La consulta delle associazioni: le sfide che attendono il nuovo Consiglio comunale
Lettera del dimissionario presidente dela consulta Vito De Leo
Pubblichiamo una lettera all’attenzione del Sindaco, dei futuri Assessori, dei Consiglieri comunali, delle Segreterie politiche dei partiti, dei Coordinatori della Consulta delle Associazioni, delle Associazioni, del Segretario Generale e dell’Ufficio comunicazione, a firma di Vito De Leo, per anni presidente della consulta delle associazioni che, annunciando le sue dimissioni, lascia alla nuova amministrazione che sta per insediarsi alcuni ultimi consigli:
Ill.mi,
nell’annunciarvi le mie dimissioni dall’incarico di presidente della Consulta delle Associazioni, con la speranza che tale istituto di partecipazione possa trovare finalmente la concreta possibilità di vedere realizzati i principi sanciti nello Statuto comunale e nell’augurarvi buon lavoro per il prossimo quinquennio amministrativo che vi attende, consentitemi – così come ho sempre fatto durante il mio mandato di presidente – di offrirvi un contributo di idee per la gestione di un programma di governo della città, realmente capace di restituirla ai cittadini, alle famiglie ed alla società civile.
Quello che gli elettori della recente consultazione amministrativa hanno disegnato non è stata solo la conferma di un quadro politico ed istituzionale. Non si sono sostituiti solo alcuni consiglieri comunali. Non si è soltanto rinnovata la fiducia al sindaco uscente, ma si è anche implicitamente chiesto ai diversi candidati – sindaci, ai tantissimi componenti le diverse liste e ai rispettivi partiti e liste civiche di ricostruire il senso di una nuova convivenza democratica attraverso la costituzione di un patto sociale tra elettori ed eletti, tra una rinnovata classe dirigente e le istituzioni.
Pur riconfermando al sindaco Vincenzo Di Tria il difficile compito di guidare l’Amministrazione comunale, tante sono state le voci di candidati, di esponenti della società civile e di liberi cittadini tese ad affermare una nuova cultura della solidarietà, della responsabilità, per i diritti e per la convivenza pacifica.
Anche noi della Consulta delle Associazioni, tra i tanti, abbiamo ribadito la necessità di realizzare una cultura del progetto, abbandonando quella dell’aggiustamento e del ritocco. Cultura del progetto – abbiamo ripetuto tante volte – per noi vuol dire riscrivere il profilo di una nuova cittadinanza, avere un progetto per una nuova Terlizzi. E’ avere chiaro che le gambe del progetto non sono solo istituzionali, ma anche culturali, sociali, amministrative ed economiche e finanziarie.
Abbiamo sempre auspicato una classe politico – amministrativa che sappia coniugare efficienza e solidarietà, sviluppo e compatibilità ambientali, sociali e finanziarie. Siamo sempre stati convinti che nella nostra comunità ci sono le proposte, le energie politiche, sociali culturali ed umane per aprire un nuovo capitolo nella storia del nostro Comune.
Da parte nostra, al di là dei legittimi orientamenti politici di ciascuno, è dentro questo contesto culturale e politico che intendiamo contribuire all’arricchimento del programma di governo, partendo dal nostro autonomo patrimonio di cultura e di esperienza politica ed associativa.
Una risposta democratica ed innovatrice richiede secondo noi, in primo luogo, un nuovo modo di fare politica e di governare, un’Amministrazione comunale accessibile a tutti i soggetti della politica e della società, composta da persone che, per il loro percorso politico e le loro capacità professionali, siano espressione della ricchezza sociale e culturale del nostro paese.
I neo-eletti ed i loro sostenitori partitici e sociali si trovano ora di fronte ad un bivio: da una parte possono continuare per la vecchia strada per cui la politica resta un’ affare gestito da pochi professionisti e faccendieri, le istituzioni appaiono non raramente rivolte più alla mediazione degli interessi privati che alla tutela del bene comune, mentre i problemi del paese si aggravano: casa, occupazione, criminalità, disagio sociale, emarginazione, crisi economica, ambientale, giovanile, ecc.; dall’altra parte, si può percorrere una strada nuova di radicale trasformazione: la politica si apre ai cittadini, le istituzioni ridiventano luogo di raccordo e di soluzione dei bisogni comuni, i problemi del paese sono affrontati con creatività, progettualità e responsabilità collettiva.
Noi da sempre siamo, ovviamente, orientati a percorrere la seconda strada. Ma non vogliamo percorrerla da soli. Il progetto che vogliamo contribuire a costruire insieme agli attuali amministratori ed a tutti i cittadini onesti e di buona volontà, qualunque sia il loro credo politico è quello di un paese dove sia possibile crescere, studiare, lavorare, creare imprese, trovare una casa, passeggiare senza paura e senza timori per la salute, divertirsi, socializzare la vita dal condominio alle piazze, nei contenitori culturali e nel “palazzo”, essere tutelati nei propri diritti di cittadinanza e coinvolti nei processi decisionali.
Da questo progetto non possono continuare a rimanere esclusi i giovani, gli anziani e le donne. Con loro devono entrare nella politica la cultura del rispetto delle diversità, dell’accoglienza e della non violenza, rimaste per troppo tempo lontane dalle istituzioni, dai partiti e dalla politica.
Con loro, purtroppo, è rimasta fuori anche la cellula fondamentale della società: la famiglia. Una vera nuova politica non può non mettere al centro di ogni programma i bisogni della famiglia. Occorre adottare un criterio di equità tributaria che tenga conto dei carichi familiari con l’introduzione del quoziente familiare; una politica per la casa, che agevoli la formazione delle famiglie; offrire un sostegno economico alle famiglie con figli che si trovano in condizioni di indigenza.
