Gli otto passi dell’arte

Nico Andriani

Il Progetto “AdMeridiem” tra poesia, danza e storia diretto da Pierluigi Auricchio

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Domenica 20 aprile, con la regia artistica di Pierluigi Auricchio, dalle 16.30 nel Chiostro delle Clarisse in piazza Cavour si svolgeranno due importanti appuntamenti culturali: la premiazione del concorso poetico “Kinèsia – arte in movimento” e il recital storico “Admeridiem! Historia Friderici”. L’evento è inserito nel fitto calendario di iniziative, creato dal nuovo comitato della Festa Patronale in onore dei festeggiamenti del 23 aprile per la Madonna di Sovereto. L’appuntamento è organizzato da “Horus multimedia” e dall’associazione culturale “Ra comunicazionetotale” inserite nel progetto di promozione del territorio “AdMeridiem”. Si comincerà con la premiazione dei concorrenti che hanno partecipato al concorso di poesia, provenienti da tutta la provincia di Bari. Ai primi tre classificati nelle due categorie sarà consegnato un premio esclusivo appositamente realizzato dall’artista Paolo De Santoli, ispirato alla “Ballerina con pappagallo” del pittore futurista Fortunato Depero, mentre la realizzazione grafica degli attestati è stata curata del creativo Pasquale Guastamacchia.
A seguire, la coreografia federiciana in otto quadri danzanti: quasi quaranta minuti di espressioni e visualizzazioni coreutiche sulla storia di Federico II. Pierluigi Auricchio ha sceneggiato e composto gli otto momenti salienti della vita dell’imperatore svevo, realizzati con eccezionale livello qualitativo dalle scuole di danza terlizzesi “Ballet Studio”, diretta dalle ins. Laura e Rita Roma, e “Dance Center”, diretta dall’ins. Adriana Triggiani. Si rivivrà lo splendore della corte di Castel del Monte dalla nascita di Federico II alla sua concezione simbolica della realtà, incentrata soprattutto su Castel del Monte. L’autore leggerà i passi storici suddivisi in otto paragrafi.
Il tributo verso il “puer apuliae” da parte del Circolo Ra comunicazionetotale, nato a Terlizzi nel 1986, con la missione di promuovere l’associazione, la partecipazione e la fruizione culturale nel proprio bacino di appartenenza, senza tuttavia porre limiti, anzi ricercando il confronto e le cosiddette “contaminazioni” con le realtà geografiche e culturali attigue ed emergenti, si completa anche di un importante anniversario che è quello della collezione di vassoi intarsiati “Il servo di Federico” che compie 10 anni.
Nata nell’ambito del progetto “MANASARA SCHILPA SCHASTRA” realizzato dal circolo culturale Ra comunicazionetotale. L’idea della costituzione della collezione fu affidata all’architetto-designer Gianni Veneziano, che disegnò il vassoio ispirato al Castel del Monte con otto lati e otto manici, per un fantomatico servo dagli otto arti superiori.
Veneziano invitò una serie di prestigiosi amici designer a decorare quel vassoio; è nato così il nucleo della raccolta, non divisibile, che tuttora cerca una collocazione definitiva dopo esser stata esposta con successo nel “fuorisalone del mobile” milanese ed in altre autorevoli sedi espositive come alcuni dei castelli federiciani in terra di Puglia.
La collezione fu realizzata sotto la direzione artistica di Paolo De Santoli dal laboratorio di tarsia lignea di Ra comunicazionetotale condotto dal maestro d’arte Carlo Azzella.
L’essenza scelta per la realizzazione del piano dei vassoi cadde sulla radica di Acero applicata su massello con una tecnica rivisitata dal laboratorio che scelse anche la colorazione con pigmenti e aniline.
Tanti i temi sviscerati all’interno della raccolta, tutti legati a Federico II e al suo più prestigioso ed emblematico castello ottagonale.
Monumento per eccellenza dedicato all’uomo che cerca la purificazione.
Appaiono così i simboli più profondi della vita e della credenza medievale, sostenuti e rimessi in discussione dal ciclone Federico imperatore “moderno” per eccellenza: la croce – la luna – la stella a rappresentare le religioni tollerate (cristianesimo – islamismo – ebraismo); vortici, labirinti, spirali, reti; equinozi – solstizi; costellazioni e astri; tracciati, percorsi, belvedere; immagini, evocazioni, suggestioni del potere regale; graffianti cromismi; citazioni di divinità, sapienze e architetture passate; ironie graffianti come “l’uovo di Piero della Francesca rotto sul pavimento di Castel del Monte”; il castello di Acqua e il castello di Fuoco; il “De Arte Venandi cum Avibus”; la “Vesica Piscis” e la “Rosa di Soria”; l’Augustale, moneta corrente; lunghe ombre trasformiste; l’evoluzione della caccia col falcone; infine Federico imperatore pensante, fortemente pensante e il servo al servizio di un’idea di perfezione, mai tramontata.

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