Nino Antonelli (PS): “Il nostro è un risultato da apprezzare”
Intervista al candidato alla corsa per la carica di Sindaco che ha ottenuto un 4,88 che può fare gola al ballottaggio
La seconda parte dell’intervista ai due candidati esclusi dalla corsa per il ballottaggio riguarda Nino Antonelli del Partito Socialista, che a Terlizzi ha ottenuto un buon 4,88 % e rappresenta un’ottima percentuale da far convergere verso uno dei due candidati al ballottaggio tra di Tria e Vitagliano:
Come considera il risultato del voto amministrativo del 13 e 14 aprile?
Personalmente è venuto fuori un forte valore aggiunto del mio nome all’interno del Partito Socialista, a tutti gli effetti ho svolto un ruolo positivo per non far scomparire un partito che a livello nazionale è scomparso del tutto. Complessivamente in una situazione in cui si correva in tanti è un risultato da apprezzare.
Al ballottaggio andranno due persone, Vitagliano e di Tria, non sono stati eletti tutta una serie di personaggi eletti nel centro-sinistra e di Tria credo debba fare ammenda perché, rispetto alle votazioni di cinque anni fa, ha perso il 25 % di consensi personali, il che significa che è stato bocciato e queste cose devono portarci a una serie di ripensamenti all’interno del centro-sinistra nella sua interezza.
Quello che avevo annunciato come uomo di sinistra su come si stava andando avanti si è avverato perché è quello che era il sintomo della città nei loro confronti.
Dobbiamo prendere atto che intanto non abbiamo avuto una soluzione solo perchè il centro-destra si è presentato diviso, altrimenti la storia sarebbe stata chiusa con un passaggio dal centro-sinistra al centro-destra, ma grazie a Dio abbiamo un centro-destra diviso.
Qual è la sua posizione sull’imminente ballottaggio?
Personalmente sono perché vinca Vitagliano, anche se lo considero il male minore, però come partito sono i valori politici quelli che dovrebbero essere importantissimi, ma lascerò al partito nel suo insieme la decisione su cosa fare, è una cosa regolare che ci si aspetta, “chi ha bisogno vada alla fontana”, non è la fontana che va da chi ha bisogno.
Il paese cambia se vanno avanti energie che hanno prodotto in passato e che possono produrre in futuro, le energie ci sono c’è una grande capacità ma per svilupparle bisogna mandare un po’ di gente allo “stoccaggio”, perché c’è tanta gente che merita di stare all’opposizione perché dobbiamo permettere a tanti nuovi di entrare, ho visto tanti ragazzi nuovi, nel centro-destra in particolare, ci sono Minutillo, Giuseppe de Manna, nomi che fanno cambiare il volto della città.
Voglio gente che cambi il volto alla città insieme a quelli che hanno e che possono dare con la loro esperienza una crescita per questo paese.
Nei suoi comizi spesso ha ripetuto che bisognava insegnare al paese a votare, ritiene che questo insegnamento sia valido dopo il voto del 13 e 14 aprile?
Terlizzi è un paese di “capre” ed è rimasto tale, la capra è un termine che diceva un amico e non è offensivo, perchè invece di premiare la professionalità, l’ardore la fiducia dell’idea, è stato premiato chi ha potuto sfoggiare di più, ma io mi chiedo, cosa hanno fatto per il paese? E cosa potranno fare per il paese in futuro?
Io credo di più a coloro che vanno con dei programmi e con delle idee e che solo in seguito si guadagnano la fiducia rispetto a coloro che si sono distinti per avere avuto il maggior numero di voti, io ho lasciato un segno perché mi sono sempre speso per questo paese ma in questo paese questi sono i risultati che abbiamo.
Avevo proposto più volte un confronto tra i candidati che non c’è stato e la gente è andata a votare senza neanche dei veri programmi, la stessa politica non è scesa tra la gente e come dice il detto “sotto la panca la capra crepa” e così si è finiti per votare sul personale e siamo tornati alla peggiore DC di una volta, siamo tornati ad un modello vecchio di 40 anni.
Qual è il suo giudizio sul voto nazionale considerando che la Sinistra e le sue istanze, a cominciare dal Partito Socialista, non avranno più spazio in Parlamento?
Come ha detto Rizzo (PdCI), quando le forze di sinistra in Parlamento invece di discutere dei problemi dei lavoratori delle famiglie italiane si va a discutere delle questioni di omosessualità e coppie di fatto, che sono problemi importanti ma trascurando i problemi reali dei cittadini cosa ci aspettavamo? Un regalo?
Tengo anche conto che questa scelta era già stata concordata da Veltroni e Berlusconi, scelte precise che sono andate verso un ridimensionamento delle forze politiche presenti in parlamento con il risultato che, dicendo di votare il più grosso, questo si è “mangiato” il più piccolo.
Ciò che dispiace è che tanta esperienza nel Partito Socialista, un partito con oltre un secolo di storia e che in Europa rappresenta una delle forze predominanti del progresso e della civiltà, non esiste più nel Parlamento Italiano. Di questo molti devono vergognarsi.
Da dove si deve ripartire?
A Terlizzi siamo al 4,88 % che cercheremo di consolidarlo ance a livello politico, dove abbiamo preso l’1,66 % e tenteremo di fare alzare questo quorum, bisogna vedere qual è la volontà dei ragazzi e delle ragazze che ci hanno seguito e cosa porteranno in futuro, se non c’è gioventù non c’è futuro, per ora abbiamo affidato un brutto mondo a questi giovani ma dobbiamo fare in modo di avvicinarli e coinvolgerli.
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