Parentesi ballottaggio di Tria-Vitagliano: qual è “l’arte della politica”?

Violato la sede del PD, sede del comitato elettorale del PD
Il ballottaggio si è aperto nel peggiore dei modi a Terlizzi: sono state imbrattate una plancia elettorale e la sede stessa del PD, sede del comitato elettorale del Sindaco di Tria.
Scritte sulla plancia di fronte a Largo La Ginestra riportano a caratteri cubitali “Addio di Tria, è stato bello ciao/ Vota sano, vota Vitagliano” e presso la sede del PD sul manifesto del candidato di centro-sinistra e Sindaco uscente, “di Tria offende l’intelletto umano”.
In questo giorno che resta comunque un giorno di “festa della democrazia” ciò che è balzato agli occhi, così come in tutta la campagna elettorale, è una divisione netta tra terlizzesi, ben oltre ciò che dovrebbe essere un confronto chiuso negli steccati della politica, e dove la cosa più triste è stata scaricarsi continuamente colpe, ci sono esempi ben più tragici delle conseguenze di queste premesse, e non riconoscere colpe nascoste nel buio vile della notte, anche se sono cose che in quest’etica distorta della politica “ci stanno” (quante volte si trovano stracciati i manifesti elettorali o quante volte si imbrattano gli stessi, e magari va tutto bene fin quando non si subisce), una bravata per ottenere magari il plauso di qualche esponente politico oltre che quello degli amici, sono le qualità più becere di un senso di cittadinanza che, se è fatto di queste azioni, duole dirlo, ma manca completamente a Terlizzi.
Bisogna ricordare che non siamo né in un clima di anarchia né in un clima di guerra civile, cosa che ideologicamente queste scritte in realtà dimostrano, e si spera che il primo mattone della nuova amministrazione che si insedierà, sia la riconferma del Sindaco di Tria o la nomina a Sindaco di Pasquale Vitagliano, sia la fine di tutto questo, anche se non dipende dai leader ma dai singoli, e allora credo che sia un’impresa persa in partenza come una parte di Terlizzi spesso ha dimostrato.
Personalmente credo che chi possa applaudire a tale gesto o sorriderci su sia una persona che non può chiamarsi terlizzese, svilendo comunque quel che resta ancora un’istituzione della città, almeno fino a domani sera. Ciò non vuol dire direzionare il voto in alcun modo, crediamo nell’indipendenza dell’intelletto umano di chiunque e auguriamo che vinca il migliore e non "il meno peggiore tra i due".
Sono piovute critiche su questa testata definendola di parte o meglio, “di sinistra”, ciò dimostra ancora una volta la mancanza di giudizio e la mancanza di critica da parte di chi, nell’oscurità di un nickname critica chi, nella mancanza di toni dispregiativi nei confronti di un’Amministrazione come di un’istituzione, evita bagarre da bettola. Questo si chiama la “giusta distanza” giornalistica e il rispetto delle realtà che popolano la città, certo è impossibile non avere un punto di vista delle cose ma, anche a ricordare a coloro i quali hanno criticato l’operato della redazione, non ci siamo mai una volta sottratti al confronto civile tra le parti, garantendo a tutti lo stesso spazio; non basta lanciare una frase ad effetto o una provocazione per considerare una cosa eticamente giustificabile, è così che invece credo si arrivi anche a quelle ignobili posizioni di parte che, anche pochi giorni fa, hanno sconvolto il clima nazionale di fronte alla festa civile più sacra, quella Liberazione che dovrebbe essere "cancellata dai libri di Storia", quel “Bella Ciao” che si vieta di suonare ad una banda e che invece, negli anni ’60, fu scelta come inno della liberazione proprio perchè non era indice di nessuna faziosità politica. Così si è fatto a suo tempo per le “bandiere della pace”, di Sinistra ma anche in ogni centro parrocchiale, allora che succede su questo paradosso che travolge l’elettorato cattolico che fa gola a tutte le forze politiche come se solo una parte è in grado di recepire le istanze civili di un’istituzione religiosa?
Oltre che terlizzesi a questo punto, è meglio non considerarsi neanche italiani, perchè manca la connessione tra alcune posizioni, perchè non si è italiani solo a modo proprio, non si è italiani scegliendo cosa seguire e cosa no, per poi salire su pulpiti personali portati sotto braccio a distillare pillole di buona civiltà.
Se il “padre di famiglia” di una nazione lascia cattivi insegnamenti ai propri “figli”, come si può pretendere che i figli poi seguano norme di buona educazione, di buona civiltà, di buona italianità?
La redazione naturalmente mostra solidarietà al Sindaco uscente, e perchè “di sinistra”, dobbiamo paradossalmente giustificarci davanti a certe persone e dire che lo avrebbe fatto anche se fosse capitato a Vitagliano.
Questo è il mio pensiero, il pensiero di Nico Andriani e chiudo la parentesi tornando al ballottaggio, che il nostro portale seguirà così come è stato il primo turno.
Si vota fino alle 22 e domani dalle 7 alle 15. Poi partirà lo spoglio.
Abbiamo contattato il candidato Vitagliano per un messaggio al voto: “mi auguro che almeno venga confermata l’affluenza che c’è stata al 1° turno perchè se così fosse, ci sarebbero buone possibilità di successo elettorale dal momento che abbiamo aggiunto un’intesa programmatica con Alleanza per Terlizzi e c’è stata l’adesione al nostro progetto di governo della lista de Il melograno, dei Comunisti italiani e dei Socialisti.
Può essere che queste scritte, per altro non di contenuto osceno, non volgare, un contenuto di parte però positivo, siano la conseguenza dell’azione che è stata fatta, quando sono stati tolti tutti i manifesti dalle plance che noi avevamo ceduto come spazio perché sostenevano la mia candidatura”.
Nel frattempo il segretario del PD condanna apertamente il gesto notturno: “quello che è successo stanotte è un atto di decadenza dell’etica politica, avremmo preferito che si fossero rispettati i cittadini senza volgarità e nefandezze come sulle plance elettorali. Se questi sono gli attori che si propongono alla guida della città, Terlizzi precipita ancora una volta nel buio. Per quanto riguarda i manifesti dei Comunisti Italiani e dei Socialisti c’è una normativa che vieta la cessione degli spazi elettorali durante il ballottaggio, lo prevede la legge, pertanto chi ha chiesto tale cessione è giuridicamente incompetente e non conosce la legge.
Aggiungo inoltre, a nome personale e anche della coalizione che ci siamo rifiutati ad ogni qualsiasi baratto elettorale”.
A stamattina le sedi dei partiti interessati all’ultimo accordo a sostegno della candidatura di Vitagliano riportano il suo manifesto, al contrario de La Ginestra del dottor Bonaduce, che riporta un talzebao a firma autografa, che dice, riprendendo il suo ultimo comizio: “Caro Vitagliano, tu o di Tria governerete da soli, senza apparentamenti programmatici, né inciuci, né intese. Rendeteci fieri di essere terlizzesi”.
Lo stesso augurio anche a tutti i terlizzesi che ci rendano fieri di essere loro concittadini, mentre la decisione del voto alla fine dovrebbe spettare solo al singolo nel segreto dell’urna.
Buon voto a tutti, e a tutti augurando che il senso alto di questo gesto torni in mente.
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