Polemica sulla questione dei “monatti” della 167

La Redazione

Riceviamo una lettera a firma di Elvira Zaccagnino dopo il comizio di Vitagliano

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Alessandro Manzoni (1785-1873), famoso per aver scritto I Promessi Sposi che tutti conosciamo, è stato autore anche di un altro libro, meno famoso ma non meno interessante chiamato Storia della Colonna Infame. Inizialmente doveva essere edito nei Promessi Sposi come un altro capitolo, ma, visto che era troppo lungo, Manzoni lo pubblicò a parte: il libro narra la storia di un processo contro due malcapitati, Gian Giacomo Mora barbiere e Guglielmo Piazza Commissario della sanità, accusati e condannati come untori dei muri di Milano per diffondere la peste nell’anno 1630. La peste mieteva in quell’anno circa mille vittime al giorno e non c’era bisogno di untori. Ma c’era bisogno di colpevoli, perchè il popolo li reclamava. E i colpevoli furono cercati, trovati, creati dai giudici a beneficio della folla. Questo precedente letterario è stato utilizzato dal candidato Vitagliano in Piazza per identificare “Z.Z.”, coloro i quali hanno diffuso la notizia della risoluzione della questione 167 per le vie di quei quartieri, paragonandoli ai “monatti” ritratti in quest’opera come in quella sua più famosa.
Dopo aver riportato quel comizio in data 22 aprile sul nostro portale, abbiamo a tal proposito ricevuto una lettera a firma di Elvira Zaccagnino, che in quelle parole ha scorto un chiaro riferimento a suo padre, indirizzando la sua lettera all’attenzione dello stesso Vitagliano, ne riportiamo il contenuto:

"A Pasquale Vitagliano
Candidato Sindaco

Caro Pasquale,

mi avevano riferito di un passaggio non garbato nei confronti di mio padre nel corso del tuo ultimo comizio.
L’ho letto oggi su www.terlizzilive e, a tua memoria, te lo riporto:

<<Noi questo circuito vizioso lo dobbiamo spezzare, e non voglio ritornare su quello che è accaduto il giorno prima il silenzio elettorale, quando hanno dato per conclusa la questione della 167: ci sono due persone, Z.Z. che come i monatti della colonna infame sono andati per la 167 ad ungere, a dire attenzione agli untori, perchè noi il problema della 167 l’abbiamo risolto. Te lo sarai risolto per te, per il tuo amico, per l’amico del tuo amico. Non si può pensare di risolvere una questione soltanto con una parte minoritaria di tutti i soggetti coinvolti, verrebbe il sospetto che queste parti vogliano costituirsi una posizione di favore al momento della vera risoluzione, e la vera risoluzione avverrà con la nostra amministrazione con la responsabilità giuridico-amministrativa di tutte le parti>>.

Ora, caro Pasquale, probabilmente mio padre con la sua licenza elementare e la sua terza media presa a 30 anni con quattro figli da mantenere, non coglierà la pesantezza della tua citazione dotta.
Io la colgo. E la ritengo eccessiva. Oltre che fuori luogo.

Non è certo chiamando i cittadini “monatti della colonna infame” che dai prova di equilibrio, oltre che di responsabilità e rispetto di tutti i cittadini.

Da figlia, difendo e sono fiera dell’onestà di mio padre.

Da cittadina, sono ben contenta di aver fatto un’altra scelta.

Terlizzi, 22 aprile 2008"

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