“Non direzionerò il mio voto”
Il dott. Bonaduce in piazza presenta il suo orientamento al voto: nessun apparentamento programmatico, il paese al centro prima di ogni appartenenza politica.
In contemporanea si sono chiusi il 24 sera i comizi dei due candidati Sindaci al ballottaggio, domani riprenderà il voto e lunedì sapremo quale sarà il nome del nuovo Sindaco di Terlizzi, ma è certo che la vera attenzione l’ha catturata per tutti il dott. Bonaduce, reduce dalla lotta che gli è valsa solo il terzo posto, impedendogli di accedere al ballottaggio per 5 punti percentuale in meno rispetto a Vitagliano, ma con un dato incontrovertibile, 1000 voti si suffragio personale in più rispetto alla somma dei voti di coalizione, che per gli altri candidati è rimasta invece invariata.
Da qui è partito il suo discorso, ringraziando i dirigenti delle sue liste ma soprattutto gli elettori, e puntando il dito contro l’avv. Bonaduce, che al penultimo comizio di Vitagliano salì sul palco con la parvenza di essere ambasciatore del partito di AN, questo almeno agli occhi della folla, complice anche la bandiera del Popolo delle Libertà piuttosto che quello di Forza Terlizzi a far credere un accordo tra i due contendenti: “gli altri due candidati sindaci attuali hanno avuto un suffragio che corrisponde più o meno al suffragio che hanno avuto le liste che li appoggiavano, nel mio caso c’è invece un gap, una differenza in mio favore, c’è un sacco di gente, 1000elettori, che non so chi siano e che ringrazio più degli altri, che hanno fatto ricadere su di me un voto di opinione, qualcuno ha detto di protesta ma non è così”.
Il dott. Bonaduce passa così a spiegare il nodo che ha tenuto banco in questi giorni in tutta la politica terlizzese, la questione del mancato apparentamento, colpa di “tattici della politica”: “avevo ragione quando dicevo che la politica che si fa in questo paese non mi piace affatto, troppi mediatori in giro, troppe farfalle, e questo preoccupa, perché al di là di un candidato sindaco purtroppo si premia una coalizione, ed una delle poche cose piacevoli successe dopo il turno elettorale del 13 e 14 è che ho potuto dialogare con il dottor Vitagliano, ci siamo spiegati le nostre ragioni di contrapposizione, le nostre diversità e ovviamente è venuto fuori il problema di come orientare il voto: io avevo espresso un parere assolutamente negativo per quanto riguarda possibilità di accordi, ma siccome oltre ad essere un uomo politico con i neuroni nella testa, sono anche un capo di coalizione, avevo il dovere di ascoltare la mia coalizione, che voleva un apparentamento e l’incontro con Vitagliano era quella di valutare l’ipotesi dell’accreditamento formale; per una serie di considerazioni squisitamente politiche questa ipotesi non è stata possibile percorrerla: io non voglio fare dietrologie, però l’ipotesi rilanciata dall’altra parte era che bisognava fare un accordo programmatico, cioè che le mie liste appoggiavano senza apparentamento la candidatura del dottor Vitagliano e in caso di vittoria sarebbero state onorificate con qualche assessorato.
Io ho subito dopo detto ai miei che erano liberi di accettare anche separatamente un’ipotesi del genere, ma che su di me non potevano contare, io ero fuori da questo tipo di possibilità di accordo.
Da questo promettente inizio sono scaturite una serie di cose spiacevoli perché se la politica in questo momento la facessero il dott. Vitagliano, l’ing. di Tria e il dott. Bonaduce le cose andrebbero meglio, ma a fare la politica c’è una famiglia immensa, da destra a sinistra, di mediatori scaltri, di pedagoghi, di tattici, di strateghi con i quali non andrei a prendere neanche il caffè insieme e che, in alcun caso, non mi possono rappresentare, Non accetterò mai che si possa banalizzare il voto riducendolo ad un puro fatto di numeri”.
Così, rilanciando le proposte di accordo, lancia la sua sfida, quella di catturare il voto “facendo innamorare” i suoi elettori, e ancora di più i 1000elettori che hanno votato personalmente Bonaduce al di là di ogni appartenenza politica: “bisogna avere il coraggio di non fare solo proposte programmatiche, bisogna tipizzare in maniera didatticamente semplice, la propria proposta, dicendo che in questo paese deve nascere, con le buone o con le cattive, una coscienza ambientale che non c’è. Fateci diventare fieri di essere vostri concittadini. Io lascerò libero il mio elettorato di decidere, proprio perché politicamente non lo posso direzionare, e non si può ridurre il paese a questioni di appartenenza politica, destra e sinistra, il problema è che questo paese è stato inquinato, è inquinato e sarà inquinato e devi prendere elle decisioni che non sono né di desta né di sinistra, si distinguono solo decisioni tra persone oneste e tra persone disoneste”.