Terlizzi possiede un tessuto socio – culturale vivace ed attivo, fatto di associazioni e di aggregazioni, spesso stimolate e coordinate dalla Pro Loco e dalla Consulta delle Associazioni comunali, che rivolgono la loro attenzione a numerosi aspetti della solidarietà, della cultura, dello spettacolo, del turismo e dello sport, senza ricevere adeguati contributi per la loro azione meritoria nei confronti della città. Ma – come abbiamo spesso ripetuto nelle nostre comunicazioni pubbliche – la politica culturale, sociale e sportiva dell’Amministrazione deve caratterizzarsi non per l’elargizione discrezionale delle risorse finanziarie, ma per l’ampia disponibilità di infrastrutture a servizio del territorio.
Per quanto concerne i diritti cittadinanza e di partecipazione, spesso trascurati dalla precedente Amministrazione, occorre impostare un programma che attivi con sollecitudine e determinazione gli istituti previsti dallo Statuto comunale e non ancora regolamentati: Referendum propositivo, Consulta per l’Ambiente, Consiglio Comunale der Ragazzi, Consulta dei Giovani, Consulta degli Immigrati, Consulta dei Disabili, Commissione per la parità e le pari opportunità uomo – donna, Informa – Giovani e Informa – Imprese, Difensore civico ecc.. Bisogna, inoltre, deliberare e regolamentare la “Carta dei diritti del Cittadino”, delegare un referente per i rapporti con le Consulta delle Associazioni. Dovrà essere impegno dell’Amministrazione istituire, entro sei mesi, la figura del “Difensore civico”, avente la funzione di garante dell’imparzialità e della correttezza amministrativa.
Per le politiche sociali ci si dovrà confrontare su un progetto politico – amministrativo in cui siano affrontati i fattori di rischio, risolte le condizioni di emarginazione, di solitudine, di degrado, di mancanza di speranza in un futuro migliore presenti nella nostra comunità.
Devono essere individuate concretamente tutte le possibilità per potenziare le condizioni di convivenza pacifica, di sviluppo economico e civile del paese. E’ più che mai necessario creare le condizioni che favoriscano lo sviluppo d’iniziative imprenditoriali coerenti con la vocazione agricola ed artigianale del nostro territorio. Questo diventa il vero banco di prova di una classe dirigente responsabile per affrontare il problema drammatico della disoccupazione.
Ma non ci potrà essere sviluppo economico se non ci sarà l’impegno comune nel garantire livelli soddisfacenti di vita per i cittadini: legalità, servizi efficienti, verde pubblico con spazi attrezzati per i bambini, quartieri periferici rivitalizzanti, centro storico risanato, zona industriale artigianale ampliata, ben servita e veramente all’altezza dei bisogni dell’utenza e delle imprese, che potrebbero anche costituirsi in consorzi, non gravando così sul bilancio comunale per far fronte alle spese relative alle infrastrutture. La costituzione di società miste pubblico – privato per accrescere le fonti finanziarie in grado di consentire la realizzazione, anche attraverso accordi di programma, di tutte le opere non ancora realizzate può offrire un’immagine moderna di amministrazione. Istituire le Consulte tematiche, con particolare attenzione alle problematiche sociali e di tutela ambientale, da ascoltare in occasione della predisposizione del bilancio di previsione e di atti d’indirizzo di particolare interesse sociale o di provvedimenti che riguardano la costituzione di servizi sul territorio.
I temi dello sviluppo sostenibile e della qualità dell’ambiente dovranno essere al centro di campagne di educazione ambientale, da promuovere nell’ambito del “Progetto Città sane”, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, cui il nostro Comune, a differenza di tanti altri, non ha ancora aderito e potuto fruire dei 100.000,00 euro messi a disposizione dal Ministero dell’Ambiente e concessi più volte ai Comuni di Molfetta e Ruvo di Puglia. È necessario, inoltre, creare un Ufficio comunale dell’Energia, che fornisca consulenza sugli incentivi all’installazione di sistemi di generazione di energia “pulita” (pannelli fotovoltaici). Terlizzi può diventare un laboratorio di tecnologie di risparmio energetico, a cominciare dall’uso di fonti rinnovabili per la pubblica illuminazione. Si dovranno utilizzare tutte le opportunità finanziarie possibili per sostenere il recupero di torri e casali per la tutela dell’agro e per la manutenzione delle strade di campagna. Si dovrà prestare particolare attenzione agli insediamenti produttivi nella zona artigianale circa le possibili conseguenze di un incremento di inquinamento atmosferico, aumento delle polveri e desertificazione.
Una delle sfide più grandi è proprio questa. Un Comune che funzioni, che abbandoni le deleterie pratiche delle lottizzazioni partitiche, sia amico della comunità locale, sappia essere effettivamente “sussidiario”, cioè capace di sostenere il cammino e conquisti la fiducia dei cittadini, diventando centro di formazione ed informazione per tutti.
Abbiamo bisogno di un Comune che regoli, senza ostacolare, la gestione del territorio: tempi rapidi per la pianificazione urbana, norme snelle e certe per la tutela del paesaggio, procedimenti chiari per le autorizzazioni.
In conclusione, l’inseparabilità dei valori dell’efficienza e della solidarietà costituiscono il cardine della nostra proposta.
La voglia di scommettere sulle nostre forze e sulle nostre idee è la migliore garanzia di successo per la nostra cara Terlizzi.
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