L’artista terlizzese Mortello dona una tela alla Chiesa S. Maria La Nova.

Nicolò Marino Ceci

Giuseppe Mortello:”ho sentito grande responsabilità.”

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Nei suoi occhi sembra di vedere ancora le pennellate fresche del viso del Cristo – realizzato a notte fonda – le candide tinte della tunica, le scure pennellate del pavimento e dello sfondo tenebroso. Nelle sue mani sembra ancora di vedere la tavolozza in legno e il pennello intriso di colore ad olio, al posto della sua maglietta, sembra che indossi il lungo camice ancora sporco di bianco e nero, di rosso e azzurro.
Giuseppe Mortello sembra ancora avere impresso nello sguardo il dipinto che domenica scorsa 22 giugno ha donato alla Chiesa S. maria La Nova. Classe 1976 e Diploma in Liceo Artistico, Mortello dipinge da quando aveva 12 anni, con numerose partecipazioni a rassegne artistiche locali –l’ultima sua “apparizione” è stata con la mostra “Maria Icona della Bellezza”, a cura di Adsum Artecontemporanea e di Don Michele Cipriani.
Questa volta ha sentito il peso enorme dell’opera commissionatagli da Don Pasquale De Palma: un imponente Cristo Risorto olio su tela m 2,25 x m 1,30.
Domenica scorsa la tela è stata presentata ufficialmente e benedetta nel corso della Messa Vespertina, tenuta presso la Chiesa di S. Maria La Nova, da Don Paolo Malerba.
L’omelia di Don Paolo è stata così incentrata sul valore allegorico della tela:”dal cuore del Cristo escono due raggi: il raggio rosso che simboleggia il sangue e il raggio bianco, simbolo di acqua. Sangue e acqua sono le caratteristiche della salvezza di tutti noi. E’ dal cuore di Cristo che nasce la vocazione alla vita; è dalla misericordia di Dio che scaturisce l’amore”.
Il commento di Don Paolo si sofferma anche sulla scritta che sorge ai piedi del Cristo -”Gesù confido in te”-, affermando:“come sarebbe bello se quella scritta fosse nei nostri cuori; essere cristiani vuol dire essere uomini e donne con il cuore”.
E infine una riflessione sulla resurrezione:”questo Cristo ha i segni della croce sulle mani e sui piedi; non c’è resurrezione senza croce.”
Conclusa l’omelia, Don Paolo ha benedetto la tela. Sono seguiti alcuni momenti di solenne silenzio.
Al termine della cerimonia liturgica Don Pasquale De Palma ha invitato Giuseppe Mortello a spendere qualche parola in merito alla sua opera. L’artista terlizzese è salito sul pulpito e quasi imbarazzato ha affermato:”ho sentito molto il peso di quest’opera, il peso della rappresentazione di quest’uomo. Ho avvertito la responsabilità di dipingere una figura che desse sicurezza, un volto che ispirasse fiducia”.
Ha concluso Don Pasquale:”quando Giuseppe mi ha consegnato la tela ha sentito un vuoto; ora è Gesù che lo sente, ma la sua presenza qui lo ha già colmato. Gli sono stato sempre accanto nelle varie fasi realizzazione di un’opera che ritengo stupenda.”
Nel Cristo Risorto Mortello si è ispirato all’opera “Divina Misericordia”, contenuta nella Chiesa S. Spirito in Sassia, in Roma e a Cracovia, in Polonia.

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