Il secondo punto forte del suo discorso è stata l’approccio al voto a Terlizzi, con i numerosi casi di voti comprati e la polemica interna ai vari schieramenti, vero nodo, specialmente dei rapporti con l’UDC, anche per via dell’eco pugliese che ha scatenato l’ondivago schierarsi di questa formazione politica, una volta con il PD, e una volta con il PdL fino alla scena terlizzese, dove si denuncia un chiaro disegno politico teso a non permettere un accordo con il centro-destra, colpa dello stesso PdL dal quale ufficialmente si dissocia: “non tutto l’elettorato è inconsapevole, non tutto l’elettorato è schierato politicamente e di fronte al nullismo potrebbe rispondere con destra e sinistra.
C’è qualcosa in mezzo che non torna, e non è il centro dei nostri amici dell’UDC.
Loro vanno alla ricerca delle tesi degli altri, argomentano una soluzione che sia equidistante da B e da A, volete metterli in crisi? Fateli parlare per primi.
Non sanno mai che cosa dire, stanno lì in attesa che qualcuno lanci una proposta, così pensano al suo contrario e trovano una soluzione "una botta al cerchio e una alla botte". Non hanno mai risolto un problema.
Ho letto stamattina su un giornale locale che si chiama Il Bari, una cosa interessante <<il PdL alle prese con il nodo UDC>>, succede che l’UDC in certe città come Gallipoli e Foggia è schierato con il Partito Democratico e invece nelle altre si è schierato con il centro-destra, Fitto ha detto che questa è una <<condizione schizofrenica che deve finire>>.
Che peccato che Fitto non è venuto mai a Terlizzi, ha omesso di farlo. Non riesco a capire come possa una forza politica importante che diventa la forza di governo, mi riferisco al PdL, gestire il potere a livello locale senza prendere direttamente informazioni dal territorio, non gli interessa.
A loro interessa che si presenta qualcuno, più o meno accreditato, poi non interessa se è più o meno affidabile come essere umano, siccome la politica non è fatta più di carne, sangue e ossa e i problemi restano la, adesso è diventata guerra di carta; mi dispiace ma non sono del Popolo delle Libertà, lo dichiaro ufficialmente, perché il Popolo delle Libertà a Terlizzi non c’è, c’è il Popolo delle Servitù, siamo servi, sto parlando a titolo personale, di queste affermazioni sono io e solo io il responsabile, lo dico: caro onorevole, cari consiglieri regionali che date supporto, ieri siete andati a Bitonto perché avete scoperto che, noi PdL, dopo tanti anni, possiamo capovolgere la situazione e riprenderci dopo molti anni una città di sinistra possiamo farla diventare di destra, perché non avete fatto la stessa cosa a Terlizzi? Perché Terlizzi è porto franco? Perché Terlizzi ve la siete giocata a scacchi? Lo stesso silenzio vostro è lo stesso silenzio mio in certe situazioni.
In certi posti ci apparentiamo con l’UDC, in altri posti a livello nazionale non siamo apparentati, ma Casini a livello nazionale non ha detto che Berlusconi voleva distruggere l’identità dei democratici cristiani? A me sembra un bel motivo per non essere d’accordo.
E poi allora a livello locale cosa succede? E per quale motivo alla fine si fa ostruzione per evitare di fatto che possa avvenire un connubio con la destra? Perché, parliamoci chiaro, questo è successo.
Sono del tutto comprensibili gli sforzi e le capriole che il povero dott. Vitagliano è stato costretto a fare; mi dispiace, non è possibile fare la politica così, mi sono dovuto tirare fuori, e lo faccio responsabilmente perché so che almeno i 2/3 di questa piazza non sono contenti per quello che sto dicendo, perché vogliamo a tutti i costi mandare a casa il sindaco di Tria, che ha dimostrato arroganza, ostinazione nel difendere strenuamente errori evidenti, io sono preoccupato perché manderemo via un sindaco ne faremo un altro non so cosa deciderete, ma io ho il sospetto che i comitati d’affari rimarranno la dove stanno”.
