Di Tria: “Noi per una città serena che guardi alla qualità della vita e che punta decisa a 5 anni di sviluppo”

Nico Andriani

Intervista al Sindaco di Tria in vista del ballottaggio

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In questa settimana tengono banco due importanti appuntamenti per Terlizzi, la festa patronale che si rinnova ogni anno e che unisce la città in una grande atmosfera di festa, ed il voto amministrativo del prossimo fine settimana, che purtroppo al contrario, chi più chi meno, l’ha forse spaccata quasi a metà.
Abbiamo così intervistato i due protagonisti del voto al ballottaggio del 27 e del 28 aprile: a Sinistra si guarda con un misto di reazioni al risultato ottenuto ma in maniera complessivamente positiva, con un 40 % che conta sì 24 punti percentuale in meno rispetto al successo del Sindaco uscente di Tria cinque anni fa, ma in uno scenario di candidati raddoppiato rispetto ad allora. Di Tria si è presentato al voto con una grande coalizione di centro-sinistra unita a sostenerlo seppure priva dei Comunisti italiani e del Partito Socialista, che insieme hanno ottenuto più dell’8 percento, che certo non sarebbe bastato a far vincere le elezioni al primo turno ma avrebbero formato un ostacolo ancora più difficile da superare al ballottaggio.
A destra è infatti indubbia la spaccatura che si è venuta a creare in campagna elettorale dal palco in Piazza, con Vitagliano fin da subito aperto agli scenari di dialogo con il suo avversario-alleato Bonaduce, il quale dal palco ha sempre respinto ogni qualsiasi proposta.
Certo si puntava alla vittoria al primo turno ma ora con il 22 % di consensi che gli ha impedito di accedere al ballottaggio, la situazione forse può essere cambiata. Non è da trascurare infatti il fatto che Bonaduce fosse sostenuto dal partito che si è confermato il secondo partito di Terlizzi dopo il Partito Democratico, la vecchia Alleanza Nazionale con quasi il 12 %.
In ogni caso tutti i dubbi complessivi su varie convergenze ufficialmente si sciolgono domenica, quelli ufficiosi forse solo all’ultimo.
La risposta definitiva si avrà solo lunedì sera e appuntamento al prossimo consiglio comunale.
Nell’ordine presentiamo prima l’intervista a Vincenzo di Tria, Sindaco uscente, che parte dal 40 % dei consensi:


Come è stato il risultato del voto Amministrativo del 13 e 14 aprile?
Il voto ci ha dato un buon risultato, che il centro-sinistra ha ottenuto nonostante affrontasse questa competizione con delle divisioni, ma considerando il trend nazionale un buon risultato: il 40% è soddisfacente come responso anche se ci apre la strada ad un secondo turno insidioso, ritengo però che ce la si possa fare con un centro-destra che è sfilacciato che a Terlizzi non ha mai rappresentato una vera alternativa di governo.
Ritiene che gli altri due partiti storici della sinistra anche cittadini, Comunisti e Socialisti, possano essere coinvolti come alleati, anche esterni, per il ballottaggio del 27 e 28 aprile?
Noi abbiamo sempre tentato un coinvolgimento sia dei Socialisti che dei Comunisti Italiani, non ci spieghiamo ancora oggi un comportamento così radicale e queste due candidature, Cipriani e Antonelli, non hanno fatto bene al centro-sinistra, certo oggi diventa difficile pensare ad un accordo considerando anche i risultati che ci porterebbero anche a contare di affrontare questo ballottaggio da soli, valuteremo nei prossimi giorni quali azioni possono esser intraprese per un eventuale dialogo con queste due forze politiche.
Quali possono essere le previsioni per il ballottaggio?
Non penso che possano esserci apparentamenti; per quelli che sono stati i toni usati nella campagna elettorale, ci sono fratture sia nel centro-sinistra che nel centro-destra che francamente pregiudicherebbero apparentamenti e accordi politici, è comunque una valutazione che faremo in maniera serena con la coalizione di centro-sinistra.
Come proseguirà la campagna elettorale di queste settimane?
La campagna elettorale proseguirà con lo stesso stile della campagna utilizzata per il 13 e 14 aprile, con una grande serenità, con un’azione di promozione di un programma amministrativo serio, basato sulla continuità amministrativa, sulla stabilità di governo e il progetto di una città serena, che guardi alla qualità della vita dei suoi abitanti e che punta decisamente nei prossimi 5 anni allo sviluppo, sia in campo urbanistico sia nell’ambito dell’artigianato e del commercio e anche e soprattutto nell’ambito della cultura e del turismo.
Come considera lo scenario nazionale ora che la Sinistra l’Arcobaleno ed altre forze storicamente di sinistra, come i Socialisti, che guardavano alle classi sociali deboli, sono totalmente escluse dal Parlamento italiano ed il partito che si dice abbia raccolto le istanze proprio di quelle fasce deboli sia addirittura la Lega Nord?
Ha un non so che di drammatico questo venir meno delle forze di sinistra dal nostro Parlamento, naturalmente si apre una fase di profonda riflessione nell’ambito del centro-sinistra perché si possa elaborare questo evento traumatico per cambiare il volto anche alla proposta politica.
Probabilmente gli elettori, i cittadini italiani, la società italiana, vuole che la politica a sinistra parli un linguaggio più vicino alle sue istanze e ai suoi bisogni, che non sono solo bisogni radicali ma sono i bisogni di una società profondamente mutata che ha bisogno di una nuova politica, di nuove proposte, di nuovi programmi, di nuova incisività.
Il Partito Democratico, in questa progressiva mutazione dello scenario politico italiano in evoluzione verso il bipolarismo, può interpretare le istanze dei cittadini e dare risposte serie e concrete; credo si debba guardare a questo, anche a portare le istanze storicamente di sinistra nell’ambito del PD.
Un messaggio da lanciare agli elettori in vista del ballottaggio.
I terlizzesi, questa comunità che è concreta e vitale, dovrà ponderare seriamente se scegliere la strada della continuità e della stabilità di governo, della costruzione dello sviluppo a Terlizzi, o scegliere un’alternativa molto labile, un sodalizio fatto di sigle poco riconoscibili a livello nazionale, che sembrano essere un cartello elettorale pronto a disgregarsi ai primi mesi di vita.

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