Terlizzinfesta
L’Italia batte 2 – 0 la Francia e a Terlizzi è grande festa
Grande tensione in campo e fuori; i pronostici si sprecano; letterature di risultati possibili e qualificazioni impossibili affollano bar e giornali; l’aria è elettrica; in giro non c’è anima viva e tutti corrono alle proprie case, pronti a sintonizzarsi sulla partita. Grande frenesia tra spettatori e giocatori. Ecco l’inno d’Italia, prima quello italiano e poi quello francese. Dopo di che il tanto atteso fischio d’inizio.
“Partiti!” – annuncia il commentatore sportivo.
La serata di martedì 17 giugno poteva finire davvero male, ma a scacciare gli insani pensieri di una bruciante eliminazione, al 24° minuto di gioco il direttore di gara Luboš Michĕl fischia il rigore a favore degli azzurri, a causa di un fallo sul Panzer Toni.
Pirlo sul dischetto: gol sotto l’incrocio. La festa del 25° minuto di gioco si raddoppia con il gol su calcio piazzato del romanista De Rossi, in complicità con il piedino del francese Henry, al 62° minuto.
L’Italia si propone spesso in attacco e la Francia soffre la nostra offensività, forse perché con un uomo in meno, forse perché attrice protagonista di un europeo incolore e dell’ennesima prestazione anemica e obnubilata.
La festa italiana è però rimasta frenata in attesa del risultato del match tra le nazionali Olandese e Romena. Anche qui il timore del c. d. “biscottone” – di memoria svedese e danese – è stato presto scacciato da un 2 – 0 secco che un Olanda “di riserva” ha infilato ad una Romania ormai fuori dall’europeo.
Al momento del fischio finale contemporaneo delle due partite l’Italia può dirsi finalmente ai quarti di finale. A Terlizzi seguono alcuni momenti di quiete apparente.
In pochi minuti per le strade si riversano tanti terlizzesi, grandi grintosi e piccoli ruspanti. Al via la grande festa, finalmente: l’Italia passa il primo turno, mandando à la maison i vice campioni del mondo per la seconda volta dopo la finale di Berlino 2006.
La cerimonia di rito viene inaugurata dalle prime grida per strada di tifosi incalliti. Inizia così il mitico carosello di automobili, scooter, camion, furgoni e furgoncini. Automobili che sgommano, qualcuno percorre addirittura in retromarcia Viale Roma, altri vi parcheggiano le proprie autovetture al centro e improvvisano una discoteca. Musica a palla c’è chi ride e chi balla; bandiere verdi bianche e rosse sventolano da balconi, finestre e terrazzi; pianterreni affollati di persone; grappoli di magliette della nazionale che impazzano in Largo la Ginestra e per Corso Dante. La sfilata per Viale Roma è d’obbligo, tra cori e sfottò contro i nostri cugini d’oltralpe.
Ieri si è scritta una pagina di storia per la nostra nazionale di calcio, speriamo la prima di una lunga serie fino alla finale di Vienna.
Per una sera Terlizzi dimentica problemi, grattacapi e preoccupazioni per tuffarsi in una festa tanto attesa, che è continuata fino a tarda sera.
Ci spiace segnalare una fuga da far west in corso Vittorio Emanuele, seguita da due arresti, ma non sarà certo questo a rovinare la festa terlizzese per la nazionale.
Ora ci attende la Spagna di Fernando Torres e David Villa, domenica prossima ai quarti.
Adieu monsieur Domenech.
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