politici e cittadini disonesti, c’è gente che partecipava ai comitati per Scianatico e poi faceva gli abusivismi edilizi.
La Rosa Bianca, la notte si chiamava UDEUR e la mattina si è chiamata Rosa Bianca. L’on, Tabacci, che è una persona di grande cultura, non è neanche passato a vedere dove stavano.
Sono sportivo e ho imparato una lezione di pugilato: non è importante i pugni che dai, è importante quanti pugni ricevi senza cadere; noi non stiamo cadendo perché noi stiamo correndo, e vinceremo, siamo l’anima, il cuore, il cervello di questa città”.
Prima di presentare nuovamente il proprio programma, continuano le accuse agli avversari politici: “dieci, mille principi, mille idee avete cambiato; io sono in buona compagnia: Pasolini, Silone, Vittorini, Pavese, che quando hanno visto la tragedia del comunismo e della sinistra hanno detto basta. Li hanno chiamati traditori.
Mille idee, un solo partito, il partito del privilegio, del potere, del favoritismo, e in questi cinque anni siete stati di un unico partito: il partito di Scianatico”.
Accenni anche al dott. Bonaduce, avversario che più di una volta lo si invita a diventare prossimo alleato soprattutto su una questione interna al centro-destra che ha visto una forzata defezione dell’ex presidente della provincia Vernola invitato a un comizio di Bonaduce e non più sul palco, scatenando un piccolo caso interno con lanci di accuse da una parte verso l’altra, per poi spostarsi sulla questione della 167 definita risolta da parte del Sindaco di Tria, “hanno diffuso la voce che è stata risolta la questione della 167, a due giorni dalle elezioni, ma dove abitate voi? voi veramente credete che persone in stato di confusione amministrativa come hanno dimostrato di essere loro, andando a Canosa in fretta e furia con alcuni improvvisati esperti, possano risolvere il problema della 167?
Io ho già letto quella carta perchè conosco gli avvocati e uno di questi ha pure ironizzato dicendo <<guarda noi stiamo firmando una carta d’intenti>>; voi sapete la differenza che c’è tra una carta d’intenti, una delibera, una determina, un’approvazione e un’attuazione?”
Parlando del programma amministrativo fatto di cinque punti fondamentali, inaugura dicendo che “la prima cosa che faremo sarà rendere più civile questa città, a cominciare dal consiglio comunale: la prima cosa da fare sarà un codice etico di comportamento e di condotta all’interno del consiglio comunale.
Il consiglio comunale non è un bivacco, non è una macelleria dove si tagliano a fettine gli avversari.
Il consiglio è la casa, è la chiesa della democrazia, e noi tutti dobbiamo prima essere cittadini onesti perchè solo se si è cittadini onesti si può essere anche amministratori onesti.
Gli amministratori devono portare il buon esempio ai cittadini anche dai comportanti quotidiani, perchè se falliamo in questo, abbiamo fallito in tutto il resto”:
• meno sprechi più efficienza, dove tra l’altro nel programma si leggeva proprio la risoluzione del contenzioso relativo alla questione della 167, verso cui si lamenta la soluzione attraverso una “carta d’intenti”, “la prima cosa che faremo è portare questa carta alla corte dei conti, perchè un amministratore deve parlare con gli atti amministrativi, si assume responsabilità con gli atti amministrativi e non con le dichiarazioni d’intenti”;
• impresa, lavoro e creatività protagonisti, “snellire la burocrazia amministrativa perchè al centro sono gli imprenditori, i lavoratori, i commercianti, che sanno quale ostacolo si può subire da un certificato”, una delle soluzioni principali da fornire è quella per il Nuovo Mercato dei Fiori: “se non ci fossero operatori capaci di dare slancio, bisogna rompere un tabù, se non siamo capaci di gestire una struttura superata, la si venda e con quello che si ottiene mettiamo a disposizione le risorse per il mercato che già abbiamo, quello floricolo e quello dell’ortofrutta, per renderlo più agibile, più dinamico, più snello, più efficace ed efficiente";
• il cittadino al centro, con l’attenzione anche ai disabili, “renderemo vivo il centro per i diversamente abili, e mi impegno personalmente a fare un ufficio permanente di consulenza legale per queste famiglie”;
• un bilancio condiviso</strong>;
• Terlizzi arca di cultura, “faremo un polivalente sociale nel conservatorio, porteremo il consultorio, perché lì l’ufficio igiene non va bene perché dovete fare il ticket, lì abbiamo bisogno del consultorio, ma abbiamo anche 5punti, 5grandi progetti perchè bisogna pensare ai prossimi 5anni, 5+5:
1. “abbiamo bisogno di liquidità, metteremo in atto e siamo gli unici che possiamo farlo per competenza, una banca di credito cooperativo”;
2. “abbiamo bisogno di una residenza socio-sanitaria per gli anziani, magari anche nel conservatorio”;
3. “l’espansione del cimitero”;
4. “la ristrutturazione della Pappagallo e il Polo Liceale non a Molfetta ma lì dove già c’era”;
5. “e infine la piscina”.
Le conclusioni ricordando che il cammino della sua coalizione è quasi un destino: “questa storia è scritta nella pietra, andate alla fontana qui dietro, c’è scritto <<votate Vitagliano>>, noi siamo il cuore più antico, la visione più grande, lo sguardo più lontano di questa città, noi prendiamo il testimone dai La tegola, dai De Chirico, dai Giangregorio.
Siamo il cuore di questa città, siamo il cervello di questa città. Ce la facciamo, diamoci da fare, ci conto!”
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