Il nodo centrale della questione, l’unico modo specialmente per ottenere quei 1000voti è il disegno di una Terlizzi diversa, che passa attraverso la risoluzione definitiva della questione ambientale, stigmatizzata de precisi parole: “quel ponte, quel sovrappasso nasconde la più grossa porcheria degli ultimi 30anni in questo paese, bisogna avere il coraggio di dire <<io se divento Sindaco quel ponte lo butto giù, non te lo faccio fare, caro commendatore>>, viale dei Lilium è strada del Comune di Terlizzi, deve essere chiaro! Così i voti non si prendono, lo so bene che non si prendono, però quei mille che hanno votato me queste sono le parole che si vogliono sentir dire, non altre.
Io ve lo confesso, dico sempre agli amici che ho messo molti mesi fa una carta scritta nascosta nella libreria della biblioteca di casa mia in cui dicevo che cosa sarebbe accaduto a queste elezioni, faccio finta di averla aperta: avevo scritto, so che vi addolorerà, <<sarò consigliere>> io avevo previsto che l’intera plutocrazia di questo paese, il potere oscuro, i poteri forti oscuri di questo paese, mi avrebbero impedito anche di diventare consigliere comunale, per cui qualcuno si meraviglia perché il dottor Bonaduce è felice e non si capisce perché: sono felice perché un cane finalmente entrerà nella sala dei nobiluomini e incomincerà ad abbaiare dove gli altri parlano e parlerà dove gli altri abbaiano, ma ogni volta che quel cane scoprirà che quel cane scoprirà che si sta parlando di paese e di interessi veri del paese, voterà a favore, senza ombra di dubbio, senza pregiudizi di nessun tipo. Che porta in bocca il cane? L’ambiente, le rovine dell’impatto ambientale che è stato compiuto con uno sviluppo urbanistico indegno in questo paese […] Voglio sintetizzare come si fa a catturare domenica il mio voto, il mio e presuntuosamente il voto di quei 1000che mi hanno votato.
C’è una bellissima poesia di Percy Bysshe Shelley, che dice così <<se avessi le vesti tessute con i colori del tramonto e dell’alba, tutte ai tuoi piedi le stenderei, ma io sono povero e nulla posseggo tranne i miei sogni, ricordati che quel che calpesti sono i miei sogni>>.
Allora io vi voto, però voi promettetemi in maniera convincente, definitiva, che voi non calpesterete i miei sogni, né i miei né quelli di quelli che hanno sognato insieme a me: voglio una Terlizzi aperta, pulita e finalmente trasparente, non il paese di don Ciccio e don Porco, dove si chiudono le strade, il paese delle strade private, il paese delle strade pubbliche che diventano private, poi sparisce un pezzo di estramurale, poi si fa una determina dirigenziale per dire che nella zona industriale se si tratta del commendatore Scianatico, lui può costruire anche sul confine però noi no, a 5 metri. Questo paese non deve esistere più, questo paese che lavora così è per forza un paese miserabile, che sviluppo deve avere? Non ne avrà mai”.
Nel frattempo, a conclusione dei tempi utili prima del voto, sono il Partito dei Comunisti Italiani insieme al Partito Socialista e la Lista Civica Agricoltura e Floricoltura per Cambiare a sottoscrivere un accordo programmatico con il candidato Sindaco Vitagliano, ed in una nota diramata dalle rispettive segreterie dichiarano che nei giorni scorsi si era proceduto a verificare la possibilità di un naturale percorso di esclusiva condivisione politica e programmatica con la coalizione sostenitrice del candidato Sindaco Di Tria, dopo il risultato elettorale conseguito dalle liste dei due Candidati sindaco Nino Antonelli e Lelluccio Cipriani che avevano complessivamente raccolto il consenso di 1.522 concittadini pari al 8,79% delle preferenze.
Si legge tuttavia che l’impegno, sostenuto dagli appelli dell’Onorevole Gero Grassi e del Presidente Nichi Vendola, “volti all’unità di tutte le forze politiche della coalizione di Centro Sinistra" si è arenato contro le "consorterie che ormai da sempre ingessano e indeboliscono la versione cittadina della Coalizione di Centro Sinistra" e a cui si addebita la “parabola del candidato Sindaco Di Tria passato dal 64.07% delle preferenze della tornata elettorale 2003 al 40% del primo turno del 13 e 14 Aprile scorsi in assoluta controtendenza rispetto agli altri sindaci uscenti dell’intero territorio nazionale” e la scelta di sostenere invece il candidato concorrente. In entrambi i casi, restano da vedere le reazioni dei singoli elettori nel seguire come nel non seguire le disposizioni al voto degli accordi programmatici fatti come a quelli non fatti oltre ogni calcolo matematico. Da non sottovalutare anche un rischio astensione, complice il ponte delle festività.
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